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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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giovedì 14 dicembre 2017

Preghiera di guarigione del 12 dicembre 2017 guidata da Fra Perica Ostojić


Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, Tu sei fonte d’Amore e di Bontà. Perciò io Ti prego: avvolgi il mio cuore col Tuo Amore; fammi questa grazia: purifica i miei pensieri; io voglio stare alla Tua Presenza, Signore, sentire il Tuo Amore. Solo nella Tua Presenza io riconosco tutte le mie debolezze e le mie omissioni. Perciò Ti prego: dammi la forza di rimanere nella Tua Presenza per esaminare così tutto quello che ho nel mio cuore. Signore, sii Tu la mia consolazione, sii Tu la mia speranza.

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...


Signore, adesso voglio darti tutto: i miei problemi, i miei peccati, le sofferenze e le oscurità. Io non riesco a portare tutto ciò da solo: ho bisogno del Tuo aiuto, Signore. La Tua forza distrugge tutto quello che è peccato nella mia vita. Guarisci tutto quello che causa peccato nel mio cuore. Signore, donami la forza, affinché io possa affrontare i problemi della mia vita, per poter superare tutto quello che incontro nel mio quotidiano. Signore aiutami a superare tutto questo, non con le mie forze, ma dalla forza che viene dall’incontro con Te. Signore, toccami, entra nella mia vita, entra nel mio cuore, affinché il mio cuore sia il luogo dell’incontro con Te, e questo incontro sia fonte d’Amore verso il prossimo che incontro nella mia vita.

Merci, Jesu... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, adesso, mentre sento la Tua Presenza, voglio dire a me stesso che io sono un figlio che è amato da Te, che sono un figlio amato dal Signore, che io ho valore ai Tuoi occhi, che Tu mi ami, che Tu hai cura di me, che Tu mi proteggi e che Tu non abbandoni mai. Signore, come è bello sentire la Tua Presenza nella mia vita. Aiutami a credere che la Tua Onnipotenza può essere l’Onnipotenza nella mia vita. Se tutto il mondo fosse contro di me, se tutto andasse per le vie storto, ma se Tu, Signore, sei nella mia vita, per me sarebbe sufficiente, perché questo è fonte di felicità, fonte di forza e di speranza. Signore, aiutami a credere che Tuoi vuoi essere veramente presente e che io devo aprire la porta del mio cuore a Te. Perciò, adesso, in questo momento, io voglio abbandonarmi a Te. Signore, io mi abbandono a Te! Signore, io voglio essere Tuo figlio e abbandonarmi a Te.

Kyrie eleison...
Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro per i quali stasera avete pregato, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.


Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

lunedì 11 dicembre 2017

CATECHESI N. 1 – IL PELLEGRINAGGIO MARIANO

Questa catechesi si è tenuta il 1° giugno 2017 nel pellegrinaggio da Bologna a Medjugorje del Gruppo di Preghiera “Regina della Pace”.
Essa è servita ad inquadrare e a delineare le motivazioni e gli obiettivi del pellegrinaggio, sopratutto il giusto modo per viverlo ed affrontarlo.

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Vogliamo all’inizio di questo pellegrinaggio capire le motivazioni che ci hanno portato a farlo, come dobbiamo affrontarlo, ….come la Madonna ci chiama ad essere, altrimenti non è giusto che siate venuti, non serve a niente, anzi diventa motivo si angoscia e di tristezza, soprattutto nel cuore, che si rasserena e guarisce solo se conosce l’amore materno di Maria: vi voglio bene, voglio il vostro bene, che è quello vero, quello di amare Gesù sopra ogni cosa, di amare sua Madre, che Lui ci ha consegnato proprio pochi minuti prima di morire: ”ecco tua Madre”. Sono cose queste talmente profonde, talmente belle e coinvolgenti, che non possiamo viverle con superficialità.

Su questa aspetto dobbiamo impegnarci, aiutarci anche reciprocamente, perché è facile che l’umanità, la terrenità, prevalga sulla spiritualità, sui valori profondi e autentici, e questo è un grave errore perché perdiamo l’occasione propizia che il Signore ci offre, di questo pellegrinaggio a Medjugorje, senza alcun buon risultato, per poi vivere come al solito e tornare a casa come siamo partiti. Invece dobbiamo tornare diversi con un cuore nuovo e sereno, tutti nessuno escluso. Quindi adesso mettiamoci nel giusto atteggiamento e iniziamo proprio con un Segno della Croce, perché nel nome della SS Trinità noi camminiamo: “Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo”. Amen.

Noi siamo in pellegrinaggio, non in un viaggio turistico o di altro genere. Che significa pellegrinaggio? Significa il cammino verso una realtà che è divina, questo è il pellegrinaggio.

Noi siamo creature umane, molto deboli, fragili, scontenti; partiamo con un bagaglio carico di tanti problemi e di tante situazioni difficili, ma lo portiamo con noi e andiamo verso la fonte che ci darà ristoro, che ci darà guarigione, pace, luce, gioia, forza. Questo è il pellegrinaggio.

Allora, affinché questo cammino spirituale riesca bene, carissimi cristiani, occorre che noi capiamo quali sono le regole per un sano comportamento, in modo che il pellegrinaggio sia ben vissuto e porti frutti meravigliosi.

Ci sono 3 condizioni fondamentali:

1a Condizione: svuotarci di ogni preoccupazione

Noi siamo entrati in pullman questa mattina con tutte le nostre problematiche, e ne abbiamo tutti, chi in un modo chi nell’altro, tutti siamo carichi di situazioni complesse, di problemi difficoltosi, di malanni fisici, di situazioni familiari alle volte disagiate, di mancanza di lavoro, questioni economiche. Tante realtà: sociali, personali, familiari, che ci pesano, che ci opprimono, che ci angosciano.

Dobbiamo fare qui un atto molto preciso, cioè tutto questo bagaglio che portiamo con noi, perché è la nostra vita, la nostra esistenza, dobbiamo buttarlo via, svuotarci. Perché, se questo bagaglio resta in noi, noi siamo già gonfi di tante preoccupazioni e ansie, che il Signore non ha più posto per darci qualcosa di suo: di confortevole, di salutare in tutti i sensi anche in senso fisico, psichico, spirituale, familiare, sociale. Gesù agisce in ogni direzione secondo la sua infinita potenza

Quindi: Svuotarci. È questa la 1a condizione perché il Pellegrinaggio riesca bene.

Svuotarci. Qualcuno dirà:” Come faccio? Sono problemi che trovo a casa e che non posso dimenticare.”

Questa non è una giusta difficoltà ma una tentazione; infatti noi, non è che li buttiamo via, ma li affidiamo a Colui che può risolvere ogni cosa, a Cristo, al Cuore Sacratissimo di Cristo e al Cuore Immacolato di Maria.

Questo atto di affidamento della nostra zavorra, dobbiamo farlo, altrimenti restiamo imprigionati, incapsulati, oppressi da queste situazioni che non devono opprimerci. Dobbiamo fare questo atto assoluto di svuotamento verso Colui e Colei che possono veramente prendere sopra di sé i nostri affanni, le nostre preoccupazioni, le persone care, tutto ciò che noi portiamo dentro di noi e che ci appesantisce tremendamente il cuore già debole e affannato.

Quindi dobbiamo alleggerirci, per questo adesso facciamo un atto di affidamento, in modo che questa realtà pesante che adesso sta con noi, sia data a Coloro che la possono veramente trasformare in grazia, niente è impossibile alla Divina Potenza.

2a Condizione: affidarci totalmente a Cristo e a Maria

Una volta che abbiamo fatto questo affidamento, non dobbiamo essere risucchiati e schiacciati dai nostri pesi. Pertanto quando stiamo là, in queste giornate, come adesso in pullman, quando ad esempio parliamo, non ritorniamo in queste chiacchiere che ci opprimono, nelle lamentele, altrimenti succede che – e io lo vedo tante volte in persone che vanno davanti al Signore e pregano, però pregano ripiegati continuamente su sé stessi: “io ho questo malanno, ho questa preoccupazione come faccio adesso, mi scade quella tassa, ho da pagare quella cosa, ho il problema di un figlio che non sta bene, che non trova lavoro, che deve finire l’università o gli studi”; oppure altri problemi: la solitudine, la carenza affettiva, tante realtà personali o sociali o professionali o economiche, come abbiamo tutti – allora andiamo davanti a Gesù ma restiamo piegati su noi stessi.

E lo vedo anche che quando facciamo l’Adorazione Eucaristica, se ci andiamo qualche volta, vedo le persone, le quali, anziché guardare l’Ostia, piegano il capo su sé stessi, stanno proprio ricurvati su sé stessi, e non escono fuori per andare da Gesù, la fonte di ogni bene, il nostro vero Salvatore. Ne risulta che l’Adorazione non serve a niente e noi veniamo via senza essere stati alleggeriti o guariti, ma carichi del nostro angosciante fardello.

Si rimane chiusi nel proprio mondo, piccolo ma anche pesante, si rimane prigionieri e quindi si esce di Chiesa ancora appesantiti. E poi ci lamentiamo che il Signore non ci ascolta, che il Signore non ci libera, non ci guarisce. Ma certo! Pensiamo sempre a noi stessi, costruendo un circolo vizioso dentro cui siamo incatenati, fratelli miei cari.

A questo punto ecco l’importanza, che, una volta che abbiamo affidato queste nostre realtà penose a Gesù e a Maria, noi dobbiamo fissare lo sguardo su di Loro, non più su noi stessi né sulle nostre cose, sulle nostre vicende, né mie né dei fratelli e sorelle che mi stanno accanto.

I discorsi che facciamo in questi giorni devono avere questa caratteristica: o si parla di Dio o si parla con Dio. Tutte le altre parole – io ve lo chiedo - dovrebbero scomparire, perché ci avviliscono, ci appesantiscono, ci impediscono di essere trasfigurati e trasformati dalla grazia di Dio.

Quindi attenzione perché io vi seguo e vi richiamo, in quanto sento le chiacchiere sulle cose umane che fate in continuazione: basta! Qui siamo fuori, è un momento di Grazia, di respiro, di aria nuova, di aria pulita. Se stiamo anche qua a Medjugorje con quelle prospettive di là, del nostro mondo quotidiano, è come se non ci fossimo venuti qui, allora era meglio rimanere a casa, risparmiando anche i soldi, perché portiamo quel mondo fin qui. Qui è diverso, qui è un mondo nuovo in cui Dio ci può fare delle cose stupende attraverso l’intercessione di Maria, cose meravigliose.

Mi sembra importante in questi giorni l’atteggiamento di vedere le cose nella luce vera che è quella di Gesù e della sua Parola, della sua Presenza, della sua Santa Eucaristia e di Maria, del suo Cuore materno che batte di amore verso di noi, teneramente, generosamente; ma noi non lo sentiamo perché siamo presi dai nostri affanni e restiamo prigionieri di noi stessi. Sono pochi giorni, occorre fate questo bel sacrificio: affidarci totalmente nelle mani del Signore e nelle braccia Di Maria.

Che ne sappiamo di quello che Gesù vuole fare in noi, fratelli e sorelle carissimi, che ne sappiamo? Lo sapete che Maria Santissima ha delle sorprese stupende nei nostri confronti, meravigliose. Le scopriamo quando torniamo, le testimonianze ce lo dicono. E’ importante vivere queste giornate con l’atteggiamento di ”fissare lo sguardo”, non su noi stessi né sugli altri, ma su Gesù e su Maria.

Fissare lo sguardo. Quando faremo l’Adorazione Eucaristica, che è molto commovente, anche lì guardiamo Gesù, guardiamo Lui. È Lui che ce lo dice:” Guarda me figlia mia/figlio mio. Guarda me, pensa a me, ama me. Io poi ti darò tutto ciò che è per il tuo bene, tutto ti darò, perché sono l’Onnipotente. Posso trasformare il male in bene, il peccato in grazia, la morte in vita. Sono Io il farmaco della vera vita, della guarigione fisica, psichica e spirituale.

Se noi abbiamo questa apertura interiore di guardare Lui e con Lui anche sua Madre, che è presente in questo luogo in modo particolare, che ci parla attraverso i suoi messaggi, a questo punto voi capite bene che la nostra mente, il nostro cuore, si aprono, si amplificano, respirano un’aria salubre, salubre per il fisico e salubre per lo spirito. E ci accorgeremo che avremo dei risultati benefici meravigliosi.

Miracoli anche, perché può succedere tutto se noi viviamo in questo clima di orientamento verso di Lui.

3a Condizione: pregare intensamente

Il terzo aspetto che ritengo importante perché il Pellegrinaggio sia fruttuoso, è che dobbiamo pregare intensamente.

Sapete che la preghiera è il respiro dell’anima. Se non respiriamo nel corpo, si muore, carissimi.

Se non c’è la preghiera del cuore, che nasce dal cuore (non soltanto la ripetizione meccanica di alcune formule pur belle), le preghiere non portano molto frutto. Queste giornate devono essere intessute di preghiera, perciò non lamentatevi se c’è troppa preghiera, non si esagera mai nel pregare.

Perché la preghiera è importante, carissimi cristiani?

Perché la preghiera è una porta che si apre dal nostro piccolo cuore verso l’infinita bontà dell’Onnipotenza Divina. Con la preghiera, aprendo questa porta del cuore, della mente, di noi stessi, consentiamo a Dio di effondere su di noi le sue grazie, i suoi gesti benevoli, il suo amore paterno, il perdono dei peccati, la guarigione del corpo, dei nostri malanni e tante altre cose. La preghiera è la dilatazione spirituale del nostro essere, perché noi siamo piccoli, siamo impotenti; che cosa possiamo fare di fronte a situazioni a volte tragiche della nostra vita e delle nostre famiglie? Solo smarrirci, solo angosciarci. Con la preghiera tu respiri serenità, apri la mente e il cuore verso l’infinito orizzonte divino, l’oceano del suo amore, della sua verità, della sua infinita sapienza, bontà e giustizia.

In questo senso la preghiera è uno strumento meraviglioso che Dio ci ha concesso. È una chiave attraverso la quale il nostro piccolo cuore può respirare quell’infinita potenza di Dio. E Dio allora può darci tutto ciò che Lui può fare, Lui può fare tutto. “Niente è impossibile a Dio” dice l’Angelo a Maria. Niente è impossibile, e con la preghiera questa realtà della Divina Onnipotenza, la facciamo calare sulla terra.

La preghiera quindi deve scandire le nostre giornate, carissimi: preghiera vocale, preghiera comunitaria, preghiera personale, preghiera interiore, preghiera di ascolto, preghiera di intercessione, preghiera di adorazione, di lode, di ringraziamento. La preghiera ha mille sfaccettature immense.

In questi giorni santi è questo il clima che dobbiamo respirare. Allora se noi vivremo in queste 3 dimensioni, credo che queste giornate saranno fruttuose e torneremo a casa cambiati, avendo ritrovato il senso giusto del nostro vivere da Cristiani.

Qual è il senso giusto di vivere da cristiani? Il cristiano, come dicono i Padri della Chiesa, vive come tutti gli altri uomini, ma con uno spirito diverso, è lì il punto. Non più lo spirito del mondo ma lo spirito di Cristo, come è avvenuto e avviene domenica prossima della Pentecoste. Per questa ragione il cristiano, pur vivendo nel mondo, non appartiene al mondo e on segue la mentalità mondana.

Noi purtroppo, anche senza volerlo e senza accorgerci per la nostra superficialità, pensiamo come il mondo, diventiamo materialisti, nevrotici, agitati, avidi dei beni terreni, sconvolti, come tutti, ansiosi, correndo di qua e di là e alla fine non si sa il perché. Allora, dicevo, ecco l’orientamento che deve guidare la nostra vita quando torneremo a casa: mettere al primo posto Gesù. Il nostro cuore, qualsiasi cosa facciamo su questa terra, deve innamorarsi di Gesù. Lui è l’amore pieno, Lui ci consola, ci abbraccia, ci perdona, ci conforta, ci guarisce, Lui. Lui. Lui, Lui solo.

Vi faccio un esempio, che mi sembra molto significativo. Noi abbiamo una grande (dovremmo averla grande) fede in Cristo. Lui è il tesoro, la perla preziosa che abbiamo scoperto; il resto c’è ma è secondario.

Tutto, anche l’amore tra i coniugi (che è un amore fortissimo), l’amore tra padre e figli, l’amore nell’amicizia, è bello se è intessuto di Cristo, se è Cristo che lo sostiene, che lo riempie, che lo fa vivere, allora l’amore è immenso, stupendo, meraviglioso. Se non c’è Cristo anche l’amore umano crolla, si disintegra, si disperde, perché il nostro egoismo è più forte dell’amore, mentre in Cristo l’amore è più forte dell’egoismo.

È Lui che ci dà un cuore nuovo, uno spirito nuovo per poter vivere l’amore come Lui lo ha vissuto, sulla Croce. Questa centralità di Gesù dobbiamo riscoprirla dai messaggi che la Madonna ci rivolge, che sono pieni di questo “Cristocentrismo”, e Lei ci porta a Cristo, esortandoci: ascoltate la sua parola, credete in Lui, fidatevi di Lui, innamoratevi di Lui.

In questo senso potrete vivere serenamente, gioiosamente, anche con grandi frutti la vostra esistenza quotidiana. Allora niente del quotidiano, neanche la piccola gioia o la piccola sofferenza che viviamo tutti, è priva di significato, niente, perché tutto viene irrorato, vivificato, santificato dall’amore di Gesù che portiamo nel nostro cuore. E questo ve lo auguro e ce lo auguriamo, che tornando a casa da questo pellegrinaggio a Medjugorje, possiamo dire come Paolo:” Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”. Per cui divento come Gesù, perché gli ho dato spazio, gli ho aperto la porta, perché gli ho dato il primo posto nella mia mente, nel mio essere, in tutte le mie azioni, in tutte le mie scelte.

Poi cosa succede? Succede che Lui veramente dirige il nostro modo di pensare, di agire e ci fa fare cose stupende. Quando siamo soli con le nostre piccole forze, facciamo solo piccoli passi oppure anche solo capitomboli o scarabocchi. Con Lui, che vive in noi, tutto viene ricolmato della sua grazia, della sua potenza, del suo amore, sia nelle cose che facciamo per noi stessi sia per gli altri.

Vi porto un altro esempio. Oggi noi pensiamo molto agli emarginati, alle persone delle cosiddette periferie esistenziali, che hanno tanto bisogno di assistenza; ci preoccupiamo dei poveri, e quindi abbiamo dato molto spazio alla Caritas: dare da mangiare, assistere i malati, far volontariato. Cose belle, però spesso manca l’animo, l’amore, lo spirito con cui le facciamo e quello lo prendiamo solo da Gesù. Se andiamo a trovare un malato, per esempio un malato terminale, gravissimo. Appena siamo accanto a lui. gli diciamo: forza, coraggio, avanti non perdere la fiducia. Gli portiamo magari la caramella, gli diamo da bere un po’ d’acqua perché ristori la sua bocca, lo aiutiamo a mangiare. Facciamo dei gesti buoni, però non gli offriamo il “farmaco” che lo potrebbe guarire, il farmaco dell’immortalità che è Cristo. Non glielo diamo noi cristiani ma neanche noi Pastori. E questo è gravissimo. Occorre portare ovunque l’amore di Gesù, perché Gesù vive in me, è Lui che mi spinge ad andare verso il povero, non è una mia semplice iniziativa di buona volontà. Io vado sotto la spinta interiore della sua grazia e generosità.

Le azioni esteriori le possono fare tutti, anche chi non crede, ma facendole nel nome di Cristo, nell’amore di Gesù, diventano opere di salvezza.

Poi i benefici si vedono subito, perché allora anche chi sta male, chi è povero, comincia a sorridere, comincia a capire che oltre alla realtà umana c’è un’altra realtà che non è contraria all’umana ma che la porta al suo compimento ultimo, alla vita beata in Cristo, e non dobbiamo aver paura.

Però per fare questo, portare Gesù anche nelle azioni materiali che facciamo, occorre che noi siamo pieni di Cristo. Nessuno dà ciò che non ha, se non hai Cristo dentro di te non glielo puoi dare. Quindi potrai fare dei gesti caritatevoli ma insignificanti, secondari, che non toccano il suo cuore, che non ravvivano la sua anima. Allora a che serve? Oggi la nostra carità cristiana è impostata in questo senso, molto pragmatico, molto terreno, a bassa quota.

A Milano c’era Fra’ Cecilio, in odore di Santità e servo di Dio. Questo Cappuccino piccolino, molto fragile a livello fisico, ma di una bontà, di una trasparenza che era come se fosse Gesù, veramente.

Ha creato una mensa per i poveri durante la 2a guerra mondiale, ce n’era bisogno perché mancava il cibo. Con le offerte, con il contributo dei benefattori, con la carità di tutti, arrivava a sfamare migliaia di persone ogni giorno. Ma questo fraticello seguiva le persone bisognose e le accoglieva nel salone; non solo dava loro da mangiare ma le accostava uno ad uno, chiedeva, si informava, le abbracciava, le incoraggiava, trasmetteva l’amore di Gesù. Alla fine le portava in Chiesa davanti al Tabernacolo.

Questo è l’Apostolo che sa trasmettere l’amore di Gesù e il povero, oltre al cibo materiale che veniva offerto con grande generosità, riceveva il nutrimento interiore dell’amore.

Ecco com’è importante che in queste giornate, ce lo auguriamo e per questo adesso preghiamo, che il Signore, attraverso l’intercessione materna e dolcissima di Maria, ci doni la stupenda esperienza che io chiamo mistica, e non esagero dicendo mistica. Cioè l’esperienza di una realtà che va al di sopra della terrenità, ma non per estraniarci dal mondo, ma perché possiamo tornare a casa e inserirci nella vita quotidiana con uno spirito diverso, con un’anima diversa, con un cuore diverso, che porta la gioia, la pace, l’amore vero negli altri cuori, non parole, non gesti soltanto esteriori. Allora si costruisce il regno di Dio, altrimenti costruiamo, scusate l’espressione, il regno di Satana, il principe di questo mondo.

Adesso facciamo il rosario in modo che iniziamo il pellegrinaggio con questa preghiera mariana. Sapete che il rosario è una preghiera potente. Vi suggerisco una medicina molto buona ed efficace. Voi sapete che nel proverbio popolare si dice: “una mela al giorno toglie il medico di torno”, ma aggiungo una medicina spirituale: “un rosario al giorno toglie il diavolo di torno”, perché il rosario ci dona la serenità, la pace e ci toglie tante ansie. Il rosario si può dire per la strada, in macchina, in pullman, dappertutto. Oppure si può recitare una decina in un momento, un’altra decina in un altro momento, è una preghiera preziosissima e che costa poco, allora via, dobbiamo dirlo.

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SUPPLEMENTO ALLA CATECHESI: IL ROSARIO PREGATO E MEDITATO

Misteri della Luce, sono stati inseriti da Giovanni Paolo II e sono molto belli perché trattano della vita pubblica di Gesù. Mentre gli altri 3 rosari sono: uno per l’infanzia di Gesù, uno per la passione e morte, uno per la risurrezione e la gloria di Gesù e di Maria.

1° Mistero della Luce: Gesù è battezzato al fiume Giordano.

Con il Battesimo Gesù inizia il periodo della sua vita pubblica, che è corto ma intensissimo rispetto ai circa 30 anni vissuti a Nazareth.

In questo evento del Battesimo al fiume Giordano fatto da Giovanni il Battista, succedono 3 fenomeni:

1- si aprono i cieli

2 -scende lo Spirito Santo in forma di colomba su di Gesù

3- e le parole del Padre del Cielo che dicono: questo è il Figlio mio diletto nel quale mi sono compiaciuto.

Si aprono i Cieli, i Cieli sono la sfera divina. Da quando erano chiusi i Cieli? Dal momento del peccato originale. Con Cristo si riaprono, si ritrova la comunione, l’alleanza tra la Divinità e l’Umanità. Tra Dio, offeso dal peccato e l’uomo che viene redento dal peccato. Si tratta della riconciliazione tra cielo e terra, con Cristo. E perché Cristo possa fare questo, viene ricolmato dello Spirito Santo, di modo che sia consacrato totalmente alla sua missione di salvezza per tutta l’umanità. E viene rivelato il suo essere vero e proprio: Figlio eterno di Dio. È il Figlio mio, dice il Padre, proprio mio, unico, il mio diletto, nel quale mi sono compiaciuto, secondo le parole del profeta Isaia in previsione della sua sofferenza e morte espiatrice.

Gesù, essendo anche vero uomo oltre che vero Dio, dovrà affrontare la Passione e la Croce. Quindi il battesimo al Giordano costituisce una grande rivelazione di chi è Gesù nella sua persona e quale sarà la sua missione. Riconciliare il mondo con Dio e Dio col mondo, questo è lo scopo della sua incarnazione e della sua opera redentrice di morte e resurrezione.

Preghiamo perché questa riconciliazione avvenga nei nostri cuori in questi giorni.

2° Mistero della Luce: Le nozze di Cana.

Primo grande segno che Gesù compie e i Discepoli credettero in Lui. Questo miracolo assume un significato simbolico (in Giovanni), perché implica le nozze che Gesù è venuto ad attuare sulla terra. Egli è lo Sposo che attua l’unione sponsale, cioè la congiunzione d’amore tra Cielo e Terra di cui abbiamo parlato prima: la Riconciliazione dell’umanità (Sposa) con Dio in Cristo (Sposo)

Nel racconto evangelico non si sa chi siano gli sposi, non appare il loro nome. In tal senso lo sposo è Gesù, e Maria è la sposa che rappresenta la Chiesa, dicendo:” non hanno più vino”. Cioè l’umanità in genere è priva di vitalità, quindi ha bisogno che tu gli doni il vino. Il vino che porta vita, che porta amore, che porta gioia, che porta allegria. Ecco la richiesta che ha fatto Maria e Gesù acconsente. E Lei dice: “Fate tutto quello che Egli vi dirà”. Infatti il miracolo viene compiuto. Però Gesù, fa osservare a Maria sua madre “ricordati che questa non è la mia ora”.

Quando sarà dato il vino nuovo? Quando avverranno le vere nozze di Gesù per la salvezza degli uomini? L’ora di Cristo quale sarà? Sarà la sua passione e morte.

Il vino diventa il Sangue, quindi nella pasqua Cristo darà il vino nuovo che fa rinascere, redime, santifica l’umanità peccatrice e là Maria dovrà essere presente. L’ora di Gesù è anche l’ora di Maria, è là che Lei diventa corredentrice, partecipe della donazione d’amore, per la salvezza dell’umanità. È lui il Redentore ma Lei sarà accanto a Lui sotto la croce come adesso è presente e compartecipa alle nozze di Cana.

In questo Mistero chiediamo veramente un grande amore, il vino nuovo, cioè il suo Sangue preziosissimo affinché ci disseti l’anima, ci doni tanta vigoria interiore e anche fisica, ci liberi dal peccato, dal maligno, ci doni tanto coraggio, testimoniando la fedeltà allo Sposo fino al martirio se necessario.

Infatti il vino nuovo rappresenta il martirio di Cristo, ma anche il nostro. Quindi preghiamo con tanta fede.

3° Mistero della Luce: L’annuncio della venuta del regno di Dio

Gesù inizia la sua predicazione dicendo: ‘ il Regno di Dio è vicino, anzi è venuto in mezzo a noi’. Chi è? Cos’è questo Regno di Dio? È Gesù stesso, Lui è il Re di questo regno. È lui che con la passione e la morte Egli viene incoronato per ristabilire la comunione profonda degli uomini con Dio. Oggi si ha l’impressione che siamo lontani da questo regno perché nel mondo c’è tanta cattiveria e anche in noi. E allora questo è il mistero in cui bisogna pregare perché si attui questo regno di Dio. Il regno dell’amore, della pace, della vera fedeltà a Gesù. Lui è il Re, il Re dei re, coronato di spine, ma è Lui, che tutti lo possano riconoscere, tutti lo possano amare. Noi anzitutto dobbiamo essere gli araldi di amore verso Gesù in mezzo al mondo dove viviamo, soffriamo e gioiamo.

Preghiamo per la conversione dei peccatori, ma di tutti i peccatori, cominciando da noi, come chiede la Vergine Maria a Fatima ai tre pastorelli: preghiera e penitenza per riparare i peccati e convertire i cuori a Cristo.

4° Mistero della Luce: La Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor.

Gesù ha dimostrato, e lo ha rivelato davanti ai tre Apostoli: Pietro, Giacomo e Giovanni, che Lui è veramente il Salvatore perché è Dio. Infatti si è trasfigurato nella sua luminosità divina, però è anche quello che sarà crocefisso come uomo. Dunque è Gesù un mistero enorme, stupendo. Il vero Dio e vero uomo. Il vero Dio che si incarna senza perdere la divinità ed è vero uomo che muore sulla croce per trasfigurare l’umanità e renderla partecipe della sua filiazione divina, in quanto è il Figlio di Dio. Ecco la Trasfigurazione di Gesù che diventa la trasformazione della creatura umana. Un mirabile scambio di amore: da una parte Dio si fa uomo, assumendo la natura umana e dall’altro l’uomo partecipa alla divinità diventando figlio di Dio in Cristo Gesù.

Questo mistero mi affascina e potremmo stare qui un’ora a contemplare Gesù nel fulgore della sua luce divina, le sue vesti sono splendenti. Dice Marco:” come nessun lavandaio può renderle più belle, più bianche, più luminose”.

E i tre Apostoli, che fortunati! Ci si chiede perché siano qui solo loro tre, Pietro Giacomo e Giovanni? Perché essi saranno i tre presenti alla sofferenza atroce di Gesù nell’orto del Getsemani, alla sua agonia. Per far capire a loro tre che lo stesso Gesù che sul Tabor si è manifestato nello splendore della divinità è quello stesso che nell’orto degli ulivi si prostra con dolore atroce: “Avvenga di me secondo la tua volontà o Padre buono”. È questo il mistero d’amore e di dolore, di luce e di tenebra, ma Gesù è il vincitore. Tornando a casa, noi dobbiamo tornare trasfigurati. Perché trasfigurati? Perché Gesù ci rende simili a sé. “Alter Christus” è ciascuno di noi che con il Battesimo è stato trasfigurato in Gesù. È una cosa stupenda, però noi nascondiamo questo volto di Gesù in noi o lo abbruttiamo, perché spesso manifestiamo un volto molto più oscuro di quello di Cristo, lo sfiguriamo.

In questo mistero chiediamo a Gesù che ci renda trasparenti in Lui, puri, belli, luminosi, pieni d’amore, di gioia, di verità, perché il mondo ha bisogno di queste persone e in questo momento critico possa trovare la strada vera che è quella del Vangelo di Gesù.

5° Mistero della Luce: Gesù istituisce la Santa Eucarestia.

Noi qui, carissimi, dovremmo proprio aprire la mente, almeno per percepire in parte questo mistero di amore immenso che è Gesù. Prima di morire ha riservato per noi due doni, i più belli:

Il primo è questo della Santa Eucarestia, nel Cenacolo.

Il secondo, sulla Croce, il dono di sua Madre

L’Eucaristia e Maria costituiscono i due doni preziosissimi che Gesù ci ha lasciato prima della sua Passione. l’Eucaristia che cos’è? Gesù ha voluto restare sempre con noi, però non più fisicamente, perché vive glorioso in Cielo e siede alla destra del Padre (con l’Ascensione), ma sacramentalmente, cioè misticamente, ma realmente: in corpo, sangue, anima e divinità.

Questo è un dono eccelso perché, se grande è l’amore che ha dimostrato incarnandosi e diventando uomo, Lui che è Dio, se è un amore immenso che dimostra sulla Croce donandoci fino all’ultima goccia di sangue ed acqua, per amore nostro, ma tale dono d’amore deve essere il nostro cibo e la nostra bevanda di immortalità. Nessuno di noi l’avremmo mai pensato, va al di là di ogni prospettiva e logica umana, è un dono immenso è diventato nostro cibo, nostro nutrimento. Vuole che noi lo mangiamo e lo ingeriamo, veramente è una cosa di infinito sconvolgente valore. Un po’ di pane e un po’ di vino, due elementi semplici diventano il suo Corpo Santissimo, il suo Sangue Preziosissimo. E noi di questo possiamo nutrirci, qui l’amore raggiunge l’impensabile. Ecco il dono di Cristo, di cui si fa fatica a capirne l’immensità e la profondità, la bellezza e l’utilità, perché non solo Egli si è donato fino al sacrificio totale di sé fino alla morte, e non esiste un amore più grande di questo, ma è voluto diventare nutrimento, bevanda e cibo in modo tale che noi possiamo cibarci spiritualmente di lui, per essere trasfigurati in Lui.

Diversamente dal cibo naturale, come il pane o altro cibo, esso viene trasformato nel nostro organismo. Nel caso di Cristo, Lui è più forte di noi, e quindi non è che mangiando Lui, Lui viene ad essere assimilato al nostro corpo fisico, ma succede il contrario, in quanto noi veniamo trasformati a Lui. Ecco la nostra vera trasfigurazione, che avviene nell’Eucaristia. Ogni volta che Gesù viene in noi, cioè noi ci nutriamo di Lui, Lui che è più potente di noi ci trasforma in lui, per vivere in pienezza la trasfigurazione in Cristo. Similmente dice anche il testo del magistero, affermando una certa somiglianza tra il pane e il vino che sono stati trasformati, transustanziati nella consacrazione della Messa, e noi che, nutrendoci di questo pane, di questo cibo, veniamo trasformati in Cristo. E’ una cosa straordinaria e fascinosa, ma noi non ci pensiamo: andiamo alla messa, prendiamo quell’Ostia e poi fuggiamo via come se avessimo preso una caramella. Poveri noi, povero Gesù!

Qui adesso dovremmo davvero ringraziarlo con tutta l’anima, poiché ci ha fatto questo dono immenso, affinché tutti i giorni potessimo nutrirci di Lui ed è il cibo vero, quello dell’Immoralità, della vita eterna, dell’amore, della santità, di tutto: è Lui.

Come possiamo vivere da veri cristiani se non ci nutriamo di Lui, perché la sua parola ci nutre a livello intellettuale, ma l’Eucaristia ci nutre a livello totale, prende tutto il nostro organismo, mentre lo Spirito Santo ci dona l’amore, ci infiamma il cuore. Vedete com’è una cosa stupenda quella che ha fatto Gesù prima di morire, chi l’avrebbe mai pensato? La Scrittura lo dice: nessun grande filosofo, nessun grande genio dell’umanità avrebbe mai pensato che il Verbo Eterno di Dio fatto carne, morto e risorto per noi potesse essere presente in un pezzo di pane e in qualche goccia di vino. Presente nei nostri Tabernacoli ma soprattutto presente dentro di noi che ci trasforma in Lui. Facciamo adesso un atto di adorazione a Gesù Sacramentato (in silenzio).

Preghiera: “Gesù io ti adoro in tutti i Tabernacoli di questo mondo, sei solo, chiuso in quella piccola casetta ma sei il mio Signore, il mio Re, il mio tutto, la mia vita. Senza di te non posso vivere o mio Gesù. Sia lodato e ringraziato in ogni momento il SS e Divinissimo Sacramento (3 volte)”.

Preghiera davanti all’Eucaristia: “Io credo in te Gesù, Tu sei realmente presente nel pane e nel vino consacrato, ti adoro o mio Signore, Signore mio e Dio mio, ti amo Signore Gesù. Grazie di questo dono. Tu sei meraviglioso, tu sei l’umiltà incarnata, sei il nostro cibo, tempio della nostra anima, del nostro corpo per trasformarci in te. Lode e gloria a te Signore Gesù”.

domenica 10 dicembre 2017

Commento di Padre Livio al messaggio a Mirjana del 2 dicembre 2017

"Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che Lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità.  In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio!"


Commento di Padre Livio al messaggio del 2 dicembre 2017

È quasi impossibile spiegare questo meraviglioso messaggio della Madonna.

Però vi invito a meditarlo, a leggerlo una o anche più volte al giorno in questa preparazione al Natale, in modo tale che ogni giorno vi soffermiate su un pensiero particolare che nutre il cuore, che lo riscalda, che vi accende la fiamma della preghiera, della fede, della buona volontà.

Questo messaggio, è diviso in tre parti.

La prima parte è dedicata alla Santità.

La seconda parte è dedicata al Rosario, le rose che la Madonna tanto ama e che noi dobbiamo offrirLe. Il Rosario deriva da “rosa”.

La Madonna, quando parla di fiori, fa sempre riferimento alle rose, perché il Rosario è un “mazzo di rose”. Queste rose sono le preghiere e le nostre opere buone che offriamo alla Madonna.

La terza parte è lo sguardo della fede che fa sì che noi guardiamo gli altri con amore, col perdono e con la preghiera per i nemici.

La prima parte del messaggio è l’invito alla santità, la cui porta è la bontà, perché la santità delle persone si chiama bontà.

E la Madonna ci dice che tutti noi siamo chiamati ad essere santi: “Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi”, essere santi dipende prima di tutto dalla nostra buona volontà, animata dalla grazia dello Spirito Santo, ma significa prima di tutto essere buoni.

Se cercate di essere buoni, potete essere santi”, una persona che cerca di essere buona, è una persona che è incamminata sulla via della santità, “anche se non pensate questo di voi”, e magari pensa di essere una persona piena di difetti, di essere una persona fragile, debole, piccola e questo è l'atteggiamento giusto.

Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità”, ma se credete già di essere santi, allora la superbia vi allontana dalla santità. Questo è un grande incoraggiamento per noi, tutti possiamo essere santi se lo vogliamo: “dipende da voi”.

Incominciamo ad essere persone buone!

La bontà è quello splendore delle persone che hanno il cuore buono, che capiscono, che perdonano, che aiutano, che danno la mano.

Questo lo possono fare e lo fanno verso i fratelli, perché nel loro cuore c'è l'amore di Dio, “santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che Lo amano al di sopra di tutto”, e poi riversano la bontà di Dio, che hanno accolto nel loro cuore, sugli altri.

In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia”. La Madonna ci dice che nel mondo d’oggi, in questo mondo pieno di minacce, di cattiverie c'è tanto bisogno di persone buone e quindi sante, perché queste persone sono l'intercessione vivente, perché con la loro preghiera e la loro bontà fanno sì che il mondo possa andare avanti e il male non prevalga.

Ecco il compito che abbiamo tutti: questa santità vera, quotidiana, piena di bontà, semplice, alimentata dalla preghiera e dall'amore per Dio e per il prossimo, in questo mondo agitato da tante cattiverie, da tanto odio.

Nella seconda parte del messaggio la Madonna, in un certo senso, ci chiede il regalo di Natale; ci chiede il Rosario: “A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo!” Niente di più bello del Rosario possiamo offrire alla Madonna. Magari poteva avere predilezione per i gigli, come Gesù che nel Vangelo cita i gigli del campo, invece la Madonna privilegia le rose, che sono bellissime, perché questo fiore ha dato il nome al Rosario, che è appunto una raccolta di 150 rose e con quattro parti del Rosario, sono 200 rose!

La Madonna ci spiega dei particolari della sua vita: “Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose”. Gesù, quando era ancora un ragazzo, istruiva la Madonna e Le diceva cosa sarebbe stato il suo futuro e in un altro messaggio, proprio nella casa di Nazareth, Le aveva rivelato che sarebbe diventata la Madre di tutti gli uomini.

Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose!

La Madonna non capiva bene queste cose, perché Lei, come ci ha spiegato San Giovanni Paolo II, ha fatto una peregrinazione nella fede e cioè conservava le parole di Gesù nel suo Cuore e, man mano che andava avanti, cercava di capirle.

Insieme al Rosario, la Madonna ci ha detto tante volte che la preghiera deve essere corroborata dalle opere di carità; noi Le offriamo rose sia quando preghiamo col cuore sia quando aiutiamo i più poveri.

Quella parola “poveri”, va intesa in senso evangelico, i poveri sono tutti quelli che hanno bisogno sia di un aiuto materiale che di un aiuto spirituale. Ci possono essere persone ricche che sono povere, spesso le ricchezze ottenebrano la vista, induriscono il cuore e portano una povertà spirituale che è peggiore di quella materiale. Quindi sempre la povertà va intesa nel senso evangelico, riguarda la povertà della persona umana. Molte volte ci sono delle persone che non hanno i beni materiali, ma sono buone e ci sono delle persone che hanno tanti beni materiale, ma non hanno il senso della vita.

Madre Teresa di Calcutta ci ha insegnato che le persone più infelici sono quelle che non hanno Dio. Specialmente in Occidente abbiamo anche dei poveri, ma sono molto più numerosi quelli che vagano nel labirinto dell’effimero, senza sapere dove va la vita. Quando si tratta di aiutare i poveri dobbiamo fare una specie di ventaglio di tutte le Opere di Misericordia, sia quelle materiali sia quelle spirituali. Pregando ed essendo fratelli dei nostri fratelli, noi offriamo delle rose alla Madonna.

È come se la Madonna ci dicesse: “per Natale regalatemi tante rose: le preghiere dette col cuore, le opere di preghiera, di fede e di amore, queste sono le rose che mi aspetto da voi”.

La terza parte del messaggio è un invito alla fede: “questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore”. La fede deve essere quella luce che illumina e che dà uno sguardo soprannaturale alla vita in modo tale che tutto ciò che facciamo durante la giornata, lo si faccia per amore, con umiltà. La fede alimenta l’amore. “Che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello”, perdonando sempre gli altri senza giudicare, cercando di capirli e di aiutarli.

Nell’atteggiamento di fede che dobbiamo avere nella vita, dobbiamo essere umili, perdonare con prontezza, non giudicare le persone, perché solamente Dio giudica le persone, noi al massimo possiamo giudicare i comportamenti, ma mai le persone. “Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio”. Preghiamo per tutti coloro che sono cattivi, che non sanno amare, che sono in balia del male, preghiamo per quelli che ci fanno del male, per coloro che non avendo conosciuto l’amore di Dio, ci sono ostili. In questo atteggiamento di fondo, la luce della fede ci fa vedere negli altri dei fratelli per i quali pregare, ai quali fare del bene, ai quali dobbiamo dare la grazia di poter perdonare.

In questo modo viene costruito un mondo diverso. Si fanno tanti piani pastorali, ma la verità è che la vita cambia, il mondo cambia, se cambiano i cuori. I cuori sono pieni di amore, di perdono, di pace, di umiltà, solo se si aprono alla sorgente dell’amore che è Dio.

Gli altri cambiamenti lasciano il tempo che trovano, perché, se anche abbiamo tanti beni materiali, ma la gente è cattiva, la vita diventa un inferno. Se noi siamo buoni e abbiamo il necessario, ma non di più, siamo felici, se non siamo buoni e abbiamo tante cose, non siamo felici, questa è la verità esistenziale che tutti noi possiamo sperimentare.

Questo messaggio è una lettura del Vangelo impareggiabile.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Venerazione alla Santa Croce dell 8 dicembre 2017 guidata da Fra Francesco Rizzi


Gesù, grazie: dalla Croce ci hai lasciato la Madre Immacolata...
Grazie perché vieni nel mondo.. grazie per il Tuo Sì e per il Sì di Maria..
O Croce Santa tu sei la nostra speranza...
Maria Immacolata è il frutto più bello della Redenzione...

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!
Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!

Ti adoriamo, Signore della Vita e Fonte della Pace. Ti adoriamo
perché ci hai amati fino alla fine e Ti benediciamo perché, morendo in
Croce, ci hai lasciato la Madre Tua Immacolata. Noi confidiamo in Te.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

Signore Gesù, grazie perché vieni nel mondo, grazie per il mistero
dell’Incarnazione, grazie per la Tua Morte in Croce, grazie per il Tuo Sì al
Padre e grazie per il Sì di Tua Madre. Noi confidiamo in Te.

Canto: Sacro Cuore di Gesù, noi Ti amiamo!
Sacro Cuore di Gesù, confidiamo solo in Te!


O Croce Santa, Albero della vita, Porta del Cielo e Vita del
mondo, Tu sei la nostra speranza. Grazie, Signore, per il Tuo Sangue
versato, grazie per il Tuo Corpo donato a noi come cibo, grazie per averci
donato una Madre Immacolata, il frutto più bello della Redenzione.

Canto: Grazie, Gesù...

Signore Gesù, rivelaci il Tuo Cuore pieno di Amore verso i
peccatori. Nella Tua pace è la nostra pace. Dona la Tua Pace al mondo
intero. Noi confidiamo in Te.

Kyrie, eleison...
Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Canto finale: Ave, Maria, gratia plaena! Dominus tecum, Benedicta Tu!..

Fonte:(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

venerdì 8 dicembre 2017

Adorazione Eucaristica del 7 dicembre 2017 presieduta da Fra Zvonimir Pavičić


Sei Tu che ci dai questi momenti...Insegnaci a darti i nostri cuori...
Insegnaci, o Signore, ad ascoltare e a comprendere la Tua Parola...
Abbiamo bisogno di silenzio per riconoscere la Tua voce...
Donaci di portare la grazia di questo incontro dove viviamo...

Canto: Adoramus Te, Domine...

Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, nel Santissimo Sacramento dell’altare. Tu sei qui, vivo, presente. Sei Tu che ci dai questi momenti di silenzio e di raccoglimento nei quali possiamo incontrarti, Tu che sei Amore. E Tu vorresti che noi ci abbandonassimo a Te completamente e che potessimo amarti, senza trattenere nulla per noi. Sei Tu che ci ami e ascolti le nostre grida quando innalziamo a Te i nostri cuori. Signore, insegnaci a darti i nostri cuori, e, insieme al nostro cuore, tutta la nostra vita. Insegnaci, o Signore!

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

Insegnaci, o Signore, ad ascoltare, a comprendere la Tua Parola. Ogni giorno ci parli attraverso l’annuncio della Tua Parola. Spesso noi siamo sordi. Facciamo attenzione alla Tua Parola. Dacci di poterti riconoscere nelle Tue Parole, di poter riconoscere la Tua voce e di poterti seguire, seguire Te, che sei la Parola fatta carne per la nostra salvezza. Salvaci con la Tua Parola. Apri i nostri cuori, affinché la Tua Parola porti in noi frutti di vita eterna.

Canto: Confitemini Domino quoniam bonus!
Confitemini Domino, alleluia!..

Signore, siamo nel Tempo di Avvento, tempo di silenzio. Abbiamo bisogno di questo silenzio, far tacere le nostre voci, i nostri rumori, i nostri desideri. Ne abbiamo bisogno per poter riconoscere la Tua voce nel silenzio, la Tua Volontà. Ci raccomandi la Tua Parola. Ci preghi di non lasciarci sedurre dalle luci del mondo. Possa la Tua luce brillare nel nostro cuore, Luce che rischiara il Santissimo e che irradia dal Santissimo Sacramento, affinché possiamo comprendere Chi è importante, Chi è il Cammino, Chi è lo scopo e dove dobbiamo andare. Tu sei la Luce, Signore! Illumina le tenebre dei nostri cuori.

Canto: Emanuel, Emanuel! Il Suo Nome è Emanuel!

Grazie, Signore, per questi momenti che abbiamo potuto trascorrere insieme con Te. Che questo sia utile per la nostra crescita spirituale e la nostra vita. Donaci di portare la grazia di questo incontro nella nostra famiglia e nel nostro circondario, dove viviamo e lavoriamo: che tutti possano riconoscere in noi la speranza cristiana, la certezza della Tua venuta, la speranza che rallegra tutti i cuori degli uomini.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Preghiera di guarigione del 6 dicembre 2017 guidata da Fra Perica Ostojić


Alleluia, alleluia, alleluia...


Gesù, Ti prego per tutte le nostre famiglie nelle quali c’è discordia, lite, violenza. Ti prego per tutti coloro che sono feriti nei loro rapporti famigliari. Dona la forza a tutti coloro che non vogliono o non possono perdonare i loro genitori. Signore, aiuta a perdonare i genitori che sono feriti per la mancanza di rispetto da parte dei loro figli. Signore, in modo particolare Ti prego e Ti offro i bambini che sono vittime di violenza famigliare. Guarisci ogni comportamento violento dei genitori e fa’ comprendere loro che i figli sono Tuo dono e che devono comportarsi così verso i loro figli.

Hvala, Criste... Merci, Jesu... Alleluia...

Gesù, adesso Ti prego: purifica tutti i nostri sentimenti cattivi, ogni comportamento pieno di superbia e di orgoglio. Signore, insegnaci a vivere nel Tuo spirito. Insegnaci a superare ogni rabbia, ira. Fa’ che non ci sentiamo superiori agli altri. Insegnaci a rispettarci a vicenda, a rispettarci gli uni gli altri. Liberaci da ogni umiliazione degli altri. Liberaci dal desiderio di governare gli altri, di offendere i sentimenti e la dignità degli altri. Fa’ che il nostro cuore sia pieno di compassione e di generosità, di amore. Fa’ che sappiamo guardare dentro le persone che incontriamo, che sappiamo guardare nelle profondità del loro cuore, senza trattenerci sulla superficie, ma di impegnarci a conoscerci gli uni gli altri e di incontrare Te negli altri.

Grazie, Gesù... Danke, Jesus... Alleluia...

Gesù, adesso Ti offriamo tutte le nostre malattie fisiche, tutto ciò che provoca dolori grandi, insopportabili. Signore, tocca con la Tua mano, con la Tua parola che guarisce ogni malattia. Tocca ogni malattia che provoca sofferenze al nostro corpo. Signore, sii Tu la nostra consolazione e il farmaco per le nostre malattie. Il Tuo farmaco sia per noi la Tua parola, che ci in segnerà a partecipare alla Tua Opera di Salvezza con le nostre sofferenze. Ti offriamo, Signore, tutti coloro che sono moribondi adesso. La Tua fedeltà al Padre Celeste sia la forza, sia la medicina alle loro angosce, depressioni e paure. Signore, Ti prego per tutti noi. Distruggi dentro di noi ogni legame col peccato. Signore, entra nella mia vita. Sii presente nella mia vita. Sii Tu colui che io seguirò e glorificherò.


Kyrie eleison...
Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro che sono nella vostra preghiera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.


Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Preghiere serali del 5 dicembre 2017

Preghiera di guarigione del 5 dicembre 2017
guidata da Fra Perica Ostojić


Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, per amore Tu hai creato il mondo intero, per amore hai creato l’uomo, per amore hai mandato il Tuo Figlio, perché ci salvasse dai nostri peccati. Per Amore desideri salvarci e perciò, Signore, Ti ringrazio. Grazie perché il Tuo Amore non ha limiti. Ai nostri occhi sembra che Tu Ti sia umiliato, ma a Te, Signore, questo non dà fastidio perché Tu ami. Hai creato l’uomo a Tua immagine e da qui troviamo la forza per la nostra dignità. Signore, Tu hai tanto amato il mondo da dare il Tuo Figlio Unigenito per l’uomo. Perciò, Signore, aiutami perché io sappia riconoscere il Tuo Amore nella mia vita, perché io sappia incontrare il Tuo Amore, Amore che ridona la vita e la forza, modella e trasforma anche la vita umana più semplice. Signore, Tu sai quanto io sia debole, Tu conosci ogni mio peccato, eppure sono prezioso ai Tuoi occhi, quando mi vedi che desidero camminare sui Tuoi sentieri. Perciò Ti prego, Signore: donami la forza,toccami con la Tua grazia, perché io sappia scegliere la Tua via nella mia vita.

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore Gesù, Tu sei venuto per guarire i cuori angosciati e feriti, e nella Tua Croce hai dato un nuovo significato alla nostra sofferenza. Col Tuo dolore Tu hai toccato ogni dolore umano e la Croce non è più il luogo nel quale la sofferenza mostra la sua forza, ma il luogo nel quale inizia la grazia della redenzione. Signore Gesù, anche nella nostra vita ci sono tante croci e facciamo fatica a portarle. A volte evitiamo le nostre croci. Spesso non vogliamo accettare la croce della nostra vita, perché disturba i nostri progetti: desideriamo la vita senza problemi, vita senza dolore. E spesso questo ci guida verso il peccato della superbia. Perciò, Signore, aiutami, perché io sappia riconoscere la Tua Croce nella mia vita, perché io sappia riconoscere i Tuoi segni nella mia vita, cioè, che la croce non è la punizione ma è il mezzo come giungere alla salvezza e vedere la luce della risurrezione. Aiutami, Signore!

Thankyou, Jesus... danke, Jesus... Alleluia...

Signore Gesù, adesso Ti prego di guarirmi. Alla Tua Presenza tutto il resto perde la forza. Ci sono tante ferite che portiamo nella nostra vita. Ti prego: guarisci tutte quelle ferite dell’infanzia, guarisci tutte le ferite dell’adolescenza. Signore, donami la guarigione del dolore che mi opprime a causa della morte di persone care: tocca la mia depressione, la mezza depressione, perché io possa vedere sempre il lato positivo della vita, il vuoto per la loro morte, riempi Tu, Gesù, e fa’che questo sia lo spazio di una speranza nuova, cioè, di rincontrare i nostri cari. Guarisci, Signore, tutti i nostri rapporti umani, tutte le vite. Fa’ che sappiamo vivere la pace che tu semini nei nostri cuori anche verso gli altri. La Tua consolazione dona a tutti coloro che soffrono di malattie gravi. Sii Tu, Signore, il loro medico. La Tau grazia sia la forza della loro vita. E alla fine Ti prego, Signore, per tutti coloro che sono schiavi del peccato . Signore, distruggi il peccato nella loro vita e mostra loro la vera via. Attirali a Te perché la Tua Presenza sia la forza della loro vita, perché, liberati dal peccato, possano servirti e testimoniarti nella gioia e nell’allegria.

Kyrie eleison...
Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro che sono nella vostra preghiera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 5 dicembre 2017
presieduta da Fra Marinko Šakota


Gesù, i Tuoi amici di Betania Ti hanno accolto con il cuore...
Una donna è venuta da Gesù e ha versato sui suoi piedi un profumo prezioso..
Come è magnifico l’Amore di Dio! Dio si dona generosamente...
O Gesù, incantami col tuo esempio...

Canto: Signor Gesù, noi T’adoriam... Alleluia...

Gesù, Ti adoriamo! Tu sei entrato nella casa dei Tuoi amici, Marta, Maria e Lazzaro, ed essi Ti hanno accolto con il cuore. Noi siamo venuti a Te, nostro amico, Apri i nostri cuori affinché possiamo accoglierti come hanno fatto loro.

Canto: Se vuoi la pace (X2) guarda a Gesù (X4)...

Allora una donna è venuta da Gesù e ha versato sui suoi piedi un profumo prezioso. Giuda era contrario, perché non era utile. Ma Tu hai accettato questo gesto. Ci sono dei gesti senza utilità, ma pieni di significato, come l’amicizia, come l’adorazione, come adesso mentre veniamo da Te.

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi Tu!
Attiralo a Te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita!

Come è magnifico l’Amore di Dio! Dio si dona generosamente, generosamente crea l’universo. Soprattutto in Te, Gesù, l’Amore di Dio si dona in abbondanza, totalmente, fino alla morte sulla Croce. O Gesù, sveglia dentro di noi l’ammirazione: fammi adorare l’Amore di Dio che è così magnifico.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

O Gesù, incantami col tuo esempio, per condividere l’Amore di Dio agli altri in una maniera abbondante.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica.

Canto finale: Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi...

Andate in pace..

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

giovedì 7 dicembre 2017

Omelia della Santa Messa serale Medjugorje, 4 dicembre 2017


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».
Parola del Signore
.


Cari fratelli e sorelle, vi saluto cordialmente.
Ieri abbiamo iniziato il tempo dell’Avvento. Periodo dell’anno liturgico in cui ci prepariamo al Natale. E’ anche l’inizio del nuovo anno liturgico.
Nel Cristianesimo occidentale l’Avvento inizia 4 settimane prima del Natale.
La prima data possibile per l’inizio dell’Avvento è il 27 novembre e l’ultima in cui può iniziare è il 3 dicembre, come quest’anno.
Siamo vestiti di viola e leggiamo letture particolari.
L’Avvento è tempo di speranza, di desiderio, di attesa.
In modo particolare si sottolinea l’importanza di vigilare, cioè avere occhi e cuore aperti per poter penetrare più profondamente nella nostra interiorità, con un raccoglimento più forte, per riconoscere più facilmente Dio che viene.
La celebrazione dell’Avvento è iniziata nel quinto secolo e cominciava nella festa di san Martino l’11 novembre.
In quell’epoca l’Avvento era ricco di penitenza, sopratutto di digiuno. Si digiunava tre giorni in settimana fino al Natale.
Nel sesto secolo Gregorio Magno ha ridotto l’Avvento a 4 settimane e ha cancellato il carattere penitenziale.
L’Avvento nella liturgia romana non era periodo penitenziale, ma era il tempo della gioia. Col tempo è diventato un’unione della penitenza, dell’attesa e della gioia.
Oggi, in certe zone dove i cristiani sono più fervorosi, ci si trattiene dal fare celebrazioni o feste grandi.
La celebrazione dell’Avvento è rimasta uguale fino al Concilio Vaticano II che ha introdotto dei cambiamenti per determinare con più chiarezza lo spirito della Quaresima e dell’Avvento.
Secondo la fede cristiana la storia umana si è incamminata in una via tragica dal momento che i primi uomini hanno peccato e hanno perso l’amicizia con Dio.
Ad un uomo perso bisognava offrire la salvezza. Tale salvezza non poteva venire nè da un altro uomo nè dal mondo. Perciò Dio interviene e promette all’uomo perso di mandare il Salvatore.
I Profeti, nell’Antico Testamento, annunciano la Sua nascita.
Il profeta Natan annuncia al re Davide che il Salvatore sarebbe nato dalla sua discendenza.
Il profeta Isaia è ancora più diretto e dice: “La Vergine concepirà, partorirà un Figlio e Lo chiamerà Emmanuele, Dio con noi”.
Il profeta Michea annuncia che il Messia sarebbe nato a Betlemme e dice: “Anche tu Betlemme di Efrata, la città più piccola di tutta la Giudea, da te uscirà Colui che regnerà su Israele. La Sua radice è dall’eternità.
Nell’Avvento si leggono sopratutto le letture legate al profeta Isaia, a san Giovanni Battista e alla Beata Vergine Maria.
Isaia è il profeta della speranza Messianica.
Il Battista è il precursore della venuta di Gesù. Lui è il collegamento tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Egli grida nel deserto: “Preparate le vie al Signore. Raddrizzate i sentieri”.
Esortava la gente a convertirsi e a prepararsi per il Regno dei Cieli che viene.
Maria è l’ultima nella fila di coloro che attendevano la venuta di Gesù. Per mezzo del Suo “Si”, quando ha accettato la Buona Novella che Dio Le ha annunciato attraverso l’Arcangelo Gabriele, tutto si è realizzato con la nascita meravigliosa di Gesù a Betlemme.
I segni esteriori dell’Avvento sono le Messe mattutine, i canti dell’Avvento e le decorazioni che hanno trovato posto in tante case.
Le Messe mattutine dell’Avvento sono molto attraenti. Hanno trovato inizio nel Medioevo. Si celebrano alle 6 di mattina, mentre è ancora buio fitto. Queste Messe si celebravano solamente nelle parti settentrionali del nostro Paese e ultimamente dappertutto.
Queste Messe mattutine simbolizzano una veglia continua dei cristiani e sono segno di penitenza.
Esigono molte rinunce. Bisogna alzarsi molto presto, quando fa molto freddo con vento e neve. Con macchina o a piedi bisogna giungere in chiesa. Coloro che lavorano devono poi andare in fretta per recarsi al posto di lavoro. Gli alunni devono fare veloce per giungere a scuola.
Sono tutti atti di penitenza che ci preparano alla gioia del Natale.
Le Messe mattutine nelle nostre zone hanno un’atmosfera bellissima. Molti fedeli vi partecipano.
Le Messe mattutine e le altre della giornata sono accompagnate da canti particolari che hanno molte caratteristiche mariane.
Uno dei simboli è la corona d’Avvento. Ogni chiesa cristiana ha questa corona con 4 candele. Ogni domenica se ne accende una.
L’idea della corona d’Avvento è nata nel 1833 in una casa di poveri ad Amburgo in Germania.
Un giovane sacerdote ha offerto una casa agli orfani raccolti nelle strade. La casa era molto vecchia, ma era meglio che stare in strada.
Per fare la vita più bella agli orfani questo sacerdote accendeva una candela durante le preghiere e la poneva su una corona grande di legno. Il giorno di Natale questa corona brillava come un grande lampadario con 24 candele: venti candele rosse per i giorni della settimana e 4 candele bianche per le domeniche. Ogni anno rinnovavano questa bella usanza.
Poi, al posto di avere la corona di legno, hanno iniziato a farla coi rami di pino.
Questa usanza si è diffusa nel mondo.
Questa corona è ricca di simboli dati dai contenuti e dai colori.
Ci sono due simboli fondamentali: il cerchio e le candele, cioè la luce.
Le 4 candele simbolizzano 4 periodi della storia umana: la creazione, l’incarnazione, la redenzione e la fine.
Accendere le candele una ogni settimana rappresenta l’avvicinarsi del Natale, quando arriverà la luce che è Gesù Cristo.
La Chiesa, la nostra vera Maestra della fede cristiana, desidera che iniziamo la preparazione per il Natale prendendo come modello del Vangelo d’oggi un centurione romano che si rivolge a Gesù chiedendo aiuto per il suo servo.
La Chiesa desidera dirci che Colui che viene non ci lascerà delusi nelle nostre aspettative. Il caso di questo centurione ci convince ancora di più di questa verità.
Colui che viene è il Salvatore. Questo significa il Suo Nome Gesù.
La salvezza di tutti gli uomini e di ogni singolo è il motivo della Sua venuta tra noi. Lui, Figlio di Dio eterno, si è incarnato e si è fatto uomo.
Il centurione romano di cui si parla oggi non ha chiesto espressamente la guarigione del suo servo: si è limitato ad un tentativo con la fede forte.
Gesù non rimane senza compassione e gli dice subito: “Verrò e lo guarirò”. Dopodiché il centurione dimostra tutto il suo rispetto per il Maestro e tutta la sua fede e dice: “Signore, io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di soltanto una Parola e il mio servo sarà guarito”. Grande rispetto di questo pagano verso Gesù. La sua fede è tanto forte che la Chiesa ripete le sue parole in ogni Santa Messa prima di accostarsi alla Santa Comunione.
Così dovrebbe essere la fede di ogni uomo, di ogni cristiano: forte e piena di fiducia nell’onnipotenza di Dio. Dio ci offre sempre il Suo Amore e porta la salute dell’anima e del corpo.
Maria,
Madre del Redentore, donaci una fede forte, salda. Donaci il vero Amore, perchè la nascita gioiosa del Tuo Figlio Gesù Cristo avvenga prima di tutto nei nostri cuori e nei cuori degli uomini con i quali viviamo.
Amen.

mercoledì 6 dicembre 2017

Preghiera di guarigione del 4 dicembre 2017 guidata da Fra Dragan Ružić


Alleluia, alleluia, alleluia...

Padre della Bontà, Padre dell’Amore, Ti benedico, Ti lodo e Ti ringrazio perché, per Amore, ci hai donato Gesù.Padre, grazie, perché, alla luce del Tuo Spirito, comprendiamo che Lui è la Luce, la Verità, il Buon Pastore, venuto perché noi avessimo la vita e la vita in pienezza.
Stasera, o Padre, vengo davanti a Te come un Tuo figlio. Tu mi conosci per nome. Rivolgi il Tuo sguardo verso la mia vita. Tu conosci il mio cuore e conosci le ferite della mia vita. Conosci anche i miei errori e i miei peccati.
Stasera, o Padre, Ti prego per Amore verso Tuo Figlio Gesù Cristo: versa su di me il Tuo Santo Spirito, perché il calore del Tuo Amore arrivi nelle parti più intime del mio cuore. Signore, guarisci la mia mente, la mia anima, i miei ricordi.
Signore Gesù, entra in me come sei entrato nella casa dove erano i Tuoi discepoli. Come Ti sei mostrato ai Tuoi discepoli mostrati anche a me stasera. Come hai detto a loro, di’ anche a me stasera: “Pace a Te!” Signore, entra nel mio cuore e donami la pace, riempimi d’Amore. Grazie, Signore!

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore, per Amore verso di noi, hai preso su di Te tutti i nostri peccati, sei morto sulla Croce per salvare noi, per ridonare la vita a noi. Gesù Crocifisso, Tu sei sorgente di ogni benedizione.
Adesso rivolgiamo il nostro sguardo e la nostra preghiera verso di Te per la nostra guarigione e per la guarigione di tutti i nostri ammalati. Gesù, abbi pietà di noi.
Gesù, Tu hai sopportato la corona di spine, la flagellazione. A causa di queste Tue sofferenze, guarisci ogni malattia della testa e malattia della pelle.
Gesù, Tu hai sofferto nei Tuoi occhi pieni di sangue e hai chiuso gli occhi morendo per noi. A causa di questi dolori guariscici dalle malattie degli occhi e ridona la vista ai ciechi.
Gesù, con la voce moribonda hai pregato Tuo Padre di perdonare i Tuoi assassini. Appena sentita, hai accettato la preghiera del brigante appeso sulla croce a fianco a Te. A causa di questo Tuo Amore guariscici da tutte le malattie delle orecchie, naso, gola. Ridona l’udito ai sordi e la possibilità di parlare ai muti.
Gesù hanno inchiodato i Tuoi piedi e le Tue mani sulla Croce. Per questo dolore crudele guariscici da ogni malattia che colpisce le mani e i piedi- Fa’ che gli zoppi camminino. Gesù, abbi pietà di noi!

Thankyou, Jesus... Merci, Jesu... Alleluia...

Gesù, nei momenti dell’angoscia di morte, Tu hai sofferto la sete e poi sei morto. A causa di questi dolori atroci, guarisci i nostri polmoni, reni, bronchi. Guariscici da tutte le malattie cerebrali e da ogni altra malattia sconosciuta. Rafforza i moribondi.
Gesù, hanno trafitto il Tuo costato con la lancia, mentre il Tuo corpo pendeva sulla Croce, crocifisso. A causa del Tuo sangue versato dal Tuo Cuore trafitto guariscici dalle malattie del cuore e da tutte le malattie del petto, dell’intestino, della circolazione o di emorragia. Signore, guarisci ogni nostra ferita. Gesù, abbi pietà di noi!
Gesù, Ti preghiamo per tutti gli ammalati presenti qui e anche coloro che portiamo nelle nostre preghiere, i nostri parenti, amici, conoscenti. Ti preghiamo per la loro guarigione, per il loro bene, Guariscili, anche per bisogni delle loro famiglie. Li raccomandiamo tutti per intercessione di Maria, che era ai piedi della Tua Croce. Grazie, Signore!

Kyrie, eleison...
Il Signore sia con voi..
Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo. Amen.


Fonte:  (Flavio Deagostini) (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero )

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (36) – Messaggi a Marija del 25 novembre 2017 ed a Mirjana del 2 dicembre 2017

Messaggio a Marija del 25 novembre 2017 

"Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito alla preghiera. Pregate e cercate la pace, figlioli. Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace, senza far differenza di chi siete o che cosa siete - Lui, mio Figlio, vostro fratello - tramite me vi invita alla conversione, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Perciò credete, pregate e vivete nella grazia e nell'attesa del vostro incontro personale con Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Commento teologico

Il messaggio si inserisce concretamente nel tempo liturgico, appena iniziato e che stiamo vivendo: “Cari figli! In questo tempo di grazia”. È il tempo dell’Avvento, cioè dell’attesa della venuta di Gesù in mezzo a noi quale vero Figlio di Dio e vero Figlio di Maria. Con queste parole Ella ci vuol far capire quale grande festa sia il Natale, cioè la nascita umana di Cristo. Lei lo ha portato nel suo grembo verginale per nove mesi nella pienezza di gioia, di amore e fede. È la Madre che ci parla per invitarci a condividere con lei il tempo della gestazione di Gesù, della formazione in noi di suo Figlio, affinché anche noi, come Lei, lo attendiamo con intima gioia nella certezza che Lui è il nostro unico vero Salvatore ed è morto per liberarci dalla schiavitù del peccato, della morte e delle potenze maligne. Alla gioia aggiungiamo la fede, come Maria che ha creduto che quel Figlio è Dio, il suo Signore. Poi pensiamo all’amore con cui lo ha custodito nel suo grembo, nutrendolo, stringendolo a sé con la dolcezza e il trasporto di una madre santa come Lei. Anche noi dobbiamo attenderlo con quel medesimo amore per sentire verso quel divino Bambino tutto il nostro trasporto d’affetto e di tenerezza. Soprattutto lo stringiamo al nostro cuore per percepire i battiti del suo amore infinito ed essere infiammati da questo fuoco che deve ardere dentro di noi verso Gesù il Redentore.

La Vergine infatti ci parla di Lui con grande riverenza e rispetto: “Vi invito alla preghiera. Pregate e cercate la pace, figlioli. Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la pace, senza far differenza di chi siete e cosa siete”. La realtà più bella e utile è il dono della sua pace, che non è tanto la privazione di guerre, ma la serenità dell’animo, la quiete interiore, che costituisce il senso più vero e benefico del nostro vivere quotidiano. Oggi la società è travolta da mille faccende, in una corsa continua e stressante; non si trova un po’ di tempo per riposare e rilassarsi nella disponibilità ad ascoltare la Parola di Gesù, a percepire il suo amore, a lasciarci irrorare dal suo Santo Spirito. Il trambusto, esteriore e interiore, caratterizza le nostre giornate e trasmette tanto nervosismo, inquietudine, tensione, depressione, finché facciamo fatica ad essere sereni e fiduciosi. Siamo travolti, come foglie sbattute dal vento impetuoso e insistente. Solo Gesù ci offre il conforto, la fiducia, la luce, la distensione: venite a me voi tutti affaticati e io vi ristorerò. Questo amorevole invito noi non lo sentiamo né tanto meno la seguiamo. Restiamo muti e sordi, nella nostra solitudine e amarezza. Maria ci fa capire che il Natale di Gesù è un’occasione eccellente per riscoprire e rivivere la sua presenza in mezzo a noi, che ci ridona coraggio, forza e grazia. Il Natale in effetti porta questi frutti di pace e, se non li accogliamo, il Natale è come se non ci fosse e viene ridotto a una festa di chiasso e materialismo. La nostra anima perde l’occasione di salvezza che Gesù le porta. Viviamo un Natale autenticamente cristiano, come ci esorta nostra Madre santissima.

Con la pace Gesù porta con sé la spinta alla conversione: “Lui, mio Figlio, vostro fratello – tramite me – vi invita alla conversione perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna”. Per mezzo propriamente di sua Madre, Egli ci invita a cambiare la nostra misera esistenza rivolgendo gli occhi, la mente e il cuore a Lui, il Figlio di Dio e di Maria, nostro fratello, affinché ci distacchiamo dall’assillo verso le cose terrene, per saper guardare, al di sopra di quelle, la luce, il calore, la bontà che viene dal cielo. Il Natale costituisce dunque una circostanza di grande valore spirituale, per ricuperare quello slancio interiore che ci conduce al bene, all’amore, alla verità e ci rende strumenti di pace nel mondo.

Si tratta di valori connessi all’unico valore che conta: tendere a Dio, lasciarsi abbracciare da Lui nostro Padre misericordioso, a metterlo al primo posto come gli compete, affinché con la sua onnipotenza e bontà infinita ci preservi da ogni male e ci renda suoi figli amati, perdonati, rigenerati. Senza Dio la vita già su questa terra si fa un inferno di dolore e di disperazione, con la duplice nefasta conseguenza: non vi è futuro su questa terra e poi perderemo la vita eterna. Saremmo i più disgraziati fra gli uomini. Accogliamo dunque e viviamo le parole della Madre celeste e impegniamoci a fare un Natale pienamente inserito nella storia della salvezza, avvolto di fede, amore e pace. Ella lo dice: “Perciò credete, pregate e vivete nella grazia e nell’attesa del vostro personale incontro con Lui”. Meravigliosa conclusione per prepararci al Natale. Credere che Gesù è il vero nostro Salvatore, lodarlo, ringraziarlo, invocarlo quale Figlio di Dio, insieme nostro fratello, quale Figlio di Maria, sentire la gioia della sua venuta per poterlo incontrare personalmente, stringendo quel Bambino e rimanere uniti a lui per sempre fino al paradiso.



Messaggio a Mirjana del 2 dicembre 2017  

“Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità. In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio!”


Commento teologico

Con una breve ma significativa introduzione la Vergine si presenta nuovamente come Madre dei credenti, aggiungendo alcuni titoli gratificanti per i suoi devoti: “Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi”. Quello che viene maggiormente sottolineato è il titolo di santi dato ai suoi figli. Da qui segue il primo aspetto: cosa significa essere o divenire santi; sussegue poi il secondo punto, in cui si illustra il senso delle rose da offrire a Maria; il terzo punto infine si sofferma sul valore di vivere ogni momento, lieto o triste, per amore di Gesù e la salvezza del mondo.

1. I santi sono i suoi figli, apostoli di Maria. Tutti possiamo vivere da santi, nel senso che i santi non sono soltanto coloro che possiedono carismi speciali e fanno cose straordinarie, ma semplicemente i santi sono: “Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto”. Occorre mettere Dio al primo posto in tutti i momenti della nostra esistenza, come ci ripete la Vergine. Questo è il segreto per ottenere la pace e la gioia del cuore, sentirci perdonati e rigenerati dal Padre e rivolgere a Lui tutta la nostra dedizione filiale. Tuttavia dobbiamo rimanere umili e semplici di cuore, allontanando ogni pensiero di orgoglio che si possa insinuare. Per questo la Vergine ci esorta: “Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità”.

Da una parte siamo chiamati a raggiungere la vetta della santità, dall’altra dobbiamo renderci conto di essere povere e misere creature. Se facciamo del bene e ci impegniamo, tutto viene sorretto, guidato e santificato dallo Spirito Santo e dalle mani materne di Maria. In tal modo siamo al sicuro e possiamo veramente essere santi nella semplicità del nostro vissuto quotidiano, immerso e vivificato dalla grazia divina.

2. Le rose di Maria. A questo punto il discorso mariano si fa totalmente personale e la Madre ci fa una richiesta legittima e profondamente toccante; ci chiede di donarle le rose che Ella ama tanto, raccolte nella corona appositamente chiamata rosario: “A me, figli miei, regalate il rosario, le rose che tanto amo!”. In una umanità disperata e ribelle, che rifiuta l’amore di Dio e della Vergine, i credenti sono gli apostoli del suo amore e manifestano, in mezzo a tanta malvagità, uno sprazzo di profumo soave balsamico, attraverso la preghiera sincera e le opere di misericordia: “In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia”. Ella precisa come va fatta la preghiera, affinché non sia una ripetizione meccanica di parole, ma espressione piena e sincera del cuore devoto e fedele: “Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore e non soltanto recitate con le labbra”. E conclude con una frase bellissima che ci tocca l’intimità e ci sprona a mettere in pratica quanto ella dice: “Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore”.

La Vergine poi fa una materna confidenza ai suoi figli, raccontando quello che Gesù le diceva profeticamente: “Quando era piccolo mio Figlio, mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose”. Ma la rosa più bella che possiamo donare alla Madre celeste è l’amore verso suo Figlio, a cui segue l’altra rosa gradita che è l’aiuto rivolto ai bisognosi: “Io non capivo, ora so che siete voi quei figli che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose”. Ella ci tiene a ripeterlo con fervore e compiacenza quali siano le rose a lei più gradite.

3. Tutto per amore nell’umiltà. Alla conclusione solenne e importantissima Ella indica la via regale del cristiano: fare tutto per amore verso Dio e verso i fratelli, sia nelle situazioni felici sia in quelle dolorose. Questa è la regola d’oro che dovremmo applicare ogni momento: “Questa è la fede che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore, che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello”. Nella frase sono raccolte delle rose meravigliose: fare tutto per amore significa non cadere mai in atteggiamenti di superbia, in cui anziché l’amore mettiamo il nostro egoismo ed egocentrismo, in una sorta di autoreferenzialità assoluta, diventando capricciosi, altezzosi, dispotici, prepotenti. L’amore vero è intessuto di umiltà e semplicità di cuore, di generosità e altruismo, fino a dimenticare noi stessi e ogni nostro personale interesse o vantaggio. Ne segue la disponibilità a perdonare senza indugio e tutte le volte che è necessario. Non è posto alcun limite al perdono verso i fratelli che hanno offeso il fratello. Il giudizio va bandito dalla nostra mente, quando invece siamo subito disposti a guardare il prossimo per fare emergere i suoi difetti ed emarginarlo senza pietà, mentre la cosa principale è comprendere, per vedere in lui non solo i limiti ma anche i pregi. Ogni persona umana, anche il più depravato, porta con sé l’immagine di Dio con cui è stato creato. Dunque possiede qualcosa di bello e buono che va scoperto, evidenziato e sostenuto. Ci può essere il caso che una persona sia totalmente invasa di cattiveria, perché si è lasciata dominare dal male; allora occorre usare la giusta misura in modo da non lasciarsi influenzare dalla malvagità e perciò va fuggita e allontanata, affidandola tuttavia alla divina misericordia senza portare odio o ostilità deplorevole. L’amore vince sempre e va sempre seguito, ma secondo la visuale del bene e non mai del male.

A questo punto la Vergine chiude il suo messaggio con alcune esortazioni di grande valore spirituale: anzitutto la preghiera per coloro che covano rancori e cattiverie, coloro che sono chiusi in sé stessi e non si aprono all’amore di Gesù: “Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordiate: pregare significa amare e perdonare”.

O Vergine Maria, come sono belle e impegnative le tue materne raccomandazioni! Te ne siamo grati. Insieme sappiamo che noi siamo miseri e deboli, facilmente preda della rabbia e della sete di vendetta anziché di perdono. Donaci il tuo aiuto, o Madre cara, non ti stancare di noi, che siamo così fragili da cadere sugli stessi errori. Allunga la tua mano verso ciascuno di noi, quando siamo caduti a terra e non riusciamo ad alzarci. L’unica cosa che non dobbiamo mai tralasciare è quella di pregarti, di offrirti la rosa dell’Ave-Maria! Anche solo un Ave-Maria ci risparmia tanti dolori e ci dona la pace del cuore. Grazie, dolcissima e amabilissima nostra Madre e Signora.

Don Renzo Lavatori


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.