martedì 7 luglio 2015

Pellegrinaggio a Medjugorje del Gruppo di preghiera Regina della Pace di Bologna (1-5/7/2015) – Alcuni momenti di preghiera

 

Alcuni momenti di preghiera vissuti insieme nel Pellegrinaggio a Medjugorje dal 1 al 5 luglio 2015 con il Gruppo di preghiera “Regina della Pace” di Bologna

 

Međugorje, giovedì 2 luglio 2015, adorazione eucaristica presieduta da fra Hrvoje.


Contemplare il Dio della Vita, impegna la Fede come per Abramo.

Canto: Laudate, omnes gentes, laudate Dominum! Alleluia, alleluia! Cantate Domino!

Dio non ha creato la morte né gioisce per la perdizione dei vivi. Dio ha creato tutto, perché tutto rimanesse.

Canto: Gesù, tu sei il mio Dio! Gesù, tu sei il mio Dio! Io credo in te, io spero in te (x2), Gesù.

Signore, noi dividiamo gli uomini in puri e impuri, degni e indegni. Signore, tu invece ci guarisci dalle impurità, tu sei l’unico che ci libera dall’indegnità, tu, unico, ci salvi dalla morte.
Perciò anche stasera ti chiedo che tu mi guarisca, che tu mi tocchi.

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi tu! Attiralo a te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita!

La Santità, la Purezza, la Bontà, la Salute, avvolgano coloro che ti incontrano, Gesù, coloro che ti toccano. Perciò stasera non voglio giustificarmi davanti a te, ma voglio inginocchiarmi e confessare tutto dal cuore e dall’anima.

Canto: Io ti amo, Gesù, e mi dono a te! Sei sorgente di vita, consolazione del mio cuore! Ti prego, Gesù: ascoltami!

Signore, anche quando mi sembra tutto inutile, anche quando mi sembra che non abbia senso invocarti, dammi fammi forza per sentire la tua Parola, dammi forza per sentire: “Non aver paura: credi!”

Canto: Ti si mir nas...Tu sei Pace... Alleluia...

Signore, ti chiedo la fede che ha avuto Abramo, per obbedire anche quando nulla è chiaro, per credere anche quando sembra impossibile.

Tantum ergo... Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica.

Canto: Magnificat, magnificat, magnificat anima Dominum...

 

 

Međugorje, sabato 4 luglio 2015, preghiera di guarigione guidata da fra Stanko Ćosić.


Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore Gesù, spesso sono troppo veloce nel parlare ma sono lento nell’ascoltare, spesso sono veloce nel giudicare ma lento nel comprendere. Signore, tu sai che vorrei ascoltare meglio con più attenzione e amore, ma posso fare questo solo con il tuo Amore; solo tu puoi darci la fonte inesauribile che può rinfrescare, e, quando perdo la speranza, quando provo di nuovo la sconfitta, guardo te e ho fiducia. Signore, con la tua grazia insegnami prima di tutto ad ascoltare e poi parlare, insegnami a comprendere di più al posto di condannare e che le parole diventino benedizione, benedizione di tutto il creato, benedizione del prossimo e la tua benedizione. Signore, voglio diventare persona nelle tue mani, solo profumo del tuo Amore, voglio diventare tuo discepolo, un discepolo che, indipendentemente dai peccati, dalle sconfitte e dalle cadute, guarda sempre te, che, nonostante tutte le debolezze, guarda il tuo volto, aspettando la tua forza e il tuo Amore.

Hvala, Christe... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore, io non so come la mia vita andrà avanti, quali strade percorro, io non so che cosa mi aspetta come futuro. Regolarmente mi lego a quello che ho adesso e ho paura davanti al futuro; credo che tu sai che è giusto per me; credo che tu sai meglio di me qual è la via di gioia, di pace e di realizzazione per il mio futuro. Perciò invece della Pace ho paura e insicurezza, dolore che provo. La speranza, la fiducia in te mi danno la Pace. La fiducia che tu come mio Creatore sai che cosa è meglio per me e che la tua Volontà è il mio desiderio più profondo, che la tua Volontà è la mia gioia, la pace del mio cuore. Signore, tu sai quale sarà il mio futuro. Tu sai come sarò quando sarò realizzato. Tu sai come arrivare alla Santità. Perciò, anche se penso che qualche strada non è giusta per me, ,io stesso mi abbandono a te. Proprio quello che penso io, questo sarà la cosa giusta per me. Forse dove aspetto una realizzazione minore, trovo il tuo Cuore e la tua Presenza. Signore, voglio essere aperto a tutto quello che mi aspetta, aperto a tutto quello che mi ostacola ad andare con coraggio nel futuro, a tutte le ferite e a tutti i traumi, ma io credo che tu mi aspetti proprio lì dove mi attiri, ovunque vengo, proprio quello sarà il posto e il momento della mia realizzazione. Grazie, Signore, per la vita, grazie perché sempre mi guidi per una nuova strada, quella che non aspetto e della quale ho paura. Grazie perché mi guidi e mi porti il coraggio nel cuore per vivere: questo mi riempie di gioia, perché io so che tu sai quando io non so, che tu dai forza quando io non ho forza e che sei tu colui che vuole essere con me più di quanto io voglia essere con te. Grazie perché tu sei con me e vuoi essere con me. Signore, noi vogliamo essere tuoi discepoli, indipendentemente dagli apostoli che cadevano e fuggivano, ma tu non hai cambiato atteggiamento verso di loro, sei rimasto fedele alle promesse. Così anche noi fuggiamo, cadiamo, ma noi sappiamo che tu rimani fedele.

Kyrie, eleison... Benedizione sacerdotale con il crocifisso.

 

Međugorje, sabato 4 luglio 2015, adorazione eucaristica presieduta da fra Hrvoje.


"Porto davanti a Gesù tutto quello che c’è in me".

Canto: Kumbaya, my Lord, kumbaya... O Lord, kumbaya! (Vieni a noi, Signor, vieni a noi... Signore, vieni a noi!).

- Signore, io vengo a te con tutto quello che non vorrei vedere, con tutto quello di cui mi vergogno, con tutto quello che vorrei allontanare da me, con tutto quello che vorrei nascondere davanti a te, e ti prego, Signore: toccami stasera con le tue mani piene di amore!

Canto: Gesù, Gesù! Confido in te! ...Alleluia...

- Signore, io so che non posso incontrarti, se non porto in questo incontro tutto quello che c’è dentro di me. Perciò mi prostro davanti a te con tutta la mia debolezza, tiepidezza e paura, e ti affido tutto ciò che mi allontana da te.

Canto: Fiducia sei per me (x2), Pane Vivo dentro di me. Fiducia sei per me (x2), perché sei Vivo dentro di me.

- Signore, stasera ti supplico con Paolo di allontanare da me tutte le mie prove, quelle cose che mi fanno soffrire e che mi fanno perdere la pace, e perdonami anche se a volte penso che la mia vita sarebbe più facile senza di te.

Canto: Confitemini Domino, quoniam bonus! Confitemini Domino, alleluia!...

Tantum ergo... Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica.

Canto: Gospa, Maika moia, Kralica mira... Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi (x2). Zdravo (x3), Marijo. (x2)

 

Quiero darte gracias

(canto di don Antonio Muriel al termine della S. Messa nelle chiesina di S. Anna prima di affrontare il viaggio di ritorno a Bologna)

(perdonerete l’amatorialità del video che lo rende ancor più prezioso)

 

Quiero darte gracias

Quiero darte gracias

porque con tu gran amor

tú me has dado, Madre,

el secreto de la vida.

En tu corazón ocultaste tu dolor,

sólo tu sonrisa descubriste para mí.

(rit.)

GRACIAS PORQUE

TÚ ME HAS DADO LA VIDA,

MIENTRAS EN TI

SÓLO HABÍA DOLOR,

MADRE, HOY MI ALMA TE DICE

GRACIAS, GRACIAS HOY POR TU AMOR.

Si tal vez mañana no estaré cerca de ti,

quedará tu amor,

una luz dentro de Mi.

En tu corazón ocultaste tu dolor,

sólo tu sonrisa descubriste para mí.

(rit.)

GRACIAS PORQUE

TÚ ME HAS DADO LA VIDA,

MIENTRAS EN TI

SÓLO HABÍA DOLOR,

MADRE, HOY MI ALMA TE DICE

GRACIAS, GRACIAS HOY POR TU AMOR.

Commento di Padre Livio al messaggio a Mirjana del 2 luglio 2015

"Cari figli,

vi invito a diffondere la fede in mio Figlio, la vostra fede. Voi, miei figli, illuminati dallo Spirito Santo, miei apostoli, trasmettetela agli altri, a coloro che non credono, non sanno e non vogliono sapere. Perciò voi dovete pregare molto per il dono dell’amore, perché l’amore è un tratto distintivo della vera fede e voi sarete apostoli del mio amore. L’amore ravviva sempre nuovamente il dolore e la gioia dell’Eucaristia, ravviva il dolore della Passione di mio Figlio, che vi ha mostrato cosa vuol dire amare senza misura; ravviva la gioia del fatto che vi ha lasciato il suo Corpo ed il suo Sangue per nutrirvi di sé ed essere così una cosa sola con voi. Guardandovi con tenerezza provo un amore senza misura, che mi rafforza nel mio desiderio di condurvi ad una fede salda. Una fede salda vi darà gioia e allegrezza sulla terra e, alla fine, l’incontro con mio Figlio. Questo è il suo desiderio. Perciò vivete Lui, vivete l’amore, vivete la luce che sempre vi illumina nell’Eucaristia. Vi prego di pregare molto per i vostri pastori, di pregare per avere quanto più amore possibile per loro, perché mio Figlio ve li ha dati affinché vi nutrano col suo Corpo e vi insegnino l’amore. Perciò amateli anche voi! Ma, figli miei, ricordate: l’amore significa sopportare e dare e mai, mai giudicare. Vi ringrazio".

 

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 luglio 2015

 

I messaggi della Regina della Pace, sia quello del 25 sia quello del 2 del mese, vanno meditati lungo il mese, letti più volte, perché sono di una ricchezza straordinaria e quindi qualsiasi pretesa di volerli commentare e sintetizzare in pochi minuti finirebbe per sciuparli.

Vi do comunque una chiave di lettura ermeneutica (interpretativa).

Le parole chiave di questo messaggio sono la fede e l'amore.

Poi un richiamo particolare per quanto riguarda i pastori, come non aveva mai fatto: “mai, mai, dovete giudicare”.

Dunque la Madonna ci incarica di “diffondere la fede in mio Figlio, la vostra fede”, cioè la nostra fede dev'essere la fede in Gesù, come sempre ci dice Papa Francesco nelle sue catechesi, specialmente quelle del mattino, dove mette Gesù al centro, dobbiamo vivere la fede in Gesù, avere in noi la fede in Gesù e diffonderla.

Questo è l'invito: diffondere la Luce in questo mondo di tenebre: “Voi, miei figli, illuminati dallo Spirito Santo, miei apostoli, trasmettetela agli altri, quindi questa fede va trasmessa agli altri, a chi abbiamo vicino, nella famiglia, ai nostri parenti, ai nostri amici, quelli che conosciamo, quelli che incontriamo, ovunque! Viene l'elettricista nella nostra famiglia, viene l'idraulico, viene il piastrellista, l'imbianchino, a tutti possiamo dire una buona parola.

Trasmettiamo questa fede, senza aver paura, “a coloro che non credono”, sono quelli che hanno più bisogno della fede, a quelli che “non sanno”, che sono ignoranti, ma anche a quelli che non sanno e non vogliono sapere”, che hanno eretto un muro.

Ma come facciamo a trasmettere la fede a quelli che non vogliono sapere, a quelli che hanno eretto un muro e che sono pronti a rivoltarsi come serpi, se solo accenni alla fede? E allora la Madonna ci dice: “Perciò voi dovete pregare molto per il dono dell’amore”, perché non c'è fede senza amore, perché se voi avrete l'amore, anche in quelli che non ne vogliono sapere, in qualche modo si apre una breccia nel cuore. Là dove non arriva la nostra parola, la nostra testimonianza di fede, arriva l'amore che crea una fessura che penetra nel cuore.

Quindi quando siamo di fronte a quelli che non ne vogliono sapere, non ci prendono neanche in considerazione, anzi ci disprezzano, noi dobbiamo pregare per il dono dell'amore: “perché l’amore è un tratto distintivo della vera fede e voi sarete apostoli del mio amore”.

Ecco, la Madonna ci dice: “testimoniate la fede, ma se volete che la fede, la vostra testimonianza di fede apra il cuore a quelli che sono ostili, che sia accompagnata da un grande amore per loro, per le loro anime”.

Dove possiamo imparare l'amore? Dice la Madonna: “Imparate l'amore da Gesù che muore per voi, che dà la sua vita per voi, il suo sacrificio è vivo e

presente nell'Eucaristia”. Lì c'è “il dolore e la gioia dell’amore dell'Eucaristia”, così voi vivendo dell'Eucarestia, vivete nell'Amore di Gesù. Con questo amore di Gesù, testimonierete in modo efficace la vostra fede, anche nei confronto di coloro che non ne vogliono sapere.

L’amore ravviva sempre nuovamente il dolore e la gioia dell’Eucaristia, ravviva il dolore della Passione di mio Figlio”, cioè ci ha amato fino a dare la sua vita,che vi ha mostrato cosa vuol dire amare senza misura”, con l'Eucarestia impariamo ad amare senza misura e ci ha dato il suo Corpo e il suo Sangue per nutrirci di Sé, per infonderci il suo amore, “ed essere così una cosa sola con voi”.

Nell'Eucarestia Gesù vive in noi, ci trasmette il suo amore, con il quale testimoniare la sua presenza nel mondo e la sua salvezza.

Poi la Madonna va avanti e riprende il discorso della fede che ha toccato tante volte: forti e saldi nella fede. La Madonna capisce che nel mondo in cui viviamo troppi cristiani sono deboli nella fede, sono foglie agitate dal vento, sono come barchette sballottate dalle onde.

Guardandovi con tenerezza”, vedendo la vostra bontà, anche il vostro fervore, ma anche la fragilità provo un amore senza misura, che mi rafforza nel mio desiderio di condurvi ad una fede salda”.

La Madonna è qui, ci accompagna da così tanto tempo perché possiamo essere forti e saldi nella fede.

Una fede salda vi darà gioia e allegrezza sulla terra”, chi ha una fede salda, vive una vita certamente sotto la croce, ma piena di gioia e di allegrezza, “e, alla fine, l’incontro con mio Figlio Gesù” e nel momento della morte sperimenterà il Suo abbraccio!

Questo è il suo desiderio”. “Perciò vivete Lui, vivete l’amore, vivete la luce che sempre vi illumina nell’Eucaristia”.

La Madonna ci invita a un'unione profonda con Gesù attraverso la preghiera, attraverso quella preghiera che è la Santa Messa, che è la preghiera per eccellenza, dove noi possiamo con fede, vivere il mistero dell'amore vero di Gesù, possiamo essere resi partecipi di questo amore, possiamo essere assimilati a Gesù. Gesù vive in noi, con questo amore, con questa fede in Lui, noi possiamo portare la luce e l'amore agli altri.

La struttura di ogni messaggio che la Madonna dà, sia a Mirjana che a Marija è identica: la Madonna è qui per portarci a suo Figlio Gesù, perché Gesù viva in noi e noi possiamo portarLo agli altri!

Questo è, nella sua semplicità, quello che la Madonna vuole, ci prende per mano e ci vuol portare all'unione con Gesù, ci indica anche in che modo ci uniamo a Gesù, con la fede, con la sua parola, con la benedizione dell'Eucarestia, attraverso i Sacramenti, nella Confessione, nella Santa Messa. In questo modo Gesù vive in noi, e noi animati dal suo amore, lo portiamo agli altri: “diffondere la fede in mio Figlio, la vostra fede”.

Una fede salda vi darà gioia e allegrezza sulla terra, e, alla fine, l’incontro con mio Figlio”, l’abbraccio, il passaggio da una vita all’altra, l’abbraccio con Gesù.

Poi alla fine un invito finale per i pastori. Come abbiamo saputo dai veggenti, intervistati da noi proprio sui dieci segreti, in modo speciale Ivan ha detto con molta chiarezza che “i dieci segreti riguardano prima la Chiesa e poi il mondo”, e quindi, da qui la preoccupazione della Madonna che la Chiesa sia unita e i fedeli siano uniti ai loro pastori.

I fedeli non critichino i loro pastori, ma preghino per loro: e mai, mai li giudichino: “e mai, mai giudicare”. Ricordo che la Madonna, due o tre giorni prima delle dimissioni di Benedetto XVI, ha detto in un messaggio: ”tenete chiuse le labbra, non giudicate!”, nessuno poteva pensare che era rivolto alle dimissioni del Papa.

Allora noi dobbiamo capire, lavorare per l'unità della Chiesa e uniti intorno al Santo Padre, il suo amatissimo Santo Padre, sostenerlo con la preghiera e sostenere la sua missione, la missione della pace, sostenerlo nel suo rinnovamento spirituale della Chiesa. “Perciò amateli anche voi”, come li ama Mio Figlio, “Ma, figli miei, ricordate: l’amore significa sopportare e dare e mai, mai giudicare”.

Sappiamo come nei giorni scorsi ci sia stato un tentativo palese di rompere, da parte dei mass media, nel groviglio delle lingue biforcute, di rovinare i buoni rapporti che ci sono tra i fedeli di Medjugorje e il Santo Padre, e il tentativo di aizzarli contro il Papa, come ha denunciato il Cardinal Puljić, invitando a non cadere in questi tranelli.

Chi sta col Papa, sta con la Madonna, ricordatevelo! Chi non sta col Papa, non sta né con la Madonna, né con Gesù Cristo!

Mio Figlio ve li ha dati affinché vi nutrano col suo Corpo e vi insegnino l’amore. Perciò amateli anche voi, come li ama Mio Figlio”. “Ma, figli miei, ricordate: l’amore significa sopportare e dare e mai, mai giudicare. Vi ringrazio”.

La Madonna parla da Madonna, Sede della Sapienza.

 

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Omelia del 17 giugno 2015 a Medjugorje


Santa Messa italiana

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai Suoi discepoli: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro. Altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei Cieli. Dunque, quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dalla gente. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece mentre fai l’elemosina non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perchè la tua elemosina resti nel segreto e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. E quando pregate non siate simili agli ipocriti che nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze amano pregare stando ritti per essere visti dalla gente. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo che è nel segreto e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. E quando digiunate non diventate malinconici come gli ipocriti che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece quando tu digiuni profumati la testa e lavati il volto, perchè la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo che è nel segreto. E il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà”.
Parola del Signore


Vorrei iniziare questa breve riflessione con una domanda. Abbiamo ascoltato questa pagina del Vangelo di Matteo che ascoltiamo in un’altra circostanza nell’anno liturgico. Chi mi sa dire quale?
Bocciati in liturgia!
Questa pagina che abbiamo ascoltato l’ascoltiamo solitamente il Mercoledì delle Ceneri, quando iniziamo il cammino della Quaresima. Allora questa mattina mi domandavo perchè la liturgia della Parola quest’oggi ci ripresenta questo brano in cui siamo invitati a fare opere di carità, a vivere di preghiera e a fare il digiuno? Credo che la liturgia ci presenti questo brano perchè in fondo
ogni giorno deve essere un piccolo Mercoledì delle Ceneri. Perchè siamo chiamati a prendere consapevolezza di quanto noi ogni giorno abbiamo bisogno di vivere la nostra conversione. Conversione che non è una categoria strettamente morale. La conversione non è solamente l’arrivare ad essere perfetti, anche se il Vangelo di ieri ci invitava ad essere perfetti “come perfetto è il vostro Padre che è nei Cieli”. Ma soprattutto la conversione è quel riorientare ogni giorno la nostra vita, fare in modo che la nostra vita sia plasmata, modellata su quella di Cristo. Che è la conversione più faticosa, perchè siamo chiamati a diventare Cristiformi, cioè a prendere quella forma stessa di Cristo. Fare in modo che la mia vita risplenda la vita stessa di Cristo. Ricordiamoci le parole di san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive dentro di me”. Parole che devono essere assunte per esempio di ogni cristiano.
Ma credo che la liturgia ci inviti a fare un passo in avanti. Non solo a chiamarci alla dimensione della conversione.
Ma qual’è questo iter della nostra conversione?
Innanzi tutto credo l’obbedienza alla Parola del Vangelo che ci ha messo in guardia da varie tentazioni: l’ostentazione, l’essere ammirati dagli uomini, l’essere lodati dagli uomini, fare la carità, la preghiera e il digiuno per essere applauditi.
Tante volte credo che noi cristiani rischiamo di essere colpiti dalla sindrome dell’audience per fare successo. Voler essere applauditi come se la nostra vita fosse una sorta di teatro.
Ecco invece questa Parola del Vangelo che ci invita ad essere persone capaci di una testimonianza credibile. Credibile perchè? Perchè in fondo siamo veri ed è la verità che deve caratterizzare la nostra esistenza di cristiani. L’essere veri nelle parole, negli atteggiamenti, nella Voce che guida la nostra vita. Una testimonianza che è significativa, cioè capace di contagiare gli altri. Non è il proselitismo che deve caratterizzare la nostra vita cristiana, la nostra testimonianza, ma come dice Paolo “quella forza di attrazione”. Ecco cosa deve preoccuparci. Di essere esempio vivo, profondo, appassionato di una testimonianza di un Vangelo e di una Verità che è Gesù Cristo.
E poi la seconda modalità è quella della gioia. San Paolo nella prima lettura si riferiva alla colletta per i bisognosi di Gerusalemme. Possiamo applicare le parole di Paolo alla vita cristiana, cioè essere capaci, come ci ha ricordato nella prima lettura, di dare non con tristezza o per forza, perchè Dio ama chi dona con gioia.
Tante volte credo che la nostra tentazione sia quella di vivere la vita cristiana come un peso. La vita cristiana è una cosa che ci schiaccia. Perchè? Perchè l’abbiamo ridotta solo ad una dimensione. Che è importante, fondamentale: quella dell’osservanza dei Comandamenti, perchè è lì che troviamo il senso della nostra gioia.
Ma la vita cristiana è qualcosa di più. E’ l’essere capaci di vivere con gioia. Avete letto l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium? Papa Francesco dice all’inizio che la gioia del Vangelo nasce da un incontro, da una relazione personale, intima con Cristo. E Maria ci aiuta a vivere questa relazione.
In fondo la conversione, come ci dice Maria nel Vangelo di Giovanni, è fare quello che Gesù ci dice. Questa è la conversione: l’essere capace di fare quanto il Signore chiede alla mia vita, attraverso l’incontro con Lui. Attraverso questa esperienza intima, fondamentale personale che arricchisce e fa crescere la mia vita. Perchè Lui è la gioia della mia vita.
C’è un testo conciliare, la Gaudium et Spes, che ci esprime molto bene questo concetto. Al numero 22 dice che solo alla luce del Verbo incarnato l’uomo trova il pieno senso di se stesso. Cristo, l’Uomo nuovo, deve essere l’immagine di ciò che siamo chiamati ad essere noi.
Ecco l’idea di uomo che siamo chiamati a raggiungere: quella di Cristo. Quella realtà che ci chiama ad essere conformati a Lui. Questo ci permette di esperimentare una gioia profonda. La gioia per il dono della vita che abbiamo ricevuto e che siamo chiamati a vivere a 360 gradi, con le sue fragilità e le sue debolezze. La gioia per la scelta di vita che abbiamo fatto. La scelta vocazionale. La gioia di essere degli sposi, dei genitori. La gioia di essere consacrati, sacerdoti della Chiesa. Padri o madri spirituali.
E’ capitato una decina di giorni fa nella mia diocesi di assistere ad un’ordinazione sacerdotale. In sacrestia il Vescovo parlava ai chierichetti, dei ragazzini come voi e diceva: “Oggi tocca a questi, ma voi state pensando alla possibilità di diventare sacerdoti?” Lascio immaginare la risposta corale: “Noooo!”
E il Vescovo ha incalzato dicendo: “Ma sembriamo proprio così infelici?”
Io vorrei chiedervi: ma i sacerdoti che conoscete, noi che siamo qui quest’oggi, le consacrate che conoscete e che sono qui e che ci dicono della vita spesa e consacrata al Signore, vi sembrano così infelici?
“No”.
Qualcuno ha risposto.
Io credo che sia questo a cui ci invita oggi la liturgia della Parola. Ad essere persone gioiose; ad incarnare quella gioia che dice la gioia per quanto sto vivendo, per quanto il Signore mi aiuta a vivere. La gioia per la mia fede. La gioia per la mia scelta di vita che dice in fondo una passione forte che diventa la mia vita, che non mi lascia stanco, perchè dice il dinamismo che c’è nella fede. Quella fede che mi mette sempre in movimento. La fede che mi mette sempre alla ricerca di Dio che è il motivo della mia gioia. Per il quale vale la pena di lasciare tutto e seguirLo in quella vocazione che il Signore ha chiesto per ciascuno di noi.
Tante volte credo che sia questo il pericolo in cui possiamo incorrere noi cristiani: essere un pò troppo tristi. Cosa dice l’Apocalisse? “Non sei nè caldo nè freddo. Ti vomiterei”. Il Signore non ci chiede la tiepidezza. Il Signore ci chiede di essere quei fuochi dentro. Quel fuoco che dice la presenza di Dio che sta lavorando dentro di noi e sta agendo con la Sua grazia.
Ricordiamo cosa disse Giovanni Paolo II ai giovani nell’agosto del 2000 riprendendo le parole di santa Caterina da Siena: “Se sarete quello che dovete essere incendierete il mondo”.
Oggi, pregando Maria causa della nostra gioia, questo è l’augurio che vi faccio: di essere degli incendiati; di essere delle persone gioiose e appassionate per la vostra vita, ma soprattutto per la vita che il Signore vuole condurre con voi e attraverso di voi.

 

Fonte IdM (Andrea Bianco)

lunedì 6 luglio 2015

Maria non si è scandalizzata di suo Figlio

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Dall'Angelus di Benedetto XVI di Domenica 8 luglio 2012,
che porta la stessa liturgia di oggi 5 luglio 2015, XIV Domenica del tempo ordinario (B):


"Maria non si è scandalizzata di suo Figlio: la sua meraviglia per Lui è piena di fede, piena d’amore e di gioia, nel vederlo così umano e insieme così divino. Impariamo quindi da lei, nostra Madre nella fede, a riconoscere nell’umanità di Cristo la perfetta rivelazione di Dio".

Cari fratelli e sorelle!
Vorrei soffermarmi brevemente sul brano del Vangelo di questa domenica, un testo da cui è tratto il celebre detto «Nemo propheta in patria», cioè nessun profeta è bene accetto tra la sua gente, che lo ha visto crescere (cfr Mc 6,4). In effetti, dopo che Gesù, a circa trent’anni, aveva lasciato Nazareth e già da un po’ di tempo era andato predicando e operando guarigioni altrove, ritornò una volta al suo paese e si mise ad insegnare nella sinagoga. I suoi concittadini «rimanevano stupiti» per la sua sapienza e, conoscendolo come il «figlio di Maria», il «falegname» vissuto in mezzo a loro, invece di accoglierlo con fede si scandalizzavano di Lui (cfr Mc 6,2-3). Questo fatto è comprensibile, perché la familiarità sul piano umano rende difficile andare al di là e aprirsi alla dimensione divina. Che questo Figlio di un falegname sia Figlio di Dio è difficile crederlo per loro. Gesù stesso porta come esempio l’esperienza dei profeti d’Israele, che proprio nella loro patria erano stati oggetto di disprezzo, e si identifica con essi. A causa di questa chiusura spirituale, Gesù non poté compiere a Nazareth «nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì» (Mc 6,5). Infatti, i miracoli di Cristo non sono una esibizione di potenza, ma segni dell’amore di Dio, che si attua là dove incontra la fede dell’uomo nella reciprocità. Scrive Origene: «Allo stesso modo che per i corpi esiste un’attrazione naturale da parte di alcuni verso altri, come del magnete verso il ferro … così tale fede esercita un’attrazione sulla potenza divina» (Commento al Vangelo di Matteo 10, 19).

Dunque, sembra che Gesù si faccia – come si dice – una ragione della cattiva accoglienza che incontra a Nazareth. Invece, alla fine del racconto, troviamo un’osservazione che dice proprio il contrario. Scrive l’Evangelista che Gesù «si meravigliava della loro incredulità» (Mc 6,6). Allo stupore dei concittadini, che si scandalizzano, corrisponde la meraviglia di Gesù. Anche Lui, in un certo senso, si scandalizza! Malgrado sappia che nessun profeta è bene accetto in patria, tuttavia la chiusura del cuore della sua gente rimane per Lui oscura, impenetrabile: come è possibile che non riconoscano la luce della Verità? Perché non si aprono alla bontà di Dio, che ha voluto condividere la nostra umanità? In effetti, l’uomo Gesù di Nazareth è la trasparenza di Dio, in Lui Dio abita pienamente. E mentre noi cerchiamo sempre altri segni, altri prodigi, non ci accorgiamo che il vero Segno è Lui, Dio fatto carne, è Lui il più grande miracolo dell’universo: tutto l’amore di Dio racchiuso in un cuore umano, in un volto d’uomo.

Colei che ha compreso veramente questa realtà è la Vergine Maria, beata perché ha creduto (cfr Lc 1,45). Maria non si è scandalizzata di suo Figlio: la sua meraviglia per Lui è piena di fede, piena d’amore e di gioia, nel vederlo così umano e insieme così divino. Impariamo quindi da lei, nostra Madre nella fede, a riconoscere nell’umanità di Cristo la perfetta rivelazione di Dio.

Fonte: Vaticano

domenica 5 luglio 2015

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (7) – Messaggio a Marja del 25 giugno 2015 e Messaggio a Mirjana del 2 luglio 2015

 

Messaggio a Marija del 25 giugno 2015

clip_image002"Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi dona la grazia di potervi amare ed invitare alla conversione. Figlioli, Dio sia il vostro domani, non guerra ed inquietudine, non tristezza ma gioia e pace devono regnare nei cuori di tutti gli uomini e senza Dio non troverete mai la pace. Perciò, figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera perché il vostro cuore canti con gioia. Io sono con voi e vi amo con immenso amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


Commento teologico

La Vergine Maria ci richiama ad una verità fondamentale della vita cristiana: "ritornate a Dio ". Che cosa significa ritornare a Dio? La frase abbraccia due significati:

1. Uno rivela il fatto che non siamo più rivolti a Dio e non viviamo più nel suo amore e nella sua verità. Abbiamo perso l'orientamento dì fondo che consiste nel mettere Dio al primo posto e fare di Lui la fonte di ogni nostro modo di essere e di agire. Di fatto è avvenuto un capovolgimento di valori: abbiamo messo gli aspetti terreni e umani come fossero i valori più importanti e vitali, emarginando gli elementi spirituali e religiosi. Ciò è avvenuto precisamente nella nostra epoca, quando l'uomo, ricolmo di presunzione e di vana gloria, ha voluto mettersi al centro del mondo e vivere come se Dio non ci fosse, come se la creatura umana non avesse più bisogno dell'aiuto onnipotente di Dio. Questo stato di ateismo pratico e di materialismo della nostra società ci sta conducendo miseramente alla rovina. Abbiamo perso la serenità, la gioia, la pace. Siamo immersi in una realtà infernale di malanni e di cattiveria. La società ha fatto azioni e leggi contrarie alla natura e ai principi della divina rivelazione. Tutto ciò ha causato, come tutti possiamo costatare, uno stato di grande tristezza e di dolore, di malanni e di malvagità, di lotte e guerre a non finire. "Senza Dio non troverete mai la pace ". La Madonna ci avverte accoratamente di questa situazione dolorosa e noi dobbiamo prenderne coscienza per detestarla e trovare la via di uscita: ritornare a Dio Padre con tutte le nostre forze e con una rinnovata fede in Cristo Dio.

2. Da qui sorge l'invito pressante e insistente dì recuperare i valori spirituali e religiosi: “Figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera ". Solo Dio infatti è "il nostro domani ", perché Egli ci assicura la sua protezione e il suo amore, la sua grazia e la sua forza. Affidandoci a Dio nostro Padre e al Signore Gesù Cristo nostro Salvatore, noi possiamo ritrovare la gioia, la speranza è nuova energia per vincere il male con il bene. Questa costituisce la "vera conversione ", cioè il cambiamento di atteggiamento e di orientamento, rivolgendo lo sguardo e il cuore, tutto il nostro essere e la nostra vita, i pensieri e le aspirazioni verso il Cielo, da dove scende sulla terra una vita divina che causa un canto nuovo di gioia e speranza che non delude. Per questo motivo la Vergine Maria è con noi: "Io sono con voi e vi amo con immenso amore ". Perché siamo così restii a vivere da veri cristiani nelle braccia amorevoli del Padre celeste e della Madre Vergine dolcissima inviata a noi povere creature figli suoi nel Figlio suo Gesù? 

Messaggio a Mirjana del 2 luglio 2015

clip_image003“Cari figli, vi invito a diffondere la fede in mio Figlio, la vostra fede. Voi, miei figli, illuminati dallo Spirito Santo, miei apostoli, trasmettetela agli altri, a coloro che non credono, non sanno e non vogliono sapere. Perciò voi dovete pregare molto per il dono dell’amore, perché l’amore è un tratto distintivo della vera fede e voi sarete apostoli del mio amore. L’amore ravviva sempre nuovamente il dolore e la gioia dell’Eucaristia, ravviva il dolore della Passione di mio Figlio, che vi ha mostrato cosa vuol dire amare senza misura; ravviva la gioia del fatto che vi ha lasciato il suo Corpo ed il suo Sangue per nutrirvi di sé ed essere così una cosa sola con voi. Guardandovi con tenerezza provo un amore senza misura, che mi rafforza nel mio desiderio di condurvi ad una fede salda. Una fede salda vi darà gioia e allegrezza sulla terra e, alla fine, l’incontro con mio Figlio. Questo è il suo desiderio. Perciò vivete lui, vivete l’amore, vivete la luce che sempre vi illumina nell’Eucaristia. Vi prego di pregare molto per i vostri pastori, di pregare per avere quanto più amore possibile per loro, perché mio Figlio ve li ha dati affinché vi nutrano col suo Corpo e vi insegnino l’amore. Perciò amateli anche voi! Ma, figli miei, ricordate: l’amore significa sopportare e dare e mai, mai giudicare. Vi ringrazio”.

Commento teologico

Con queste parole la Vergine Maria suggerisce di fissare la nostra attenzione su quattro aspetti della vita cristiana che le stanno particolarmente a cuore e che di fatto corrispondono ai quattro punti cardinali del cristianesimo:

1. Il primo punto concerne una visione profonda e vitale della fede quale luce che deve risplendere in noi grazie all'azione dello Spirito Santo, il quale abita nei nostri cuori come sorgente luminosa per fare risplendere la figura di Gesù e la sua opera di salvezza: "voi, miei figli, siete illuminati dallo Spirito Santo ". Questa luce radiosa non può fermarsi e restare racchiusa soltanto dentro di noi, ma deve diffondersi al di fuori per illuminare altre persone "che non credono, non sanno e non vogliono sapere ", per fare loro conoscere la Verità del vangelo, la Parola incarnata che è Cristo Gesù. Affinché tale luce si espanda efficacemente occorre che sia irrorata e vivificata dall'amore, che anche esso costituisce un dono meraviglioso dello Spirito Santo: "dovete pregare molto per il dono dell’amore ". Una fede senza l'unzione dell'amore resta fredda e arida, soffocata da forme sottili di egoismo e di indifferenza che la privano di forza e di vitalità. In sostanza la Vergine ci invita ad avere una fede ardente e palpitante, ricca di benevolenza e di zelo apostolico affinché inondi la faccia della terra della gioia di vivere e di sperare. Soprattutto là dove si trova il dolore che solo nell'amore può trasformarsi in gioia: “l’amore ravviva sempre nuovamente il dolore e la gioia ". Da qui la frase scultorea: “l’amore è un tratto distintivo della vera fede e voi sarete apostoli del mio amore ". Sono parole che devono suscitare in ciascuno di noi una seria riflessione e un solido impegno di donazione e di servizio amorevole verso i più bisognosi di fede e di speranza.

2. Il secondo punto fondamentale è dato dalla attenzione rivolta alla Eucaristia quale fonte e culmine della vita cristiana. Dovremmo recuperare veramente un grande senso di fede verso Gesù Eucaristico ed essere sospinti da un immenso amore per questo dono meraviglioso che Gesù ci ha lasciato prima della sua passione e morte, il memoriale perenne del suo sacrificio sulla croce. Noi lo abbiamo a nostra disposizione, la Chiesa ci invita alacremente a partecipare con fervore alla S. Messa ogni domenica e, se possibile, più volte durante la settimana. Ma noi ne siamo convinti? Ne siamo interiormente avvinti? Ne apprezziamo l'immenso valore? Si tratta di fare della Eucaristia il centro e il cuore della nostra vita cristiana. Essa è il farmaco di guarigione, di liberazione, di santificazione. Dobbiamo essere attratti da Gesù che per noi ha effuso il suo Sangue e ha immolato il suo Corpo per la redenzione degli uomini. Abbiamo tra le mani una sorgente inesauribile di grazia e di amore, eppure restiamo indifferenti, per non dire distratti e dimentichi di un così eccelso sacramento. Poveri noi che non sappiamo attingere a tale infinito oceano di salvezza e beatitudine. La Vergine Maria ce lo ricorda con intensa sollecitudine.

3. Il terzo punto riguarda la tenerezza e la grandezza dell'amore materno di Maria che ci vuole condurre a suo Figlio, per avere in Lui "una fede salda, che ci darà gioia e allegrezza sulla terra e, alla fine, l’incontro con suo Figlio ". In queste parole si vede tutta la sua preoccupazione per accompagnare noi suoi figli lungo il percorso della vita terrena per raggiungere felicemente la gioia eterna del paradiso, dove si trova la fine è il compimento della nostra perfezione. La Madre non può desiderare altro che tale felicità sia conquistata da tutti i suoi figli, che Ella ama in maniera sorprendente e smisurata. Lasciamoci ricolmare da tale grande amore e assecondiamo i suoi santi desideri, che formano il nostro vero e totale bene. Ella ci porta a suo Figlio, l'unica salutare sorgente di amore e di beatitudine: “vivete lui, vivete l’amore, vivete la luce che sempre vi illumina nell’Eucaristia ". Ciò costituisce il significato più puro e vitale di una fede incentrata su Cristo presente nel sacramento dell'Eucaristia. A noi sapere accogliere e assimilare l'invito accorato di Maria nostra dolcissima Madre.

4. L'ultimo punto si riferisce ai nostri Pastori, che dobbiamo amare e per i quali occorre pregare. Sono essi i ministri che hanno il potere divino, concesso loro da Gesù, di perpetuare la Eucaristia tutti i giorni fino alla fine del mondo. Senza di loro non potremmo avere tra di noi la presenza reale di Gesù e il memoriale del suo sacrificio redentore. Sono essi gli strumenti attraverso i quali Gesù continua ad essere in mezzo a noi e a nutrirci del suo cibo immortale. Preghiamo che siano sacerdoti santi e santificatori.

 

don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

Don Renzo Lavatori ha recentemente pubblicato un altro volume sull’angelologia: L' angelo, un fascio di luce sul mondo, La Fontana di Siloe, Torino, 2014 (cliccare sul link per ordinarlo)

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