domenica 17 maggio 2015

«La Messa è finita» (card. Giacomo Lercaro)

 

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«La Messa è finita»

(card. Giacomo Lercaro)

Il diacono, o in assenza il celebrante stesso, congeda i fedeli: «La Messa è finita: andate in pace!».
Certo si può ora andare in pace: con la Parola e la presenza di Dio in noi, tutto è illuminato: anche la croce, anche il dolore, anche le difficoltà della vita, anche i problemi quotidianamente la assillano, anche la cattiveria o la meschinità dell’avversario:
«A chi ama Dio — ha scritto san Paolo — tutto torna a vantaggio!».
Perciò l’assemblea risponde: «Rendiamo grazie a Dio!».

§ La celebrazione è finita ma continua nella vita
La Messa è finita, si esce dalla chiesa; ma non come si è entrati: il contatto col Signore, con la sua Parola illuminante, la sua realtà viva nella Eucaristia ci ha cambiato; anche la constatazione della nostra miseria spirituale nella luce di Dio ha reso sì più umili, ma non ci ha disanimati; usciamo dalla santa Assemblea con una carica nuova: di bontà, di coraggio, generosità.
Dopo aver scambiato coi fratelli sul sagrato un saluto, imbocchiamo la strada di casa nostra, quella strada che ci assorbe nei suoi rumori, ci stordisce col suo traffico incalzante...
In un primo momento un senso di tristezza ci prende, quasi un’irritazione contro questo molteplice attentato alla nostra pace interiore; ma la forza di Dio che è in noi supera una reazione che minaccerebbe di essere egoistica e, pur nel trambusto, ci distendiamo ad un senso di superiore cordialità, ad un abbraccio fraterno, ad un’apertura spirituale a tutte le realtà buone che si nascondono in quel groviglio, a tutti i fratelli che ci passano a fianco sul marciapiede ingombro e nelle macchine rombanti...
È quello il nostro mondo, il mondo in cui il Signore ci ha posto a vivere; avvertiamo di non condividerne lo spirito terrenistico, ma sentiamo di doverne essere luce, sale, lievito... E, quindi, di doverlo amare, per portarvi Cristo e la sua redenzione.

§ La testimonianza della vita attua la Messa
Ed eccoci alla porta di casa nostra.
Poche metri cubi, forse, questo nostro modesto appartamento: ma quanto prezioso per il nostro spirito!
E il santuario della nostra famiglia: qui la Messa continueremo a viverla insieme, qui approfondiremo nella lettura familiare la Parola di Dio e la commenteremo nel comportamento reciproco; qui pregheremo insieme, adulti e bimbi; qui, intorno alla tavola, spezzeremo in comune un pane, che non è quello dell’Eucaristia, ma è ancora pane dell’amore che si dona; qui, infatti, al di sopra di tutte le tentazioni dell’egoismo, di tutte le possibili differenze di temperamento, di gusti, qui ci ameremo fino al sacrificio.
La Messa non è finita...: per il cristiano vigile non finisce mai!

 

 

San Francesco's church, Policoro (MT), Saturday 6:02 pm

mercoledì 13 maggio 2015

Madonna di Fatima

 

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LE APPARIZIONI DELLA VERGINE A FATIMA

Fatima è un villaggio situato al centro del Portogallo, a circa 125 km a nord di Lisbona. Gli avveni­menti narrati non si svolgono nel paese suddetto, ma nelle immediate vicinanze, in una località denominata Cova da Iria.

Il 13 maggio 1917 Maria SS. appare presentandosi come Madonna del santo Rosario e come Cuore Immacolato di Ma­ria, a tre ragazzini: Lucia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto, rispettivamente di dieci, nove e sette anni. Le loro fa­miglie, dedite al lavoro dei campi, sono umili ma non miserabi­li. La Madonna appare complessivamente sei volte fino a otto­bre e sempre alla stessa data: il 13 di ogni mese. Prima di que­ste apparizioni, i ragazzi avevano già ricevuto apparizioni pre­paratorie da parte di un Angelo. Essi vedranno poi, oltre alla Madonna, anche altre presenze celesti e una visione dell'Infer­no. I veggenti ricevono da Maria SS. messaggi e "segreti" d'im­portanza mondiale. La Vergine chiede preghiere e penitenza per la conversione dei peccatori e in particolare per la Russia. Il suo messaggio fu di grande attualità e strettamente connesso agli eventi storici e politici del tempo e le sue profezie, una a una, si realizzarono. Queste apparizioni hanno dato impulso a un grande movimento spirituale da parte di masse di fedeli sempre più numerosi. Una grande impressione suscita il gran­dioso miracolo dell'eclissi solare, vista il 13 ottobre da mol­te persone. Dopo un approfondito esame da parte del vesco­vo J. Correia de Silvà, il 13 ottobre 1930 le apparizioni di Fa­tima vengono riconosciute come autentico fenomeno sopran­naturale.

Nel corso degli anni successivi alle apparizioni sono stati costruiti una basilica e alcuni conventi. Fatima è divenuta uno dei più famosi e importanti santuari del mondo. Suor Lucia del Cuore Immacolato di Maria scrisse I Ricordi (tra il 1935 e il 1941), che uniti ai voluminosi protocolli delle inchieste eccle­siastiche e degli interrogatori ai piccoli veggenti formano una testimonianza voluminosa e dettagliata degli avvenimenti. Nel 1991 si calcola che fossero presenti a Fatima circa due milioni di pellegrini.

Apparizioni preliminari prima del 1917- Lucia nasce il 30 marzo 1907, è la più piccola dei sette figli di Maria Rosa e di Antonio. A sei anni fa la prima comunione e depone simboli­camente il suo cuoricino nelle mani di Maria dinanzi a una statua della SS. Vergine. Questo gesto lo ripete più volte spontaneamente e con sincera letizia alcuni giorni prima di ricevere il SS. Sacramento. La fanciulla riceve anche la sensa­zione di vedere l'immagine della Madonna sorriderle, come se avesse accettato la sua devozione. Lucia percepisce una gioia mai conosciuta fino a quel momento. Il sacramento del­l'Eucaristia rinforza in lei quest'esperienza di piena letizia interiore e si sente legata anche a Gesù Cristo. Nell'anno 1915 Lucia, aiutata da tre amiche, porta al pascolo il gregge della famiglia sul Monte Cabaco. Un giorno, le quattro amiche ini­ziano a recitare il Rosario; appena iniziate le preghiere vedo­no improvvisamente sugli alberi una figura di luce chiarissi­ma librarsi nell'aria. Al termine della preghiera la figura scom­pare. Lucia e le sue amiche notano, per due volte, nei giorni successivi la stessa presenza. I genitori richiamano le loro bambine. Lucia si separa dalle sue compagne e si occupa del gregge con Giacinta e Francesco ai piedi del Monte Cabaco. Un pomeriggio i ragazzi vedono distintamente la figura bian­ca e trasparente andare loro incontro. Era quella di un Ange­lo. Il cherubino appare da quel momento tre volte per prepa­rarli a ricevere la visita della Vergine. La creatura celeste si autodefinisce «Angelo della pace» e «Angelo del Portogallo». Egli assume l'aspetto di un giovane di 14-15 anni e dice ai ragazzi: «Non abbiate paura sono l'Angelo della pace, prega­te con me! ». Nella prima apparizione comunica loro lo spiri­to di riparazione, insegnando una bella preghiera: «Mio Dio, io credo, spero e vi amo. Vi domando perdono per quelli che non credono, non sperano e non vi amano». L'Angelo, nel recitare la preghiera, si genuflette rivolgendo il capo verso il terreno. Alla fine si rialza e dice: «Così dovete pregare. Il Cuore di Gesù e Maria si apriranno alle vostre preghiere». Nella seconda apparizione, mentre i ragazzi giocano vicino a una fontana nel cortile dei Santos, l'Angelo compare loro e gli insegna la pratica del sacrificio, soprattutto di quello quoti­diano.

La terza volta l'Angelo appare ai ragazzi mentre questi, sul pascolo e vicini al loro gregge, erano assorti nella sua preghie­ra. Questa volta lo vedono immerso negli strali di una luce stra­na a loro sconosciuta: egli tiene nella sinistra un calice dentro il quale gocciola sangue da un'ostia sospesa nell'aria. L'Angelo lascia librare il calice nell'aria, poi si inginocchia vicino ai tre ragazzi e inizia a pregare in questo modo:

«Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io vi adoro profon­damente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze con le quali egli è offeso; e per i meriti infiniti del Cuore sacratissimo di Gesù e per l'interces­sione del Cuore Immacolato di Maria vi chiedo la conversione dei poveri peccatori».

Poi dà ai ragazzi la comunione mistica: prende il calice e l'ostia dall'aria e porge quest'ultima a Lucia e il sangue del calice a Giacinta e Francesco, mentre pronuncia le seguenti parole: «Ricevete il Corpo e bevete il Sangue di Gesù Cristo che è offeso così terribilmente dall'ingratitudine umana. Espia­te i vostri peccati e consolate il vostro Dio!». Poi si genuflette di nuovo e ripete ancora tre volte con i ragazzi la preghiera della SS. Trinità. Infine l'Angelo scompare nell'aria mentre i ragazzi si sentono riempiti di pace e di gioia interiore.

Prima apparizione (13 maggio) - Dopo la santa Messa dome­nicale i ragazzi portano a pascolare il gregge alla Cova da Iria, al Cabaco, poi divenuto famoso per le apparizioni dell'Ange­lo. Dopo aver consumato un breve pasto e aver recitato il Rosario, iniziano a giocare. Verso le ore 12, un fulgore strano percorre l'atmosfera nel cielo sereno, i ragazzi lo interpreta­no come un lampo e perciò, prevedendo una tempesta, rac­colgono il gregge e lo spingono verso casa. Passando vicino ad alcuni cespugli di lecci, in particolare vicino a uno alto un metro, sono abbagliati da una luce bianca chiarissima al cui centro vedono la figura di una Signora bellissima che li chia­ma. È la Madonna. La veste della Madre di Dio ha il candore della neve, dalle mani congiunte all'altezza del petto le pende una graziosa corona del rosario, terminante con una croce d'oro. La Madonna reca impressi sul volto i segni di una pro­fonda tristezza. Con un gesto amichevole trattiene i ragazzi e inizia loro a parlare.

Questo primo incontro è riportato chiaramente da Lucia nei suoi Ricordi.

«"Non abbiate timore! Non voglio farvi del male!". "Da dove venite?" le domandai (Lucia).

"Io sono del Cielo!". "E cosa volete da me?". "Sono venuta da voi per pregarvi di ritornare in questo luogo sempre alla stessa data, ogni 13 del mese, e alla stessa ora. Allora vi dirò chi sono e cosa voglio. Ritornerò una settima volta ancora".

"Verrò anch'io in cielo?". "Sì".

"E Giacinta?". "Anche! ".

"E Francesco?".

"Anche ma deve recitare ancora molti Rosari".

Mi ricordai di domandarle di due ragazze morte da poco tempo che erano state mie amiche:

"Maria di Neves è già in cielo?" (Maria aveva 16 anni). "Sì".

"E Amelia?" (Amelia aveva 18 o 20 anni, non ricordo bene). "Aspetterà la fine del mondo in Purgatorio".

"Volete offrirvi a Dio per esercitare le pratiche di riparazione, espiare per tutti i peccati con i quali Egli viene offeso e per la conversione dei peccatori?".

"Sì lo vogliamo!".

"Voi dovrete soffrire molto, ma la Grazia di Dio sarà la vostra forza!". Appena finì di pronunciare queste parole Maria SS. aprì le mani e ci trasmise una luce fortissima, come un riflesso, che fuoriuscì dalle sue mani e sentimmo penetrare e ardere nel nostro petto fino alla più pro­fonda delle profondità della nostra anima. Allora cademmo in ginocchio e recitammo interiormente la preghiera Trinitaria. Poi la Vergine ci esor­tò alla recita frequente del santo Rosario per la pace del mondo e la fine della guerra.

Dette queste ultime parole la Madonna iniziò lentamente a salire in di­rezione delle infinità celesti. La luce che la circondava le segnava la via nel firmamento del cielo».

Lucia scrive ancora nei suoi Ricordi che i ragazzi non eb­bero nemmeno per un attimo timore di quell'apparizione, ma solo di un probabile temporale. Solo più tardi capirono che i lampi erano solo un riflesso della luce che circondava la San­ta Vergine; da allora impararono che quando quella luce si mostrava era prossima l'apparizione della nostra amata Si­gnora.

Seconda apparizione (13 giugno) - È la festa di sant'Anto­nio, il patrono della parrocchia di Fatima. Dopo la santa Messa i ragazzi accompagnati da una quarantina di persone, che avevano udito delle apparizioni, si dirigono sul luogo di grazia.

Il testo essenziale di questa apparizione si riferisce alla mis­sione affidata a Lucia: «"Cosa desiderate da me?", le domandai (scrive Lucia).

"Io vorrei che voi il 13 del prossimo mese ritornaste in questo luogo, che tutti i giorni recitiate il santo Rosario. Vi dirò poi più precisamente cosa desidero da voi".

"Vi prego per la guarigione di un malato". "Se si converte sarà guarito in quest'anno". "Io vorrei pregarvi di prenderci con voi nel Cielo".

"Sì, verrò presto a prendere Giacinta e Francesco. Ma tu dovrai restare quaggiù più a lungo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacola­to. A chi la praticherà prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio e come fiori saranno collocate da me dinanzi al suo trono".

Da quel giorno sentimmo nascere nel nostro cuore un fortissimo amore per il Cuore Immacolato di Maria».

A casa i veggenti sono trattati dai loro genitori come bugiar­di e perfino picchiati. Sulla sua tristezza e amarezza profonda per questo trattamento e per essere considerata a tutti costi come bugiarda, Lucia così scrive: «Ricordandomi dei tempi passati mi domandavo: "Dov'è l'amore che la mia famiglia mi mostrava solo poco tempo fa?". La mia unica conso­lazione erano le lacrime che versavo dinanzi al Signore, Gesù Cristo, quando gli offrivo il mio sacrificio espiatorio. In questo giorno di pro­fonda tristezza vidi la SS. Madre del Cielo che mi disse: "Tu soffri molto? Non perdere il coraggio! Non ti abbandonerò mai. Il mio Cuo­re Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti guiderà a Dio".

Quando Giacinta mi vide piangere mi consolò dicendomi: "Non pian­gere. Questi sono certamente i sacrifici che Dio ci manda e di cui ci parlò l'Angelo. Tu soffri per adempiere al tuo compito espiatorio e convertire i peccatori"».

Terza apparizione (13 giugno) - Di questa apparizione Lucia così scrive: «Poco tempo dopo che noi giungemmo sul luogo e avevamo recitato il santo Rosario insieme con una moltitudine di fedeli, vedemmo i soliti strali luminosi e presto comparve la nostra amata Signora...». L'essenziale del messaggio di quest'apparizione è la comu­nicazione delle prime due parti conosciute del famoso segreto. Dopo che la Madonna ha trasmesso loro la visione dell'Inferno così dice: «Avete visto dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per sal­varli il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò molte anime si salveranno e vi sarà PACE.
La guerra sta per finire; ma se gli uomini non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI ne incomincerà un'altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte. Quello è il grande segno di Dio per indicare la fine del mondo a causa dei delitti dell'umanità, me­diante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre. Per impedire ciò, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace. Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati, il Santo Pa­dre avrà molto da soffrire; varie nazioni saranno annientate. Infine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia. Se questa si convertirà, una pausa di pace sarà concessa al mondo. Il Porto­gallo si manterrà sempre nell'ambito della dottrina della fede... Non dite questo a nessuno, solo a Francesco però potete dirlo».

Poi Maria SS., secondo quanto Lucia scrive, conclude così il messaggio: «Quando recitate il santo Rosario dite dopo ogni singola contemplazio­ne: "O mio Gesù, perdona i nostri peccati; conservaci dinanzi al fuoco dell'Inferno, guida tutte le anime in Cielo, in particolare quelle che più abbisognano della tua misericordia". Dopo una pausa di silenzio, le chie­si: "Desiderate ancora qualcosa da me?". "No! Oggi non voglio più nulla da te". Poi come sempre la Madonna disparve nell'infinità del firmamen­to celeste verso oriente».

Oltre duemila persone hanno assistito all'apparizione. Sono presenti anche alcuni parenti dei ragazzi. Pochi giorni dopo l'apparizione, la madre di Lucia porta la ragazza dal parroco che si mostra piuttosto scettico riguardo le manifestazioni so­prannaturali mariane, mostrando dubbi sulla possibilità ingan­natrice del demonio e decide di attendere i prossimi sviluppi dell'insolita vicenda prima di esprimersi.

Quarta apparizione (19 agosto) - Nonostante la stampa anti­cattolica abbia attaccato duramente le manifestazioni miraco­lose, ben quindicimila persone confluiscono sul luogo dell'ap­parizione il 13 agosto, nella data preannunciata. La moltitudi­ne però non vede la Madonna e nemmeno i veggenti, ma vede solo un fulmine e vengono uditi due tuoni. Poi, quando tutti rivolgono lo sguardo verso il cielo, possono osservare con me­raviglia che le nuvole irradiano i colori luminosi dell'arco­baleno. Quella mattina del 13 agosto il sindaco di Villa Nova di Ourem aveva sequestrato i tre veggenti per riconsegnarli ai genitori solo tre giorni dopo. Tempo prima aveva già tentato di strappar loro di bocca il segreto e di terrorizzarli con tutti i mezzi più violenti.

La quarta apparizione quindi non avviene nello stesso luogo di grazia ma il giorno 19 agosto. Lucia e Francesco sono con il gregge sul pascolo quando vedono lampeggiare due volte, poi appare la Madonna. Maria SS. raccomanda ai ragazzi di prega­re per i peccatori che vanno all'Inferno perché costoro non hanno nessuno che pensa a loro. Inoltre preannuncia un mira­colo e alcune guarigioni per rinforzare la fede dei fedeli. Poi scompare come sempre verso oriente.

Quinta apparizione (13 settembre) - Dai Ricordi di Lucia così leggiamo: «Quando l'ora si avvicinò, io Giacinta e Francesco passammo tra molte persone che ci stringevano, tutti volevano sapere qualcosa, avevano do­mande da porre, grazie da chiedere alla Madonna.

Tutti chiedevano a noi di intercedere presso Maria SS. per loro. Chi non riusciva ad arrivare a noi, a causa della folla enorme che ci stringeva e si inginocchiava ai nostri piedi, gridava a più non posso per farsi sentire. Queste scene mi riportavano alle vicende meravigliose del Nuovo Testa­mento quando Gesù percorreva le moltitudini della Palestina. "Come stringe questo popolo e quanto chiede a tre poveri ragazzi che hanno la grazia di parlare con Maria. Cosa farebbe se avesse di fronte di nuovo Gesù Cristo?". Tali erano i pensieri che mi attraversavano la mente men­tre cercavamo di farci spazio tra la moltitudine di fedeli. Infine riuscim­mo a giungere sul luogo di grazia in Cova da Iria, quindi presso i lecci iniziammo a pregare con la massa dei fedeli e a recitare il santo Rosario. Dopo poco notammo il solito bagliore e il lampo, allora rivedemmo la nostra amata Signora sui lecci che così disse: "Recitate sempre il Rosario per chiedere la fine della guerra. A ottobre verrà anche nostro Signore, la nostra amata Signora dei dolori e del Car­melo, san Giuseppe con il Bambino Gesù, per benedire il mondo. Dio è contento delle vostre espiazioni, portate il cilicio solo durante il giorno, Egli non vuole che lo facciate anche mentre dormite.
Sono stata implorata da molti per esaudire numerose guarigioni, in par­ticolare quelle di un malato e di un sordomuto.
Alcuni li guarirò, altri no. A ottobre inoltre opererò il miracolo in modo che tutti credano". Dopo aver pronunciato queste parole si allontanò nell'infinità».

In questo giorno molta gente vede librare in aria e verso oriente una sfera luminosa all'orizzonte. Una nuvola bianca avvolge i ragazzi e contemporaneamente sono visti cadere sulla Terra dei piccoli fiocchi come fiori bianchi che si sciolgono al suolo.

Sesta apparizione (13 ottobre) – E’ un giorno piovoso, inver­nale. I grandi quotidiani di Lisbona pubblicano la notizia che la Vergine compirà un miracolo. La notizia attira a Cova da Iria più di cinquantamila persone, tutti sono genuflessi in riverente attesa. L'essenza del messaggio di quest'apparizione e la se­guente: «Sono la Madonna del Rosario. Voglio che si costruisca qui una cappel­la in mio onore. Si continui sempre a recitare il santo Rosario tutti i gior­ni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto a casa».

Poi Lucia prega la Madonna di guarire alcuni malati ed Ella risponde: «Alcuni saranno guariti altri no perché devono mi­gliorare e pregare per l'espiazione dei loro peccati». Poi con un atteggiamento triste dice ancora: «Non si dovrebbe più of­fendere il Signore, che è stato già tanto offeso».

Scomparsa la visione i ragazzi vedono intorno al sole altre visioni indistinte. Improvvisamente la sfera solare prende a roteare in un moto vertiginoso; è il prodigio annunciato dalla Madonna alcuni mesi prima. In questo moto vertiginoso il sole proietta sulle persone i colori dell'arcobaleno in tutte le dire­zioni.

Apparizioni complementari- Scrive Lucia: «Un giorno trascorrevamo l'ora della pausa vicino alla fontana dei miei genitori. Giacinta era seduta vicino alla fontana, mentre io e Francesco cercavamo miele selvatico tra gli arbusti. Improvvisamente Giacinta ci chiamò dicendo: "Avete visto il Santo Padre?".

Io non posso dire come, ma ho visto il Santo Padre in una casa molto grande e inginocchiato dinanzi a un tavolo, aveva il viso nascosto tra le mani e piangeva. Fuori stava molta gente e alcuni gli scagliavano pietre contro, altri lo rimproveravano gridandogli parole odiose. Povero Santo Padre, noi dobbiamo pregare moltissimo per lui.

Un'altra volta andammo sull'altura di Cabaco. Giunti in quel luogo ci genuflettemmo profondamente al suolo per recitare le preghiere dell'An­gelo. Dopo poco Giacinta si alzò e mi chiamò dicendomi: "Non vedi le strade, le vie e i campi pieni di gente che piange di fame, perché non ha nulla da mangiare, il Santo Padre assorto in preghiera in una chiesa di­nanzi al Cuore Immacolato di Maria e tanta gente che prega con lui?". Alcuni giorni dopo mi chiese: "Posso dire agli altri che ho visto il Santo Padre e che molta gente gli era intorno?".

"Non capisci dunque che questo appartiene tutto allo stesso segreto?". "Va bene non dirò nulla", mi rispose lei».

In un'altra parte dei Ricordi leggiamo: «Venerabilissimo Signor vescovo. Vostra Eccellenza saprà bene, come alcuni anni fa Dio ha rivelato questo segno, che gli astronomi volevano denominare con il nome "aurora boreale". Io non so, ma penso solo che se si fosse esaminato attentamente, allora si sarebbe riconosciuto che sia per la forma e sia per le sembianze in nessun caso avrebbe potuto essere un'aurora boreale. Come invece avevo saputo, questo era un segno di Dio per mostrare che la spada della sua giustizia era pronta a cadere sulle nazioni colpevoli. Allora ho iniziato energicamente a preparare le comu­nioni espiatrici il primo sabato di ogni mese e le preghiere per la consa­crazione della Russia. Lo scopo non era solo quello di chiedere la mise­ricordia di Dio per il mondo intero, bensì in particolar modo per l'Eu­ropa.

Dio mi ha concesso nella sua infinita misericordia di farmi percepire come sarà tremenda la prossima guerra e quanta gente scenderà nell'In­ferno; Vostra eccellenza conosce già così bene queste cose, poiché io la informo di ogni cosa. Io dico sempre che le preghiere e le pratiche espia­trici in Portogallo non hanno ancora raggiunto l'armonia della giustizia divina perché queste non sono accompagnate dal miglioramento inte­riore delle persone e dal vero pentimento. Speriamo che Giacinta sia accolta in Paradiso e possa esserci di aiuto. Come ho scritto già nella prefazione al libro Giacinta, che le ho inviato, ella aveva avuto già la vi­sione di alcune cose che le erano state rivelate in segreto. Così come le visioni dell'Inferno, la prossima guerra, la miscredenza degli uomini, le infermità ecc.

Quando vedevo Giacinta molto pensierosa le domandavo: "Cos'hai? A cosa pensi?".

"Alla guerra che verrà e a tanti uomini che dovranno morire. Mi fa tanto male. Se solo volessero smettere di offendere Dio, non ci sarebbe alcuna guerra e non entrerebbero più tante anime nell'Inferno".

Un'altra volta Giacinta mi ha detto: "Mi fa molto male sapere che io e Francesco entreremo in Paradiso e tu resterai ancora un lungo periodo sulla Terra. Io desidero pregare la SS. Vergine di prendere anche te in Paradiso. Quando verrà la guerra non aver paura, io sarò in cielo e pregherò per te".

Quando venne il tempo in cui dovette partire per Lisbona, nel momento del dolore della separazione, la consolai dicendole di recitare spesso le parole a lei care sul Cuore Immacolato di Maria. Mi rispose che non si sarebbe mai stancata di ripetere questa preghiera e poi un giorno dopo la sua morte avrebbe potuto cantare spesso con la Madre del Cielo».

Apparizione di Maria SS. prima della morte di Giacinta - Gia­cinta si ammala nell'ottobre del 1918 e subito dopo anche Francesco.

Giacinta così racconta a Lucia che si era recata da lei per una visita: «La nostra amata Signora mi visitò e disse che presto Francesco sarebbe stato chiamato in cielo. Poi mi domandò se io avessi voluto convertire ancor più peccatori. Io le dissi di sì. Allora la Santa Vergine mi avvertì che però avrei dovuto patire molto in un ospedale per la conversione dei peccatori, come oggetto espiatorio per lavare i peccati contro il Cuore Immacolato di Maria e di Gesù. Le domandai se fosse stato possibile che tu venissi con me ed Ella rifiutò".

Giacinta ha ancora un ultimo colloquio con Lucia, prima della separazione finale: «Maria SS. mi ha detto che io sarò inviata in un altro ospedale. Non ti vedrò più, così anche non vedrò più i miei genitori. Io soffrirò molto e poi morirò. Ma non dovrò avere paura perché Ella sarà con me e mi porterà in Paradiso».

Francesco morì il 4 aprile 1919. Giacinta lo seguì il 20 feb­braio 1920.

Il riconoscimento ecclesiastico - Subito dopo le apparizioni di Fatima, nulla lasciava sperare in un possibile riconoscimento ecclesiastico. Anzi si notava un atteggiamento prudente e riservato della Chiesa. I genitori di Lucia morirono e così Francesco e Giacinta. Le indagini ecclesiastiche conti­nuavano però a pieno ritmo. Dovevano durare ancora dieci anni. Il vescovo di Leira mandò a chiamare Lucia per l'inchie­sta e per avere egli stesso un'impressione più completa di un avvenimento mistico di tale portata.

Nel 1925 Lucia entrò in un convento delle dorotee, ma si trasferì nel 1948 nel Carmelo di Coimbra. Con l'arrivo del nuovo vescovo, da Silva, nell'agosto del 1920, la commissio­ne ecclesiastica d'indagine passò dall'atteggiamento di riser­va a una posizione più aperta. Nel 1930 le indagini furono concluse, da Silva poté dichiarare, con la lettera pastorale del 13 ottobre 1930, le apparizioni degne di fede e ne riconobbe il culto pubblico.

Poi tutto l'episcopato portoghese produsse prove ancor più convincenti a favore dell'autenticità soprannaturale dei fatti. Per volontà del vescovo di Leiria, Lucia scrisse nel 1935 la prima parte dei suoi Ricordi dove il punto centrale è Giacin­ta, per la quale era già stato introdotto processo di beatifi­cazione. Poi, sempre per volontà del vescovo, nel 1941 la veg­gente completò una nuova edizione del libro su Giacinta spie­gandone diversi punti molto importanti.

Dopo le sei apparizioni la Madonna rimase ancora in con­tatto con Lucia. Infatti la veggente, dopo aver descritta una visione abbagliante della SS. Trinità, narrò al suo direttore spi­rituale, padre Gonçalves, un altro messaggio della Madonna. «In questo messaggio la Madonna mi disse: "È arrivato il momento in cui il Signore domanda che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore immaco­lato, promettendo di salvarla con questo mezzo. Sono tante le anime che la giustizia di Dio condanna per i peccati commessi contro di me. Vengo a chiedere riparazione. Sacrificati per questa intenzione e prega. Non hanno voluto fare attenzione alle mie richieste, lo faranno ma sarà tardi. Allora la Russia avrà sparso i suoi errori nel mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa; il Santo Padre dovrà soffrire molto"».

IL SEGRETO DI FATIMA

La visione dell' Inferno

"Nel dire queste parole aprì nuovamente le mani, come nei due mesi precedenti. Il messo (dei raggi della luce) parve penetrare nel terreno e vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in questo fuoco, i demoni e le anime, come fossero tizzoni di brace trasparenti e neri, o abbronzati, in forma umana, fluttuavano nell'incendio, sollevati dalle fiamme che uscivano da loro stessi insieme a nuvole di fumo che cadevano da tutte le parti. Essi somigliavano al cadere delle faville nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che terrorizzavano e facevano tremare dalla paura. (Deve essere stato all'apparire di questa visione che gridai questo "hai! " che dicono di aver udito). I demoni si distinguevano per la forma orribile e ributtante di animali spaventosi e sconosciuti, ma incandescenti come neri carboni di brace ".

L'annuncio del castigo e i mezzi per evitarlo

"Spaventati e come per chiedere aiuto, levammo gli occhi verso Nostra Signora, che ci disse con bontà e tristezza: Avete visto l'inferno, dove vanno le anime dei poveri pec­catori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozio­ne al mio Cuore Immacolato. Se farete quello che vi ho det­to, si salveranno molte anime ed avranno pace. La guerra sta per finire. Ma se non smet­teranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un'altra peggiore. Quando ve­drete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio manda per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame, e di perse­cuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirlo, verrò a chie­dere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immaco­lato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolteran­no le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la pace. Al­trimenti, spargerà i suoi errori nel mondo provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saran­no distrutte. Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della Fede, ecc... ­

Questa era la parte del messaggio conosciuta fino al giorno 13 di Maggio del 2000, data in cui il Papa Giovanni Paolo II ha ritenuto di comunicare la terza parte del segreto di Fatima al mondo.

“Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: L'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Peniten­za, Penitenza! E vedemmo in una luce im­mensa che è Dio, "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quan­do vi passano davanti, un vescovo vestito di bianco "ab­biamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri vescovi, Sacerdoti, reli­giosi e religiose salire su una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arri­varvi, attraversò una grande città metà in rovina, e quasi tremante con passo vacillan­te, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frec­ce. Allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, i sa­cerdoti, i religiosi, le religiose e varie persone secolari, uo­mini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Cro­ce c'erano due Angeli ognuno con un annaffiatoio di cristallo nella mano, con essi raccoglie­vano il sangue dei Martiri e ir­rigavano le anime che si avvi­cinavano a Dio. Questo non ditelo a nessuno. A Francesco sì, potete dirlo. Quando reciterete il Rosa­rio, direte dopo ogni mistero: O Gesù mio, perdona le nos­tre colpe, preservaci dal fuo­co dell'inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua mise­ricordia. Seguì un istante di silenzio e domandai: - Vostra Signoria non vuole nient'altro? - No, oggi non voglio più nulla. E, come al solito, cominciò ad alzarsi in direzione d'oriente fino a scomparire nell'immensa distanza del firmamento". Si udì allora, ancora secondo il signor Marto, una specie di tuono che indicava la fine dell'apparizione.

La consacrazione a Maria
La Vergine Santissima, visti questi tempi e que­sti momenti tanto tristi, ci chiese anche una cosa bellissima: «Consacratevi al mio Cuore Immacolato».
La consacrazione a Maria non consiste nel legge­re una preghiera e poi uscire dalla chiesa e conti­nuare ad essere come prima. No. Consacrarsi alla Madonna vuol dire cambiar vita. Vuol dire conversione. Vuol dire essere dei cristiani autentici.
La Madonna intende la consacrazione in questo modo: « Se non siamo stati finora dei buoni cristia­ni, ecco inizia la nostra conversione. Da ora in poi sarò un buon cristiano ».
La consacrazione a Maria è il cambiamento del­la nostra vita.
Dobbiamo vedere quello che abbiamo fatto nella nostra vita fino ad oggi di bene e di male. Se abbia­mo fatto delle azioni di cui la Madonna non è con­tenta, ecco, con una buona confessione si chiede perdono a Dio e coll'aiuto della Madonna si cambia vita.

 

Fonte: IdM

lunedì 11 maggio 2015

Messaggio straordinario ad Ivan dell'11 maggio 2015 alla Croce Blu alle 22:00

 

Anche questa sera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice.

All'inizio come sempre ci saluta con suo saluto materno
"Sia lodato Gesù  cari figli miei".

Poi la Madonna con le mani distese prega sopra tutti noi, particolarmente prega sopra voi malati presenti qui.

Poi la Madonna dice :

"Cari figli, anche oggi di nuovo vi voglio invitare, durante questo tempo di pregare per le mie intenzioni per  i miei piani che io desidero realizzare con la mia venuta qui. Pregate cari figli e siate perseveranti nella preghiera. La Madre prega per voi e intercede presso suo Figlio per ciascuno di voi. Grazie cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata".

Poi la Madonna benedice tutti noi con la sua benedizione materna e benedice tutto quello che noi abbiamo portato qui per la benedizione e raccomandato tutti voi, i le vostri bisogni le vostre intenzioni, in modo particolare tutti voi ammalati.

Poi la Madonna prega sopra tutti noi. In questa preghiera se n'è andata nel segno della luce e della croce col saluto:

"Andate in pace cari figli miei".

(trascrizione della comunicazione verbale del messaggio subito dopo l'apparizione; video a cura di Laura Marcazzan Budimir)

Apparizione straordinaria a Ivan alla Croce Blu alle ore 22 questa sera ore 22:00

 

Krizan ci ha comunicato che oggi, lunedì 11 maggio 2015, Ivan avrà una apparizione alla croce blu alle ore 22:00

Celebrazioni in onore della B.V. di San Luca

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CELEBRAZIONI IN ONORE DELLA
BEATA VERGINE DI SAN LUCA


9-17 maggio 2015


Solenni celebrazioni in onore della Beata Vergine di San Luca, durante le quali l'immagine della Madonna scende in processione dal Santuario di S. Luca alla Cattedrale di San Pietro a Bologna, dove rimane nella per una settimana prima di essere nuovamente accompagnata al Santuario sul Colle della Guardia.
Ogni anno infatti l'immagine della Madonna di San Luca viene portata in processione dal Santuario alla Cattedrale di S. Pietro a Bologna in memoria dell'aiuto che la Vergine ha dato alla città nel 1433 dopo le continue piogge che nei mesi di Aprile, Maggio e Giugno minacciarono di compromettere il raccolto dei campi. Così gli Anziani della città decisero di rivolgersi alla Madonna di San Luca per l'aiuto necessario e questa richiesta fu esaudita con l'apparire di un bel sole che cessò le interminabili piogge nefaste.
Quest'anno la sacra immagine scende dal Santuario sabato 9 maggio 2015. Alle ore 18.00 a Porta Saragozza l'incontro del popolo bolognese con la Venerata Immagine della Beata Vergine di S. Luca che verrà  portata in processione nella Cattedrale di San Pietro, percorrendo le vie Saragozza, Collegio di Spagna, Carbonesi, D’Azeglio, Piazza Nettuno, Piazza Maggiore, Indipendenza. Ingresso in Cattedrale alle ore 19.00 ca.

L’immagine della Vergine resterà nella Cattedrale di San Pietro fino a domenica 17 maggio quando, alle ore 17.00 verrà riaccompagnata in processione al Santuario di San Luca, sostando prima in Piazza Malpighi e poi a Porta Saragozza e al Meloncello per la Benedizione.
Tra i vari appuntamenti in programma, mercoledì 13 maggio alle ore 17.15 processione con la Venerata Immagine dalla Cattedrale di S. Pietro alla Basilica di San Petronio; alle ore 18.00 benedizione dalla gradinata della Basilica, mentre in Piazza Maggiore saranno presenti i fanciulli e i ragazzi di Bologna. Alle ore 18.30 rientro in Cattedrale.
I principali appuntamenti della settimana saranno trasmessi anche in diretta su  Nettuno Tv e Radio Nettuno.
Per tutta la settimana la Cattedrale apre alle ore 5.45 e chiude alle ore 22.30.

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE CELEBRAZIONI

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