Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

Richiesta di preghiere

* * * * *

Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

* * * * *

mercoledì 22 novembre 2017

25 novembre 2017 : Veglia di Preghiera in attesa del Messaggio Mensile da Medjugorje nella Chiesina di Padre Marella

unnamed
    
   
Sabato 25 novembre 2017, come ogni mese, nello spirito di Medjugorje e in unione con tutti i gruppi di preghiera d'Italia, si terrà la veglia di preghiera aperta a tutti in attesa del Messaggio a tutto il mondo, nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro n. 13,  Bologna, alle ore 21:00 : Adorazione del Santissimo Sacramento e preghiera del Santo Rosario, con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino O.P.


image (1)

Con l’occasione ricordo anche gli altri appuntamenti del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:

  • Giovedì 23 novembre 2017:  si terrà la consueta Veglia di Preghiera settimanale alle ore 20:30  presso la Chiesina  di  Padre Marella in Via del Lavoro, 13 a Bologna
  • Giovedì 30 novembre 2017NON si terrà la consueta Veglia di Preghiera settimanale alle ore 20:30  presso la Chiesina  di  Padre Marella in Via del Lavoro, 13 a Bologna per dare spazio all’appuntamento indicato qui di seguito
  • Venerdì 1 dicembre 2017: Catechesi di don Renzo Lavatori “MARIA MADRE DI CRISTO E MADRE NOSTRA”, presso la Chiesina  di  Padre Marella in Via del Lavoro, 13 a Bologna, col seguente programma: ore 18:00 Preghiera di introduzione, ore 18:30 Conferenza, ore 20:00 Santa Messa, ore 21:00 convivialità fraterna nella sala polivalente al 3° piano dell'Opera Padre Marella, a conclusione della serata: S. Rosario e benedizione
  • Sabato 2 dicembre 2017: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 08:00 preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario.

lunedì 20 novembre 2017

Venerazione alla Santa Croce del 17 novembre 2017 guidata da Fra Zvonimir Pavičić


Gesù, la Tua Croce è al centro, segno del Tuo Amore infinito e albero di Vita...
Fa’ che, guardando alla Tua Croce, non perdiamo di vista la Tua strada...
Donaci la grazia di poterci donare per Te, fino alla fine, ai piccoli...


Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!
Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!
 

O Cristo, ogni Venerdì mettiamo la Tua Croce al centro della nostra attenzione e così rinnoviamo la memoria della Tua gloriosa Passione che hai accettato per la nostra salvezza. Veneriamo la Tua Croce, questo segno dell’Amore infinito e questo albero di Vita dove sei morto per darci la Vita.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

O Signore, questa meditazione sulla Tua Croce possa aiutarci per la nostra salvezza. Come la Croce è adesso davanti a noi, al centro, così nella nostra vita la Tua Croce possa essere davanti a noi per mostrarci la strada e guidarci, così ché guardando la Croce non perdiamo mai la Tua strada.

Canto: Sacro Cuore di Gesù, noi Ti amiamo!
Sacro Cuore di Gesù, confidiamo solo in Te! (bis)
 

Contemplando la Tua Passione, Signore, San Francesco sospirò: “L’Amore non è amato!” Davvero Tu Ti sei donato per noi fino alla fine, fino alla morte sulla Croce. Donaci la grazia di poterci donare per Te fino alla fine, bruciando nelle opere d’amore per i piccoli e per coloro che hanno bisogno intorno a noi, affinché possiamo trovare Te in loro e amare Te in loro, perché sei solamente Amore..

Canto: Signore, aiutaci ad amarti sempre più!
Signore, aiutaci ad amarci sempre più!
Kyrie, eleison...
Il Signore sia con voi...
Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.
Andate in pace!


Canto finale: Ave, Maria, gratia plena! Dominus tecum, Benedicta Tu!

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 16 novembre 2017 presieduta da Fra Marinko Šakota


Gesù, adesso Tu sei l’unico importante per me...
Un piccolo atto. fatto con tanto amore, è grande ai Tuoi occhi...
Tu desideri che anche noi diventiamo piccoli come bambini...
Donaci la grazia di diventare ed essere piccoli come Maria, come Pietro....

Canto: Gesù. T’adoriamo... Gloria, Alleluia...


Gesù, Ti adoriamo! La Madre Maria ci invita ad adorarti, di adorarti col cuore. Gesù, risveglia i nostri cuori, apri i nostri cuori, perché questa Adorazione sia un incontro con Te, affinché possiamo incontrarti come Maria, la sorella di Marta. Gesù, adesso Tu sei il più importante, l’unico importante: guardo Te, ascolto Te, solo Te, Gesù.

Canto: Gesù (X8)... Amen...


Gesù, Tu sei tanto piccolo, presente nella piccola Ostia: Tu, un grande Dio, un Dio immenso, diventi piccolo. Tu vedi anche gli atti piccoli: il fazzoletto di Veronica, il denaro della vedova, un bicchiere d’acqua fresca. Tu consideri tutte queste cose atti grandi: un piccolo atto fatto con tanto amore ai Tuoi occhi è un
atto grande e ha un gran valore. O Gesù, apri i miei occhi, apri il mio cuore per la Tua Presenza, perché io possa riconoscerti nella piccola Ostia e perché io veda le opere grandi, i valori grandi, nascosti nelle cose piccole, negli atti piccoli.

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi Tu!
Attiralo a Te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita!

Gesù, Tu desideri che anche noi diventiamo piccoli, piccoli come i bambini: solo chi è piccolo può riconoscere la Tua grandezza, riconoscere il Tuo Amore e la Tua Misericordia. O Gesù, donaci questa grazia di diventare piccoli come i bambini.

Canto: Mir travi mir... (Canto Croato).

Soltanto come i piccoli possiamo riconoscere e glorificare le Tue Opere Grandi, come fece Maria, la Tua umile serva. Soltanto come piccoli possiamo vedere i nostri peccati, come fece Pietro quando disse: “Vattene, Signore, sono un peccatore!” Signore, donaci la grazia di diventare ed essere piccoli come Maria, come Pietro.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...
Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..
Canto finale: Gospa ,
Maika moia, Kralica mira...
Andate in pace..

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 15 novembre 2017


Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, tutti noi che siamo venuti questa sera alla santa Messa e coloro che ci seguono attraverso la radio siamo d’accordo che oggi non è facile educare i figli. Non è facile essere educatore e genitore, ma è bello ed è utile.
Tanti genitori ed educatori si chiedono: “Cosa serve per educare bene i figli?” Si potrà rispondere che servono tanti soldi per il nutrimento, la scuola, i vestiti…
Questa sera, però, tutti saremo d’accordo che prima di tutto serve l’amore, l’attenzione, la tenerezza, il rispetto. Senza questo il bambino non è completo.
L’uomo non è solo di questa terra. Non vive di solo pane, ma vive della Parola di Dio e dell’Amore che Dio gli dona attraverso le altre persone.
Con che cosa si alimenta l’amore? Con altro amore.
Con che cosa si rafforza l’amicizia? Con altra amicizia.
Quando ci piace fare del bene? Quando veniamo ringraziati per ciò.
Oggi in alcuni matrimoni e in alcune famiglie il clima è terribile. E’ freddo e grigio.
Se non c’è una buona parola, non c’è gratitudine, non c’è mitezza le persone vivono insieme, ma sono così lontane fra di loro.
Per l’uomo è importante essere amati. E’ importante scambiare i sentimenti.
Nel Vangelo di oggi si parla dell’amore che viene espresso attraverso la gratitudine.
Abbiamo sentito nel Vangelo che abbiamo appena letto che mentre Gesù camminava dieci lebbrosi gridavano chiedendo il Suo aiuto. La loro situazione era disperata, perchè non esisteva alcuna medicina. Il corpo moriva lentamente.
Siccome la lebbra era una malattia che infettava gli altri i lebbrosi erano esclusi dalla società e dalle proprie famiglie.
Non potevano aver alcun contatto con le persone sane. I lebbrosi abitavano fuori dai villaggi e dovevano solo aspettare la morte.
Erano persone senza speranza, senza famiglia, senza amici. Erano quasi dei sepolti vivi.
Questi lebbrosi hanno sentito che passava Gesù e che era un Uomo di Dio che compiva miracoli. Per loro era l’ultima occasione di guarigione.
Siccome non potevano avvicinarsi alle persone sane i dieci lebbrosi hanno iniziato a gridare da lontano: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!”
Gesù non poteva non sentire questo grido. I lebbrosi, esclusi dalla società, erano i più poveri di tutti.
Egli li manda dai sacerdoti, perchè, secondo la legge, solamente loro potevano affermare che erano guariti e solo loro potevano permettere loro di tornare nella società.
Gesù non voleva esporsi all’attenzione pubblica.
Mentre si allontanavano tutti e dieci i lebbrosi sono stati purificati, ma solo un samaritano è tornato per ringraziare Gesù. Era samaritano e non giudeo. Era uno straniero. Gli altri hanno dimenticato così velocemente la benevolenza donata loro.
E’ evidente che Gesù era triste per questo.
Ci fa male quando qualcuno non ringrazia.
Gesù ha chiesto: “Non sono stati purificati dieci? Dove sono gli altri nove?”
Ha detto questo per far notare che i lebbrosi sono andati via sani, ma con il cuore chiuso, stretto nei propri interessi egoistici. Sono andati via sani nel corpo, ma malati nell’anima.
Quando Gesù compie il miracolo lo fa sulla base della fede del malato o di chi prega per lui.
In altri casi il miracolo serve per la conversione.
In questo caso, però, per gli altri nove il miracolo è rimasto soltanto sul corpo e la fede è continuata a mancare.
Gesù ha fatto il miracolo per uno solo. Il samaritano è guarito nel corpo e nell’anima. Per salvare uno solo Gesù ha aiutato anche gli altri nove.
L’amore ha una potenza così grande.
Cari fratelli e sorelle, nel brano del Vangelo di questa sera si riconosce ognuno di noi.
Tante volte nella nostra vita ci siamo trovati in situazioni difficili abbandonati da tutti. Siamo affetti dalla lebbra moderna che è il peccato.
Quante volte ci siamo rivolti a Gesù come hanno fatto quei lebbrosi. Quante volte Gesù ci ha purificati dai peccati. Noi ce ne siamo dimenticati subito. Non ci siamo abbandonati a Lui. Non abbiamo fatto un passo in avanti per seguirLo. Siamo tornati al nostro vecchio modo di vivere dimenticando di dire un semplice “grazie”. “Grazie per l’Amore che ci doni”.
Si tratta dell’Amore che proviamo ogni volta nella santa Confessione.
Mentre questa sera ascoltiamo le Parole di Gesù nella nostra testa ci sono le parole di questo mondo. Diventiamo dipendenti da queste parole. Diventiamo malati dalla lebbra moderna che si presenta sotto la forma dell’odio, dell’invidia, della superbia, della gelosia e dell’avarizia.
Gesù da noi vuole qualcos’altro. Vuole che ci abbandoniamo alla Sua Parola e che la meditiamo cercando in Essa la base per la nostra vita. Chiede a noi di abbandonarci alla Sua guida permettendo a Lui di cambiarci, trasformarci e purificarci.
Nel Vangelo abbiamo sentito Gesù che risponde al samaritano: “La tua fede ti ha salvato”. Ha salvato il corpo e l’anima.
Gesù vuole che anche noi ci salviamo. Sani nel corpo quanto ci viene dato dalla Sua Misericordia, ma sopratutto sani nello spirito.
Questa sera ci viene ricordato di ringraziare.
L’Eucaristia che questa sera celebriamo significa ringraziamento.
Se noi impariamo ad essere grati agli uomini saremo in grado di ringraziare anche Dio.
Dobbiamo sopratutto essere grati verso i nostri più prossimi. E’ importante saper ringraziare per ogni piccolo gesto d’amore.
Ringraziamo il figlio, il genitore, il vicino di casa, chi lavora con noi, la scuola, un passante. Dobbiamo saper sorridere alla commessa.
L’uomo generoso e grato merita l’attenzione della gente.
Con la sua gratitudine porta la tenerezza alle persone.
Questo cristiano è l’immagine del Signore Misericordioso, perchè lo Spirito Santo dimora in lui.
Questa sera abbiamo un bel compito.
Salutiamo i vicini di casa.
Facciamo un bel sorriso.
Ringraziamo i membri della nostra famiglia per l’attenzione che hanno ogni giorno nei nostri confronti.
Ringraziamo anche la nostra Madre Celeste che con grande Amore ha cura dei Suoi figli, Colei che porta tutte le nostre preghiere a Suo Figlio Gesù.
Sopratutto ringraziamo Dio, perchè ci ha dato un cuore simile al Suo. Lui ci ha creati a Sua Immagine.
Risvegliamo la nostra gratitudine a Dio per ogni cosa, anche per le più piccole.
RingraziamoLo ogni giorno per qualsiasi cosa.
Al termine di questa meditazione chiediamo al Signore di purificarci dalla lebbra moderna che ci distacca da Lui e dal nostro prossimo.
Una volta guariti e purificati veniamo davanti a Lui e diciamo il nostro “grazie”.
Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.

Registrazione di Flavio Deagostini – Trascrizione A. Bianco

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 16 novembre 2017


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
Parola del Signore


Fratelli e sorelle, questa settimana leggiamo il libro della Sapienza. E’ una bellissima testimonianza di come lo scrittore sacro era immerso nel mistero della perfezione di Dio e della sua lontananza dalla nostra vita terrena. Egli era vicino agli uomini che aprono il loro cuore a Dio.
Ogni uomo che apre il cuore a Dio porta in sé una parte della Sua Sapienza divina. Non si tratta di una sapienza umana, cioè basata su quanto una persona sia intelligente, anche se questo è un dono, ma si tratta di una scintilla divina donata da Dio alla creazione del mondo.
Questo dono viene dato ad ogni uomo al momento della sua concezione. Si tratta della possibilità di riconoscere Dio in tutto attorno a noi, negli altri e in se stessi, perchè siamo creati ad Immagine di Dio. Tutti siamo figli dello stesso Padre Celeste e quindi fratelli e sorelle tra di noi. Anche la natura è un bellissimo dono di Dio.
Possiamo vivere questa Sapienza di Dio nonostante tutte le difficoltà e tentazioni della vita. Così potremo vivere secondo le Sue regole godendo il Suo Amore che ci dona in abbondanza ogni giorno.
Questa bellissima Sapienza divina, di cui una parte portiamo dentro di noi, è descritta oggi nella prima lettura dal sacro scrittore.
La Sapienza è il Soffio di Dio stesso, è il Riflesso della Luce perenne.
Questo significa che proprio nella Sapienza si può rispecchiare l’opera di Dio, sopratutto la Sua bontà verso gli uomini.
La Sapienza divina si può riconoscere sia nel macrocosmo che nel microcosmo. Quando vediamo l’universo ordinato in modo perfetto ci è chiaro che esso poteva esistere ed essere tale solamente grazie all’opera e all’idea di un Dio perfetto.
Mi piace guardare le trasmissioni sull’universo. Qualche volta veramente offende il tentativo di coloro che lavorano per le tv atee di spiegare che tutto ciò si è creato da se stesso, perchè Dio non c’è. Non è possibile immaginare che una tale perfezione possa crearsi ed esistere da se stessa. Nulla può essere creato da se stesso.
Queste persone vengono ammonite dal libro della Sapienza nella lettura di domani. Si dice che bisogna perdonarle. Queste persone hanno avuto la grande capacità di investigare l’universo e quindi potevano scoprire anche il Signore di tutto ciò.
L’opera di Dio non è soltanto nell’universo. La Sapienza opera anche nell’anima dei santi e rende amici e profeti tutti coloro che sono degni di Dio.
Anche noi possiamo verificare noi stessi. Permettiamo che la Sapienza di Dio operi in noi? Siamo amici di Dio? Oppure tutto è più importante di Dio? Siamo Suoi profeti nel mondo in cui viviamo? Testimoniamo con le parole e con la vita che apparteniamo a Dio? Viviamo i Suoi Comandamenti, andiamo in Chiesa, riceviamo i Sacramenti? Oppure stiamo zitti nella compagnia che attacca Dio? Oppure confermiamo le bugie che sentiamo? Oppure ridiamo sulle storie atee sui cristiani?
Oggi nessuno osa offendere il profeta Maometto, perchè abbiamo paura dei terroristi. Per questo nessuno lo deride.
Il santo scrittore, autore del libro della Sapienza, dice: “Dio non ama nessuno tranne colui che è in compagnia della Sapienza”.
Amare la Sapienza divina significa amare il Figlio di Dio Gesù Cristo. Gli scrittori cristiani e i santi hanno riconosciuto in Lui quella Sapienza di cui parla l’Antico Testamento.
Così la Sapienza non la scriviamo più con la s minuscola, ma con la S maiuscola, perchè questo è un altro nome di Gesù Cristo. Egli è Figlio di Dio, la seconda Persona della Santissima Trinità. Per mezzo di Lui è stato creato l’universo intero. Per mezzo di Lui il mondo esiste. Per mezzo di Lui noi uomini entriamo in cielo.
Proprio Lui ha annunciato il Regno dei cieli in cui vivono coloro che amano Dio. Si tratta di un mondo ricco di tutto ciò che abbiamo atteso: amore, felicità perfetta. Un mondo che però costruiamo già qui sulla terra.
Questo Regno di Dio, come Gesù insegna nel Vangelo di oggi, non significa regnare sugli altri e non è un evento esteriore, ma è interiore; significa saper governare e amministrare se stessi.
Il Regno dei cieli è iniziato con la venuta di Cristo nel mondo, con la Sua Opera di salvezza e non è ancora terminato.
Il compito di noi fedeli è quello di lavorare per diffondere il Regno di Dio già qui sulla terra. Il cristiano vive sempre in una tensione tra ciò che è già qui e ciò che non è ancora apparso.
La Chiesa vive tra diverse aspettative: tra avere e sperare, tra la gioia e la paura. Sempre felice nella speranza come dice san Paolo.
Cosa è già stato compiuto? Cosa ci aspettiamo?
Ciò che è stato compiuto è ciò che ha fatto il nostro Maestro che ci ha redenti con il Suo Sangue versato per noi sull’albero della croce. Così ci ha resi figli di Dio.
Aspettiamo la Sua seconda venuta, la resurrezione del corpo e il godimento perfetto nella contemplazione di Dio, Faccia a faccia per tutta l’eternità.
Ma in questo tempo di attesa non ci ha abbandonati a noi stessi, ci ha lasciato la Sua Parola. Egli si dona a noi quotidianamente nel pane e nel vino nel Sacramento dell’Eucaristia. Ci ha donato lo Spirito Santo che guida alla Verità tutti coloro che Gli aprono i propri cuori.
Ci dona Sua Madre che con insistenza ci trasmette i progetti di Dio su di noi, le ammonizioni di Dio e il Suo Amore immenso verso ogni uomo che è il massimo della creazione. L’uomo è stato creato a Sua Immagine.
Quest’anno è il centenario delle apparizioni mariane a Fatima, in Portogallo. Un nostro confratello francescano ha scritto su quel messaggio un libro quasi profetico.
Ma pare che Dio ci tenga a mandare al mondo il messaggio della salvezza proprio da questo luogo santo in cui ci troviamo, cioè Medjugorje. In nessun altro posto del mondo si è trasmesso il messaggio di Dio attraverso la Madonna come è successo qui in questi 36 anni. Qui siamo legati al cielo in un modo diretto.
Qui possiamo verificare se noi accettiamo la Sapienza di Dio di cui si parla nella prima Lettura di oggi.
Proprio qui possiamo verificare se abbiamo compreso il Regno di Dio di cui parla Gesù nel Vangelo di oggi. Possiamo verificare se abbiamo la disponibilità per diffondere il Regno di Dio con la parola e con la vita in questo mondo che è sempre meno di Dio.
Questo compito dobbiamo svolgerlo in qualsiasi ambiente ci troviamo, in qualsiasi luogo e con qualsiasi persona.
In questo compito ci aiuti la Sapienza divina, Gesù Cristo e Sua Madre Maria che ci educa in modo meraviglioso e ci guida verso Suo Figlio.
Amen.

Registrazione di Flavio Deagostini – Trascrizione A. Bianco

Padre Slavko: “Quando il dolore bussa alla porta, aprite il cuore a Dio”


Vi siete mai chiesti come mai alcune persone incontrino la propria fede solo nel momento in cui una grande sofferenza, fisica o mentale, sconvolge la loro vita? Per quale motivo queste persone tengono la porta del cuore chiusa a Dioper gran parte della loro vita? Queste domande sono pertinenti, ma non toccano l’essenza del problema: sebbene, infatti, possa sembrare strano che persone distanti da Dio si aprano a lui nel momento dell’estremo bisogno, non vi è nulla di sbagliato anzi, proprio nella sofferenza, nel momento di maggiore dolore dovremmo abbandonarci a Dio, capire che qualunque sia il nostro destino sulla terra il futuro della nostra anima volge al bene. Si potrebbe pensare che queste persone di appiglino a Dio per convenienza o per paura, ma non è forse molto più semplice credere in Dio e professare una fede cieca quando tutto va bene? Quando nessuna croce affligge il nostro cammino? Sono numerosi i fedeli in giro per il mondo che pensano che la causa dei loro mali sia proprio Dio. Questi dovrebbero, invece, distaccarsi da questo pensiero errato ed abbandonarsi alla Misericordia divina esattamente come fanno quei malati che incontrano la fede nel momento di maggiore dolore, difficoltà.
Questa riflessione viene condivisa anche da Padre Slavko, il quale dice: “Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza”. Le parole del sacerdote bosniaco vogliono sottolineare come l’importante non sia vivere in piena salute e felicità nella vita, ma giungere al Paradiso alla felicità eterna. Se si riesce a comprendere questo passaggio fondamentale, ecco che la sofferenza ed il dolore, non vengono viste più come una punizione, ma come uno strumento per giungere all’obiettivo finale.
Padre Slavko fa notare come proprio questo sia il sunto del messaggio mariano a Medjugorje, la conversione e la preghiera richieste dalla Regina della Pace, altro non sono che strumenti per raggiungere la gioia intesa nei Vangeli: “La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli. È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell’amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: ‘La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo’. Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare…”.

Fonte:
https://www.lalucedimaria.it/padre-slavko-dolore-bussa-alla-porta-aprite-cuore-dio/

Adorazione Eucaristica del 14 novembre 2017 presieduta da Fra Perica Ostojić

Signore Gesù, stasera sono qui perché vorrei incontrarti..

Ti prego specialmente per i malati fisici o psichici...

Grazie, Signore, perché sei sempre paziente con me e mi aspetti sempre...

Canto: Adoramus Te, Domine...

Signore Gesù, Ti adoro nel Santissimo sacramento dell’altare. Tu hai promesso di rimanere con noi fino alla fine del mondo. Per questo credo profondamente nella Tua Presenza qui e adesso. Stasera sono qui perché vorrei incontrarti, per permetterti di entrare nella mia vita, dimorare e glorificarti nella mia vita.

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

Signore Gesù, in questi momenti di silenzio, io prego per coloro che hanno chiesto le nostre preghiere. Prego specialmente per coloro che hanno soffrono di mali fisici o psichici. Ti prego di toccarli, guarirli. Sii la forza che rialza e l’Amore che trasfigura.

Canto: Niente ti turbi, niente ti spaventi: chi ha Dio niente gli manca! Niente ti turbi, niente ti spaventi: solo Dio basta!

- Grazie, Signore, perché sei sempre paziente con me e mi aspetti sempre, mi ami sempre. Il Tuo Amore non si può misurare e non ha fine. Aiutami a riconoscere questo Amore nella mia vita, prendere questo Amore come fondamento delle mie parole, opere e relazioni.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi!  Zdravo (X3), Marijo.

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Preghiera di guarigione del 14 novembre 2017 guidata da Fra Marinko Šakota

Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, la parola che desideriamo dirti è “Grazie!” Grazie per tutto ciò che ci doni. Grazie per il Tuo Amore che Tu ci mostri. Grazie perché Tu sei misericordioso e ci perdoni. Grazie perché vedi ciò che è buono. Preghiamo.

Aiutaci a ringraziarti sempre.

Ma adesso vogliamo pregarti per il dono della fede. Fa’ che crediamo nel Tuo Amore con tutto il nostro cuore. Accresci la fede in tutti noi che a Dio nulla è impossibile. Accresci la fede in noi che Tu ci ami, che Tu ci perdoni. Aiutaci a credere che la Tua Misericordia è più forte di tutti i nostri peccati. Accresci in noi la fiducia verso di Te.

Fa’ che, come Maria, abbiamo fiducia in Te. Gesù, io credo. Gesù, confido in Te.

Hvala, Criste... Thankyou, Jesus... Alleluia...

Signore, Tu desideri guarire l’uomo. Tu hai detto: “Sono venuto a guarire, a guarire gli ammalati, a trovare coloro che sono nel bisogno.” Signore, Prima di tutto Ti preghiamo: guarisci i nostri cuori.

Io guardo il mio cuore e vedo tante cose che provocano pensieri negativi dentro di me e allora reagisco e il mio cuore è ferito. O Gesù, guarisci il mio cuore. Tu sai che non riesco perdonare gli altri: il mio cuore è ferito. Gesù, donami l’Amore. Donami l’Amore, Signore, per la persona che mi ha ferito, per la persona che è pesante per me. Gesù, donami l’Amore, perché l’Amore guarisca il mio cuore, guarisca le ferite dentro di me.

Grazie, Gesù... Merci, Jesu... Alleluia...

Signore, vedo che il mio cuore è legato, chiuso, schiavo. Sono tante le cose che legano il mio cuore. Sono schiavo, schiavo delle cose. Non ho bisogno di tutte queste cose per la vita. Sono schiavo della cupidigia. Non vedo quello che ho e vedo quello che non ho. Apri i miei occhi, perché io possa riconoscere tutto ciò che Tu mi hai dato, tutto ciò che Tu mi hai donato, che è dono Tuo. Quando apro i miei armadi vedo che ho troppe cose in più. Libera il mio cuore perché sia libero, semplice.

Preghiamo per tutte le persone che sono schiave di droga, alcool, pornografia, giochi d’azzardo. Ti preghiamo in particolare per le persone schiave dell’odio.

O Gesù, liberaci! Liberaci, Signore, perché siamo i Tuoi figli liberi: Tu ci hai creati per la libertà.

Danke, Jesus... Kamsa, Jesu... Alleluia...

Gesù, Tu ci inviti ad accettare la nostra croce, perché desideri aiutarci, desideri liberarci e donarci la pace. Proprio quando accettiamo la croce riconosciamo il mistero della libertà. Signore, donami la grazia perché io possa accettare la croce, perché io possa accettare me stesso così come sono.

Aiutami ad accettare la persona così come è. Aiutami ad accettare l’handicap, la perdita. Aiutami ad accettare che le situazioni sono diverse dalle mie aspettative.

Signore nelle Tue mani mettiamo tutte le persone ammalate nell’anima e nel corpo. O Gesù tocca le loro ferite, tocca i loro dolori, dona loro la guarigione dell’anima e del corpo. Ma, Signore, sia fatta la Tua Volontà in tutto.

Il Signore sia con voi...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero )

Međugorje, martedì 14 Novembre 2017, memoria di San Nicola Tavelic e compagni martiri, omelia della santa Messa vespertina presieduta da fra Goran Azinović.


Dal Vangelo secondo Luca
Gesù disse ai Suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a Me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e Mi segua. Chi vuole salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa Mia la salverà.
Infatti quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero ma perde se stesso?
Chi si vergognerà di Me e delle Mie Parole di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo quando verrà nella gloria Sua e del Padre e degli angeli santi”.
Parola del Signore


Cari pellegrini, cari parrocchiani, oggi la Chiesa ricorda san Nicola Tavelic.
Quando sono andato in seminario ho sognato di essere santo. Ho detto dentro di me: “Voglio essere santo”.
Adesso la penso già diversamente. Adesso vorrei essere un po' sacerdote, un pò medico, costruttore, ingegnere. Tutto questo ma non santo. E’ come se avessi perso la voglia della santità.
Quando a scuola domandate ai bambini cosa vogliono diventare da grandi si sentono elencare varie professioni: infermiera, commercialista, parrucchiera…
Nessun bambino ha mai risposto: “Voglio essere santo”.
Non tutti riescono ad iscriversi all’università di medicina o di economia e commercio, perchè c’è il numero chiuso. Per queste facoltà ci sono troppi giovani mentre l’ingresso del seminario è vuoto.
Il nostro Vescovo Ratko ha detto: “E’ possibile che tutti questi giovani vogliano aiutare gli altri attraverso la medicina o attraverso l’economia e non ci siano giovani che vogliano aiutare gli uomini a badare alla propria anima?”
E poi aggiunge: “Ad essere medico o commercialista si guadagna”.
Così ci accorgiamo che i nostri bambini non sono tanto umani. Non pensano ad aiutare gli altri, ma ad assicurarsi il proprio futuro.
Chi ha spinto i nostri figli a pensare in questa maniera a fare i calcoli? Noi genitori.
“Figlio, stai attento a cosa farai all’università. Pensaci bene. Studia qualcosa che ti farà guadagnare tanto e lavorare poco. Non sudare troppo. Gira il mondo. I tuoi figli possano vestirsi bene, mangiare bene e bere bene”.
Cari genitori, come la mettiamo con la santità?
Avete mai detto ai figli: “Desidero che ti iscrivi all’università per diventare santo? Desidero che un giorno ricevi la laurea della Chiesa quando ti dichiarerà santo”.
Avete mai detto ciò?
Una persona ha detto: “E difficile riconoscere un santo durante la vita e lo è anche dopo la morte”. Noi in Croazia vogliamo canonizzare il beato Stepinac e questo costa.
Non bisogna soltanto diventare santi, ma bisogna anche pagare tanto. Bisogna pagare ogni avvocato che guarda la pratica di canonizzazione.
Nella Chiesa si paga tutto, perfino la santità.
Personalmente avevo problemi con san Nicola Tavelic. In seminario mi hanno detto che era andato in Medio Oriente a predicare. Perchè è andato dove lo hanno ucciso? E’ colpa sua. Poteva rimanere in Bosnia dove era prima. Non sarebbe stato ucciso.
Caro Nicola, se fossi rimasto a casa non saresti santo, ma avresti avuto una vita più lunga.
Il Vangelo di oggi dice: “Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà”.
I nostri frati uccisi durante la guerra mondiale potevano togliere la veste e consegnarla ai partigiani. I partigiani avrebbero chiesto: “Vi serve la vostra veste?” Se essi avessero risposto “non ci serve” non li avrebbero uccisi. Avrebbero ringraziato per la vita risparmiata. In futuro si sarebbero confessati l’uno dall’altro e avrebbero continuato a vivere.
Ma nessuno di loro ha fatto ciò. Nessuno ha consegnato la propria veste. L’hanno tenuta indossata, affinché i soldati li avrebbero potuti riconoscere. Sapevano benissimo qual era il prezzo di indossare la veste: perdere la vita.
San Massimiliano Kolbe aveva nel suo convento 800 religiosi. La nostra Provincia ne ha 250.
Cosa ha fatto lui? Ha creato una tipografia e ha stampato milioni di libri ogni mese. Era geniale.
Se tutti noi in questa chiesa potessimo adesso unire i nostri cervelli saremmo ancora la metà del cervello di Massimiliano Kolbe.
Era il religioso più bravo del ventesimo secolo ed è andato a finire ad Auschwitz.
Il comandante ha detto: “Ogni decima persona va a morire”. Ha contato e Kolbe era nono. Frank, un amministratore, marito e padre, era il decimo.
Kolbe poteva dire dentro di sé: “Dio mi ama, perchè mi ha messo al nono posto. Quindi Dio vuole che io viva. Quando uscirò continuerò a fare quello che ho fatto fino ad ora. Grazie a Te, o Dio, che mi hai messo al nono posto e oggi non sono morto”.
Poteva pensare così. La maggior parte di noi lo avrebbe fatto, ma lui no.
Kolbe ha chiesto: “Posso sostituire quell’uomo?”
Lui lascia tutto: i talenti, la tipografia, i religiosi.
Un uomo di grande talento lascia tutto.
Guardiamoci.
Guardiamo la nostra Bosnia - Erzegovina. Che cosa lasciamo noi? Niente.
Lottiamo sempre per avere un posto di lavoro, potere, soldi. Lottiamo con tutte le nostre forze.
L’uomo non prega più “donaci oggi il nostro pane quotidiano”, ma “donaci il pane per i miei figli, per i loro figli e per i figli dei loro figli”.
Questo è ciò che facciamo nei nostri Paesi occidentali.
Don Filippo della Comunità Cenacolo ha detto: “Sono stato in Svizzera. Sono stato bene. Hanno tutto, ma non hanno niente. Hanno fatto tutto così bene che non hanno più bisogno di Dio. Essi stessi possono assicurarsi tutto: la vita, l’educazione dei figli, lo studio delle lingue, la manodopera a basso prezzo”. Pregano: “Signore, puoi andare a fare le ferie. Non abbiamo bisogno di Te”.
In Bosnia - Erzegovina non siamo come in Svizzera, ma non siamo tanto lontano. Non siamo simili secondo lo standard, ma secondo la mentalità e lo spirito.
Questo non riguarda solo la Svizzera, ma il mondo occidentale in genere. Da tanto tempo l’Europa ha mandato in ferie Dio. “Dio, riposati. Non abbiamo bisogno di Te”.
Guardate il libro dei battesimi e capirete com’è la nostra fede.
Prima i re avevano un santo protettore. Si lottava per un santo. Perugia ed Assisi hanno lottato per avere san Francesco nella propria città.
Oggi viene portato un santo croato a Zagabria, san Leopoldo, e viene deriso. Si dice che viene portato un cadavere e non un santo. Così scrivono i giornalisti.
Ogni vocazione religiosa aveva il proprio santo protettore.
Ora non vengono più dati nomi come Pietro, Andrea, ai propri figli. Ora si chiamano Ronaldo, Messi…
Mamme, non so quale nome diate ai vostri figli, ma so che non sono i nomi dei santi.
Cari fratelli e sorelle, ecco cosa può dirci san Nicola Tavelic.
San Giovanni Maria Vianne dice: “La tiepidezza è lo stato della maledizione”. Non siamo buoni, ma non siamo nemmeno cattivi. Siamo tiepidi.
Allora guardiamo le stelle. Tales guardava le stelle e diceva fra sé: “Io sono buono”. Camminando guardando le stelle è caduto in un buco. Una ragazza che passava di là lo ha deriso: “Guarda piuttosto davanti a te e non guardare le stelle”.
Il nostro stato è come quello di Tales. Siamo uomini che guardano stelle e stelline e non vediamo i buchi che sono davanti a noi e ci cadiamo dentro.
Questo popolo ha abbandonato i santi. Non solo nelle preghiere, ma sopratutto nella vocazione.
Il mio consiglio è quello di pregare per sacerdoti santi e figli santi.
Gesù dice: “E’ tutto inutile se conquisti il mondo intero e perdi la tua anima”.
Ecco perchè Papa Benedetto ha detto: “Satana offre il falso bene per allontanarti da Dio”. Satana offre il male che è un bene falso.
Ci sono tanti beni falsi nelle nostre famiglie, nella nostra società, ma anche nella nostra Chiesa.
In questa santa Messa pregheremo perchè Dio doni santi alle nostre famiglie, al nostro popolo.
Il nostro popolo ha atteso per tanto tempo dei santi. San Nicola era il primo. Ora ne attendiamo un altro.
Il Papa ha canonizzato poco fa 35 santi. Cosa sono 35 santi in tutta la Chiesa? Noi siamo miliardi di persone.
Perciò il mio ultimo pensiero è quello di Gesù che oggi dice nel Vangelo: “Quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde se stesso?”
Passerà tutto. Passerà la tua carriera, la tua gioia, la tua falsa sicurezza, la tua vecchiaia e poi vedrai come hai fallito. Sarà tardi.
Gesù ti invita ad ogni Messa a non tardare.
La prima santa canonizzata nel nostro secolo è stata santa Faustina Kowalska. Non è un caso. E’ la santa della Misericordia.
Il Papa e la Chiesa hanno voluto dire: “Entriamo in questo millennio con questo santo. Solo la Misericordia ci può salvare”.
Perciò, fratelli e sorelle, procediamo con la Misericordia di Dio sul cammino della santità. Se non lo facciamo sarà tardi.
Amen


Registrazione di Flavio Deagostini – Trascrizione A. Bianco

Preghiera di guarigione del 13 novembre 2017 guidata da Fra Dragan Ružić





Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore Gesù, Ti adoro, Ti ringrazio per la fede che Tu mi hai dato nel giorno del mio Battesimo. Per mezzo di questo dono, io credo. Tu sei il Figlio di Dio diventato uomo. Tu sei il Messia, il Salvatore. I
n questo momento desidero dirti come San Pietro: “Sotto il Cielo non esiste un altro Nome per mezzo del quale possiamo salvarci tranne il Tuo Santo Nome.” Signore Gesù, Ti accetto come il mio Signore della mia vita, del mio cuore e desidero che Tu sia il mio Signore.
Gesù, perdonami tutti i miei peccati, come li hai perdonati al paralitico del Vangelo. Ti prego, Gesù : purificami con il Tuo Sangue prezioso.
Metto ai Tuoi piedi tutte le mie sofferenze, i miei dolori, ogni mia malattia. Tu sei venuto per prendere i nostri dolori. Tu sei venuto perché noi possiamo essere guariti per mezzo delle Tue Sante Piaghe. Signore, guariscimi per mezzo della forza delle Tue Piaghe, per mezzo della Tua Croce, per mezzo del Tuo Sangue prezioso.
Signore, Tu hai detto: “Pregate e vi sarà dato, chiedete e vi sarà dato.” Tanti sono venuti e hanno messo i loro malati davanti a Te e Tu li guarivi. So che desideri guarire anche me stasera. Io credo che in Te è la pienezza della mia salute e credo che in Te è tutta la mia vita. Ti ringrazio, Signore per ciò che Tu farai, per ciò che Tu hai fatto e grazie per quello che stai facendo in questo momento. Ti ringrazio, Ti lodo e che sia benedetto il Tuo Santo Nome.

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore Gesù, Tu sei venuto per guarire i nostri corpi, ma sei venuto anche per guarire i nostri cuori angosciati, feriti.
Signore, stasera Ti offro tutti i traumi che provocano inquietudine nel mio cuore.
In modo particolare Ti chiedo: guarisci ciò che può provocare il peccato nella mia vita.
Entra nella mia vita e guariscimi da tutti i traumi che mi hanno colpito fin dall’infanzia fino ad oggi.
Signore Gesù, Tu mi scruti e mi conosci e Tu conosci tutte le mie difficoltà, tutti i miei problemi. Stasera metto tutto questo nel Tuo Cuore, Cuore di Buon Pastore.
Ti prego, Signore: per mezzo della forza della Tua santa Piaga nel Tuo Cuore, guarisce le mie piccole ferite del mio cuore.
Signore, guarisci i miei ricordi, perché io diventi libero, per amarti e amare anche il mio prossimo. Ti ringrazio, Signore!

Merci, Jesu... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, che sei venuto a guarire i cuori feriti, guarisci anche il mio cuore, guarisci tutte quelle ferite che provocano le malattie fisiche.
Stasera Ti dono il mio cuore, la mia vita, tutto il mio essere, tutta la mia vita. Signore, accetta tutto, purifica tutto e donami i sentimenti del tuo Cuore Divino. Signore, aiutami affinché io possa essere mite nella mia vita e umile.
Signore, donami la guarigione di tutti i dolori che mi opprimono a causa della morte dei miei cari. Fa’ che io possa riavere la pace, la gioia e la sicurezza che Tu sei la Risurrezione e la Vita. Signore, fa’ che io sia testimone autentico della Tua Risurrezione, della Tua vittoria sul peccato, sul male e sulla morte. Fa’ che io sia testimone della Tua Vita nella mia vita.

Kyrie, eleison...
Il Signore sia con voi..
Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo. Amen.


Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero )