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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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giovedì 25 maggio 2017

Messaggio a Marija del 25 maggio 2017

"Cari figli! L’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

martedì 23 maggio 2017

“DUE” Messaggi a caso della Regina della Pace


Oggi voglio porre all’attenzione di tutti non UNO, ma DUE “Messaggi a caso” in quanto sono intimamente legati.
Siamo nel 1986 e dal 29-2-1984 la Madonna da i suoi Messaggi alla Parrocchia di Medjugorje ogni Giovedì, messaggi che il buon padre Slavko Barbaric provvedeva brevemente a commentare con tanta umiltà e saggezza.

Ho voluto riproporre questi due messaggi perchè mi sono parsi molto importanti per tutti noi.
Dopodomani la Regina della Pace ci donerà il suo Messaggio Mensile e vogliamo farci trovare preparati ad accoglierlo, meditarlo e farlo nostro nella quotidianità della nostra vita.

Leggiamo ora con attenzione i due messaggi perchè – pur a distanza di tanti anni – essi sono quanto mai ATTUALI.

 

5 giugno 1986

Cari figli! Oggi vi invito a decidervi se desiderate vivere i messaggi che vi sto dando. Desidero che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi. In modo particolare, cari figli, desidero che tutti siate il riflesso di Gesù, il quale illuminerà questo mondo infedele, che cammina nel buio. Desidero che tutti siate luce a tutti e che testimoniate nella luce. Cari figli, non siete chiamati al buio, ma alla luce; per questo vivete la luce con la vostra vita. Vi ringrazio per aver risposto alla mia chiamata.


«Questo invito della Madonna a deciderci è lo stesso di quando ci ha invitati tutti a pregare ogni giorno il Credo o di quando ci ha invitati a meditare ogni giovedì il brano di Matteo cap. 6 versetti dal 24 fino alla fine del capitolo. Si tratta sempre della decisione per il Signore, ma qui la Madonna ci dice sì di decidere, ma anche di pensare un po’ se noi vogliamo proprio vivere i messaggi che ci sta dando. Sicuramente noi desideriamo avere la pace, avere la gioia più profonda, come dice nei messaggi, ma dobbiamo deciderci radicalmente. Ci pone davanti all’alternativa: se volete, se desiderate oppure no! Adesso continua e dice: “Desidero che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi”. Queste sono due cose: la prima è che noi siamo pieni di pace, di amore, di riconciliazione nella nostra vita personale; e dopo possiamo diventare attivi nel comunicare i messaggi della testimonianza. Poi mi sembra ci sia una parola nuova nei messaggi: “Desidero che siate tutti il riflesso di Gesù, il quale illuminerà il mondo…”. Saremo naturalmente il riflesso di Gesù se vivremo la pace, l’amore. E dice che “illuminerà questo mondo infedele che cammina nel buio”. Questo è un grande dovere per tutti noi. Come Gesù dice di sé stesso: “Io sono la luce e sono venuto per portarvi la luce”, così la Madonna vuole che noi siamo pronti a portare la luce a questo mondo senza fede, che si trova nelle tenebre. Ci invita di nuovo a testimoniare nella luce: “Che tutti siate luce a tutti e testimoniate nella luce!”. Sono due espressioni molto precise: una volta che noi siamo la luce, dopo, tutte le nostre opere e testimonianze saranno nella luce.
E infine ci fa coscienti che siamo chiamati,
- per dire anche creati -, per la luce, non per il buio. Poi un nuovo invito: “Per questo vivete la luce nella vostra vita”. Questo messaggio mi sembra molto importante perché ci troviamo abbastanza vicini al 5° anniversario: è sicuramente tempo per deciderci di nuovo, per pensare qual è il nostro dovere per la nostra vita e anche per gli altri».

12 giugno 1986

Cari figli! Oggi vi invito a cominciare a pregare il Rosario con fede viva così io potrò aiutarvi. Voi, cari figli, desiderate ricevere le grazie ma non pregate. Io non vi posso aiutare, dato che voi non desiderate muovervi. Cari figli, vi invito a pregare il Rosario affinché per voi il Rosario sia l’impegno che eseguirete con gioia; così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare.
Grazie perché avete risposto alla mia chiamata.


«Nel messaggio di giovedì scorso la Madonna ci aveva invitato a ripensare e deciderci se vogliamo vivere i messaggi e ci aveva invitato a vivere come il riflesso di Gesù e di essere luce per tutti. Adesso ci invita di nuovo alla prima preghiera, cioè a pregare il Rosario e in questo messaggio insiste proprio sul Rosario. All’inizio ci aveva invitato al Rosario e ne pregavamo solo una parte; il 14.8.1984 ci ha invitati tutti a pregare il Rosario intero e così da allora anche nella chiesa di Medjugorje si prega ogni sera il Rosario in tutte le tre parti. L’anno scorso per il 4° anniversario Marija Pavlovic aveva domandato se c’era qualche messaggio particolare e la Madonna aveva invitato tutti i sacerdoti ad invitare la gente alla preghiera del Rosario ed ora, prima del 5° anniversario, ci invita di nuovo a pregare il Rosario con questa precisazione: “con fede viva”. Io penso di poter dire che “con fede viva” voglia dire proprio meditare i misteri della Madonna e di Gesù così vivamente che possiamo ogni volta uscire rinnovati dalla preghiera. Questo Rosario “con fede viva” è condizione perché la Madonna possa aiutarci; infatti ha detto: “così io potrò aiutarvi”. Poi la Madonna ci dice: “Voi desiderate ricevere le grazie ma non pregate”. Se ci decidiamo a pregare e ci lasciamo muovere, Lei ci aiuterà, come una Madre. Poi ci dice: “Vi invito a pregare il Rosario con la gioia”. Prima “con fede viva” e dopo “con la gioia”. Altre volte ha parlato della gioia nella preghiera e sicuramente, se approfondiamo la preghiera, sarà anche una gioia, perché la preghiera significa incontro con il Padre, incontro con Gesù Cristo e con la Madonna e questo può essere sempre gioia. Ciò non significa che non possano venire i problemi o le difficoltà, ma la gioia sarà il tono generale. Ancora ci dice che il Rosario non è solo la condizione grazie alla quale Lei ci può aiutare, ma anche attraverso la quale noi possiamo comprendere Ella - dice -: “perché sono da così tanto tempo con voi”. Solo attraverso la preghiera lo possiamo capire. Forse è anche una risposta a tutti coloro che si domandano ancora: dopo cinque anni!... perché?... come mai?... e così via. Nell’ultima frase dice: “Desidero insegnarvi a pregare”. Ecco: cammina con noi e vuole che preghiamo. Non esiste altro metodo della preghiera che cominciare a pregare come si può. Si dice: l’appetito viene mangiando, così la preghiera viene pregando».

Video - Preghiera di guarigione del 21 maggio 2017, guidata da fra Perica Ostojić

 

Canto: Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, sono qui davanti a Te e invoco la Tua presenza. Entra nella mia vita, Signore, perché soltanto Tu vedi che cosa è nascosto nel mio cuore. Soltanto Tu sai, soltanto Tu conosci ogni mia lotta contro le mie debolezze. Forse agli occhi degli uomini sembra diverso, ma soltanto Tu scruti il cuore e vedi le mie lotte interiori. Signore, aiutami ad aprire il mio cuore: aiutami ad aprire la porta del mio cuore che tengo tanto chiusa. Entra nel mio cuore. Dimora nel mio cuore, Signore, perché soltanto Tu sei presente nella mia vita. Nella mia vita ci sarà allora la vera soddisfazione e la vera felicità. Signore, vieni ed entra nella mai vita.


Canto: Hvala, Criste... Alleluia...


Signore, nel Vangelo d’oggi leggiamo le Tue parole che ci dicono che Tu ci manderai un “altro Paraclito”: lo Spirito Santo. Perciò, Signore, adesso desidero esaminare la mia fede: quanta fede ho veramente che il Tuo Spirito è presente in mezzo a noi? Quanto Gli permetto di entrare nel mio cuore? Cerco forse di risolvere i problemi soltanto con le mie forze, oppure cerco l’aiuto dello Spirito Santo? Signore, il Tuo Spirito è la nostra protezione, la nostra forza contro tutto ciò che ci allontana dalla via della salvezza. Perciò Ti prego: manda il Tuo Spirito perché ci protegga, perché ci custodisca, ci ammonisca e ci esorti.

Canto: Grazie, Gesù... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, Ti prego anche adesso di guarire la mia anima, il mio corpo e il mio cuore. Tu sai come qualche volta la vita è tanto difficile con la conseguenza del peso della croce. Spesso cado nel peccato. Signore, perciò Ti prego: entra nella mia vita, mostrami la via da percorrere donami la forza per poter portare la mia croce e fa’ che, nonostante la mia croce, io possa perdonare. Fa’ che io sappia riconoscere il Tuo perdono e la Tua misericordia nella mia vita, Signore, perché io possa perdonare gli altri. Signore, manda il Tuo Santo Spirito e aiutami, non solo per il mio bene ma per la Tua maggior gloria: fa’ che, pieno dello Spirito Santo, io possa andare nella mia famiglia, sul mio posto di lavoro, nel mio ambiente per testimoniare Te, il Tuo Amore e la Tua misericordia.

Canto: Merci, Jesu... Thankyou, Jesus... Alleluia...

Kyrie, eleison...


La benedizione di Dio Onnipotente si versi su tutti voi, sulle vostre famiglie e su tutti coloro sono nella vostra preghiera nel Nome del Padre + e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

Fonte: (Trascrizione  INFO a cura di P. Armando Favero)

lunedì 22 maggio 2017

Giotto, Ascensione

 

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«Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava», raccontano gli Atti degli Apostoli a proposito dell’Ascensione. E poi ancora: «Mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi». Come fa un artista a rappresentare un avvenimento così misterioso, che sfugge anche dallo sguardo di chi ne fu testimone?

Molto spesso gli artisti si sono complicati la vita cercando qualche effetto speciale nel tentativo di ricostruire la dinamica di quel momento. Ma spesso chi si avventura oltre la lettera resta invischiato nella goffaggine o nell’inverosimile.

Tra gli artisti che sono stati chiamati a rappresentare l’Ascensione ce n’è uno che invece ha scelto la strada più semplice: quella di aderire al dettato del testo. Dato che la semplicità è una qualità dei grandi, si tratta chiaramente di un grande, cioè Giotto. La scena è alla Cappella Scrovegni.

Come capita per altri riquadri della Cappella, l’esecuzione finale era stata affidata in parte ad allievi ed è forse per questo che la scena viene riprodotta di rado nei libri dedicati a quel ciclo. In realtà la concezione e la costruzione della scena è assolutamente tutta frutto del genio di Giotto.

Cosa vediamo? Vediamo gli sguardi tesi degli apostoli (undici in quel momento, per rimanere fedeli alla lettera) e di Maria. Vediamo che alcuni degli apostoli, per meglio scrutare il cielo, si mettono la mano a protezione della troppa luce. Vediamo i due angeli, «in bianche vesti», scesi per istruire quei poveri uomini innamorati ma anche straniti.

Istruirli e dar loro anche una mossa: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?». Sopra, nel mezzo del cielo azzurro, c’è la nuvola che «lo sottrasse al loro sguardo», sempre secondo il racconto degli Atti. Ed è qui che Giotto mette a segno il colpo di genio originato proprio dalla semplicità. Gesù salendo ha le mani protese verso l’alto.

Non sappiamo verso chi o verso cosa, perché in realtà le mani non le vediamo: Giotto infatti taglia la scena in modo apparentemente strano, per cui Gesù con le braccia va oltre lo spazio disegnato. In realtà quel taglio fa capire che, come scrive Luca nel suo Vangelo, Gesù «fu portato» verso il cielo.

Banalizzando possiamo dire che Egli viene “tirato su”: o meglio “attirato su”. Ed è bello immaginare che sia stato proprio l’amore del Padre ad “attirare” presso di sé il Figlio. E che proprio verso le mani del Padre si protendano quelle di Gesù, che non vediamo. Tutto molto semplice e anche molto verosimile.

 

Fonte: Piccole Note - Cenni di informazione online

sabato 20 maggio 2017

Video - Međugorje, 18 maggio 2017, Giovedì della V settimana di Pasqua, omelia della Santa Messa vespertina.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Parola del Signore.


“Come il Padre ha amato Me anch’Io ho amato voi. Rimanete nel Mio Amore”.
Cari pellegrini, cari parrocchiani della parrocchia di san Giacomo, cari fratelli e sorelle e voi tutti collegati via internet, quando un uomo va via da questo mondo, quando salutiamo i nostri cari, ricordiamo le ultime parole. L’uomo che se ne va cerca di dire le cose essenziali alle persone che rimangono in questo mondo, le cose che vorrebbe non fossero dimenticate. Vorrebbe che gli uomini che le ascoltano le trattenessero nel proprio cuore.
In questi giorni è come se ascoltassimo le ultime parole di Gesù. E’ come se ci dicesse le ultime frasi e ci desse gli ultimi consigli prima della Sua Ascensione al Cielo.
Qualche giorno fa abbiamo sentito le Sue Parole: “Vi lascio la pace. Vi do la Mia pace”.
E oggi: “Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi”. Questo vuol dire che la pace e l’amore non sono categorie umane, ma divine. Non sono cose che l’uomo può conquistare con le proprie forze. La pace si riceve da Dio. Dio dona la pace all’uomo. Dio dona all’uomo questa pace, perchè l’abbia e perchè possa diffonderla.
L’Amore è uno dei grandi temi del Vangelo secondo Giovanni.
Nel Vangelo di oggi abbiamo sentito per 9 volte la parola Amore o amare. Si potrebbe dire che viene ripetuto troppo, come fanno gli uomini moderni. Si parla sempre di più di amore e sembra, invece, che il vero Amore ci sia sempre di meno.
Quando ci prepariamo per la Confessione cerchiamo di verificare a che punto siamo sulla base dell’Amore che abbiamo verso Dio e verso l’uomo.
“Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi”. Queste parole che oggi Cristo pronuncia non sono una raccomandazione, ma un ordine.
Questo comandamento ha due parti. Una parte è l’Amore verso Dio e l’altra è l’Amore verso il prossimo. Perciò l’evangelista Giovanni, seguendo il suo Maestro, parla e scrive proprio dell’Amore.
Una storia racconta dell’evangelista Giovanni. Era anziano e molto debole. Lo portavano ad incontrare le persone. Non parlava tanto. Ad ogni incontro diceva le stesse parole; “Figli, amatevi gli uni gli altri”.
Un discepolo un giorno gli chiese: “Ma perchè ripeti sempre questa frase e mai null’altro?” Egli rispose: “Fate questo. Basta fare questo e avete compiuto tutto”.
Quanto vale la vita? Quanto siamo in grado di donarla.
Quanto vale l’Amore? Quanto siamo in grado di donarlo agli altri. Gesù parla solo dell’Amore. In esso ha messo tutti gli altri comandamenti e valori.
L’Amore al primo posto. Tutti i comandamenti, dogmi, precetti sono compresi nel comandamento dell’Amore.
L’Amore è il centro di Cristo. Dio è l’Amore che abbraccia tutto.
Un sacerdote ha raccontato una storia.
Durante l’estate stava camminando lungo la riva del mare. Lo accompagnava un francescano molto colto. Hanno parlato di teologia e della creazione del mondo. Hanno incontrato un gruppo di bambini che giocava. Appena arrivati hanno interrotto il loro gioco e uno di essi ha detto: ‘Stop!’ Gli hanno risposto: ‘Ci fermiamo. Siamo nelle vostre mani’. Il bambino ha risposto. ‘No, non vi siete fermati. Non vi siete abbandonati a noi’. Ad un certo momento ha preso il Rosario del francescano e ha detto: ‘E cos’è questo? ‘Queste sono le armi di Dio’. ‘Ma Dio non c’è!’ ‘Sì, c’è!’ E il bambino: ‘Ma io non ci credo’. E il frate rispose: ‘Io invece sì!’ Detto ciò i due sacerdoti hanno ripreso il loro cammino.
Il bambino li seguiva. Si sono avvicinati anche gli altri bambini e hanno detto: ‘Noi non crediamo in Dio!’ I due sacerdoti hanno risposto: Sì, noi crediamo!’ I bambini hanno proseguito: ‘Noi odiamo Dio!’ E i religiosi: ‘Dio vi ama anche se Lo odiate. Vi ama anche se Lo offendete’. ‘Anche se noi non crediamo in Lui?’ ‘Certo! Vi ama tanto’. Il ragazzino che aveva iniziato il discorso ha ripreso: ‘Voi veramente credete in Dio e che vi ama?’ ‘Certo e crediamo che ci ama! Ama noi e tutti voi’ E il ragazzino: ‘Ma noi non vogliamo credere!’
Una signora anziana che stava ascoltando il discorso intervenne: ‘Voi ragazzini non volete credere, perchè non avete la mamma. Se aveste la mamma credereste e amereste Dio e gli uomini, perchè una madre non sa fare null’altro che amare. Il ruolo di una madre è insegnare ai figli ad amare gli uomini e Dio’.
I bambini sono rimasti immobili. La parola ‘mamma’ è come se avesse gelato loro labbra e cuore. Una ragazzina ha corso verso quella donna e ha cominciato a piangere. Questa anziana era più intelligente di tutti. Questa donna ha risolto le questioni che neppure i sacerdoti sapevano risolvere. Sapeva che alle persone bisogna mostrare l’Amore di Dio per farle credere. Soltanto una madre sa come si ama, come ci si sacrifica e si sa mostrare l’Amore.
Cari fratelli e sorelle, noi siamo qui in questo luogo santo per imparare da Maria nostra Madre come si ama, come si perdona, come si serve Dio, come si crede in Lui.
L’amore è importante. Senza amore i matrimoni falliscono, le famiglie si distruggono e l’umanità si perde.
Senza amore c’è solo interesse. Il mondo va verso la propria fine.
Cristo sapeva quanto importante era l’Amore per i discepoli. Se non ci fosse stato l’Amore si sarebbero salutati e non si sarebbero più visti. Se non ci fosse stato Amore tra gli apostoli ci sarebbe stata solo la lite, mentre Cristo voleva la pace e l’Amore.
L’Amore si diffonde nel mondo e il loro compito era quello di offrire l’Amore a tutti.
Oggi, pensando alle parole di Cristo “amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi”, cerchiamo di essere grati per questo Amore che ci è stato donato.
Rimane da rispondere alle domande: Come siamo noi? Dove siamo? Abbiamo donato l’Amore ai nostri cari? Abbiamo cercato di diffondere l’Amore in questo mondo? Abbiamo cercato di vincere ciò che è negativo con l’Amore?
Le parole che Cristo ha detto oggi ai Suoi discepoli le dice anche a noi: “Amatevi gli uni gli altri perchè Io vi ho amati”. Un Cristianesimo senza Amore è solo precetti e regole, senza sentimenti.
Il Cristianesimo con l’Amore diventa quell’evento, quello stile di vita che attira a Dio. Tutti comprendono questo linguaggio.
Fratelli e sorelle, oggi Gesù desidera dirci: “Uomo, Dio ti ama. Chiunque tu sia. Per quanto i tuoi peccati possano essere grandi Dio ti ama”.
Ha donato la Sua Vita per te. Sei pronto a rispondere all’Amore di Dio?
La maggior parte delle persone ha sentito parlare di Gesù e sa cosa ha insegnato, ma pochi lo seguono, perchè non incontrano Cristiani autentici. Sentono troppe parole e vedono pochi esempi.
Da secoli risuonano nelle nostre chiese le parole: “Dove è Amore, dove è carità lì è Dio”.
Offriamo troppo poco amore e troppo poca amicizia agli altri.
Anche tra noi cristiani c’è odio e inimicizia.
Come scrive l’evangelista Giovanni Gesù non cerca servi, ma amici. I servi hanno il padrone in comune, ma gli amici hanno il Maestro e lo stesso spirito in comune.
Saremo amici di Cristo quando il Suo insegnamento farà parte di noi, quando il Suo Amore farà parte di noi, quando saremo mossi dalla Sua forza e quando vivremo l’Amore con il quale Lui ci ha amato.
Dio ci aiuti in questo.
Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.

Fonte Registrazione di Flavio Deagostini – Trascrizione INFO a cura di A. Bianco

Video - Međugorje, giovedì 18 maggio 2017, adorazione eucaristica presieduta da fra Perica Ostojić

 


Padre, in Gesù ci hai rivelato il Tuo Amore.
Gesù, Tu sei la nostra Pace!
Mandaci il Tuo Spirito..


Canto: Gesù, t’adoriamo... Gloria, Alleluia...

 

O Dio, Padre della Misericordia, nel Tuo Figlio Gesù ci hai rivelato il Tuo Amore, presente adesso in questo Sacramento. Oggi Ti affido il dolore e la sofferenza di questo mondo. Chinati su di noi peccatori, guarisci le nostre debolezze e vinci ogni male.

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

 

O Signore, Tu sei la nostra Pace! Soltanto alla Tua presenza sento la pace nel mio cuore. Perciò Ti prego, Signore: entra nel mio cuore e riempilo con la Tua pace, affinché io abbia la forza e sia incoraggiato a camminare sulla via della fede e della Santità.

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi Tu!
Attiralo a Te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita!

Signore Gesù, Tu ci hai promesso lo Spirito Santo. Perciò Ti prego: mandaci il Tuo Spirito, perché ci protegga e ci ammonisca, perché ci insegni e perché ci esorti, perché ogni mia opera sia suggerita dal Tuo Spirito, perché, tramite me, possa realizzarsi il progetto della salvezza in questo mondo. Vieni, Signore Gesù! Fa’ che i nostri cuori siano come il Tuo.

 

Canto: Spirito Santo, scendi su di noi!
Spirito Santo, riempici d’amor!

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison...

Benedizione eucaristica.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

venerdì 19 maggio 2017

Apparizione straordinaria a Ivan del 19 maggio 2017 alle ore 22:00 alla Croce Blu

 

Carissimi, ecco quanto Ivan ha riferito circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 19 maggio 2017, alla Croce blu alle ore 22:00:

«Come ogni volta, dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinare e descrivere anche a voi l’incontro di stasera con lei.

Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto:

 “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi per un periodo di tempo ha pregato qui su tutti noi con le mani distese. Ha pregato in particolare su tutti voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi desidero in particolare invitarvi a pregare in questo tempo per le famiglie. Pregate, cari figli, per le famiglie: per la comunione nelle famiglie, per la pace nelle famiglie. Intercedo per tutti voi presso mio Figlio e prego per tutti voi. Siate perseveranti nella preghiera! Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna, ed ha benedetto tutto ciò che avete portato perché venisse benedetto.

Poi ho raccomandato tutti voi: le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in particolare tutti i malati.

Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto:

“Andate in pace, cari figli miei!».

"Nessun dolore, nessuna reazione: a Medjugorje capimmo scientificamente che non era una truffa"

 

 

“I risultati delle indagini medico-scientifiche che operammo sui veggenti di Medjugorje ci hanno portato ad escludere la patologia o la simulazione e dunque un’eventuale truffa. Se si tratti di manifestazioni del divino non spetta a noi, ma noi possiamo certificare che non si trattò di allucinazioni né di simulazioni”. Il professor Luigi Frigerio arrivò per la prima volta a Medjugorje nel 1982 per accompagnare una paziente guarita da un tumore all’osso sacro. Le apparizioni erano iniziate da un anno appena, ma la fama di quel posto così sperduto dove si diceva che apparisse la Gospa, si era già iniziata a diffondere in Italia. Frigerio conobbe la realtà del paesino della Bosnia e venne incaricato dal vescovo di Spalato di avviare un’indagine medico scientifica sui sei ragazzini che asserivano di vedere e parlare con la Madonna.

Oggi, 36 anni dopo, nel pieno della diatriba su Medjugorje sì o no, che sta animando il dibattitto cattolico dopo le esternazioni di Papa Francesco, torna a riparlare di quell’attività di indagine che venne consegnata immediatamente alla Congregazione per la Dottrina della Fede direttamente nelle mani del cardinal Ratzinger. Per confermare che non ci fu truffa e che le analisi vennero fatte nel 1985, dunque già in quella che, secondo la commissione Ruini, sarebbe la seconda fase delle apparizioni, quella più “problematica”. Ma soprattutto per ricordare che quegli studi non sono mai stati confutati da nessuno. Dopo anni di silenzio, Frigerio ha deciso di raccontare alla Nuova BQ come andò l’indagine sui veggenti.

Professore, da chi era composta l’equipe?

Eravamo un gruppo di medici italiani: io, che all’epoca ero alla Mangiagalli, Giacomo Mattalia, chirurgo alle Molinette a Torino, il prof. Giuseppe Bigi, fisiopatologo dell’Università di Milano, il dottor Giorgio Gagliardi, cardiologo e psicologo, Paolo Maestri, otorinolaringoiatra, Marco Margnelli, neurofisiologo, Raffaele Pugliese, Medico Chirurgo, il prof Maurizio Santini, neuropsicofarmacologo dell’Università di Milano.

Quali strumenti avete utilizzato?

Avevamo apparecchiature sofisticate già all’epoca: un algometro per studiare la sensibilità al dolore, due estesiometri corneali per toccare la cornea, un poligrafo multicanale, la cosiddetta macchina della verità per lo studio contemporaneo della frequenza respiratoria, della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della resistenza dermocutanea e la portata vascolare periferica. Inoltre avevamo un apparecchio che si chiama Ampleid mk 10 per l’analisi delle vie uditive e oculari, un impedenzometro ampleid 709 dell’Amplfon per i riflessi uditi del nervo acustico, della coclea e del muscolo facciale. Infine alcune telecamere per lo studio della pupilla.

Chi vi incaricò di effettuare l’indagine?

L’equipe si forma nel 1984 dopo l’incontro con il vescovo di Spalato Frane Franic, sotto la cui metropolia dipende Medjugorje. Ci chiese uno studio, era sinceramente interessato a capire se quei fenomeni arrivassero da Dio. Tenga presente che era ancora vivo il maresciallo Tito, quindi per loro era indispensabile avere un’equipe di medici esterni.

Il vostro fu il primo gruppo medico a intervenire?

Contemporaneamente al nostro studio si stava svolgendo l’indagine di un gruppo francese coordinata dall’Università di Montpellier del professore Joyeux. Quel gruppo era nato su interessamento del celebre mariologo Laurentin. Si dedicarono principalmente agli studi elettroencefalografici. Questi esclusero forme di sonno o di epilessia, avevano dimostrato che il fondo dell’occhio e il sistema oculare era anatomicamente normale.

Quando avvennero le indagini?

Facemmo due viaggi: uno tra l’8 e il 10 marzo 1985, il secondo tra il 7 e il 10 settembre 1985. Nella prima fase studiammo il riflesso dell’ammiccamento spontaneo e il battito delle ciglia e la conseguente lubrificazione dell’occhio mediante la palpebra. Nel toccare la cornea capimmo che si poteva escludere scientificamente una qualche forma di simulazione, magari attraverso l’utilizzo di farmaci, perché subito dopo il fenomeno, la sensibilità dell’occhio ritornava sui valori normalissimi.

Ci colpì il fatto che cessavano gli ammiccamenti naturali dell’occhio prima di fissarsi su un’immagine. I sei veggenti avevano una discrepanza di un quinto di secondo, in posizioni diverse, nel fissare il medesimo punto dell’immagine con differenze impercettibili tra di loro, quindi in simultanea.

E nel secondo test di settembre?

Ci concentrammo sullo studio del dolore. Utilizzando l’algometro, che è una piastra d’argento di un centimetro quadrato che si surriscalda fino a 50 gradi, toccavamo la pelle prima del fenomeno, durante e dopo. Ebbene: prima e dopo i veggenti allontanavano le dita in una frazione di secondo, secondo i parametri, mentre durante il fenomeno, diventavano insensibili al dolore. Abbiamo provato a prolungare l’esposizione oltre i 5 secondi, ma fermammo per evitare loro delle ustioni. La reazione era sempre la medesima: insensibilità, nessun processo di fuga dalla piastra incandescente.

L’insensibilità si manifestava anche in altre parti del corpo sollecitate?

Toccando la cornea con una pesata minima di 4 milligrammi in fase normale, i veggenti chiudevano l’occhio immediatamente; in fase di fenomeno gli occhi rimanevano aperti nonostante sollecitazioni anche oltre i 190 milligrammi di pesata.

Significa cioè che il corpo resisteva a sollecitazioni anche invasive?

Sì. L’attività elettrodermica di questi ragazzi durante le manifestazioni era caratterizzata da una modifica progressiva e da un aumento della resistenza cutanea, l’ipertonia del sistema ortosimpatico si attenuava subito dopo l’evento, dai tracciati elettrodermici si notava un’assenza totale di resistenza elettriche cutanee. Ma questo si verificava anche quando utilizzavamo un pennino per ulteriori stimoli algici improvvisi o quando utilizzavamo un flash fotografico: l’elettrodermia si modificava, ma erano completamente insensibili alla circostanza. Appena terminata l’esposizione al fenomeno, i valori e le reazioni ai test erano perfettamente normali.

Fu per voi una prova?

Fu la prova che se esiste una definizione di estasi, cioè di essere distaccati da quella che è la circostanza, loro erano assolutamente e fisicamente assenti. E’ la stessa dinamica notata dal medico di Lourdes su Bernadette quando fece la prova della candela. Noi applicammo lo stesso principio con macchinari ovviamente più sofisticati.

Una volta redatte le conclusioni che cosa faceste?

Consegnai io personalmente al cardinal Ratzinger lo studio che fu molto dettagliato e corredato da fotografie. Andai in Congregazione per la Dottrina della fede dove ad attendermi c’era il segretario di Ratzinger, il futuro cardinal Bertone. Ratzinger stava ricevendo una delegazione di spagnoli, ma li fece attendere oltre un’ora per parlare con me. Gli illustrai sinteticamente il nostro lavoro poi gli chiesi che cosa ne pensasse.

E lui?

Mi disse: “E’ possibile che il divino si riveli all’umano attraverso l’esperienza dei ragazzi”. Mi accomiatò e sulla soglia gli chiesi: “Ma il papa come la pensa?”. Rispose: “Il Papa la pensa come me”. Tornato a Milano pubblicai un libro con quei dati.

Che cosa ne è del vostro studio ora?

Non lo so, però so che servì alla Congregazione e quindi alla Santa Sede per non vietare i pellegrinaggi. Il Papa voleva capire in via preliminare questo, per decidere eventualmente se bloccare i pellegrinaggi. Letto il nostro studio, decisero di non ostacolarli e di permetterli.

Crede che il vostro studio sia stato acquisito dalla commissione Ruini?

Credo di sì, ma non ho informazioni in merito.

Perché crede di sì?

Perché verificammo che i ragazzi erano attendibili e soprattutto nel corso degli anni nessuno studio successivo confutò le nostre risultanze.

Sta dicendo che nessuno scienziato è intervenuto per contraddire il vostro studio?

Esatto. La questione fondamentale era stabilire se in queste presunte visioni e apparizioni i veggenti credevano in ciò che vedevano o vedevano ciò che credevano. Nel primo caso la fisiologia del fenomeno è rispettata, nel secondo caso ci saremmo trovati di fronte a una proiezione allucinatoria di carattere patologico. Sul piano medico-scientifico fummo in grado di stabilire che questi ragazzi credevano in ciò che vedevano e questo fu un elemento da parte della Santa Sede per non chiudere lì questa esperienza e non proibire visite di fedeli.

Oggi si è tornati a parlare di Medjugorje dopo le parole del Papa. Se fosse vero che non si tratta di apparizioni significherebbe che saremmo di fronte ad una truffa colossale da 36 anni.

Sono in grado di escludere la truffa: non fummo autorizzati a fare il test del naloxone per vedere se si fossero drogati, ma c’erano evidenze elementari anche perché dopo un secondo tornavano ad avere dolore come gli altri.

Lei ha parlato di Lourdes. Vi siete attenuti alle metodologie di indagine del bureau medical?

Esattamente. Le procedure adottate furono le stesse. Di fatto eravamo un bureau medical in trasferta. Nella nostra equipe c’era il dottor Mario Botta, che faceva parte proprio della commissione medico-scientifica di Lourdes.

Che cosa pensa delle apparizioni?

Quello che posso dire è che certamente non c’è frode, non c’è simulazione. E che questo fenomeno non trova tutt’ora una spiegazione medico-scientifica valida. Il compito della medicina è escludere una patologia, che qui è stata esclusa. L’attribuzione di questi fenomeni a un evento soprannaturale non è compito mio, noi abbiamo solo il compito di escludere la simulazione o la patologia.

di Andrea Zambrano

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

giovedì 18 maggio 2017

Apparizione straordinaria a Ivan domani 19 maggio 2017 alle ore 22:00 alla Croce Blu

 

Carissimi,

Križan ci ha appena comunicato che domani, Venerdì 19 maggio 2017, Ivan avrà una apparizione alla Croce blu alle ore 22:00.